DA TREMEZZO AL FUTURO
TEMI: WELFARE
Tremezzo, 31 ottobre 2026 - Il welfare tra diritti, politiche e territorio è stato il tema al centro del convegno “Da Tremezzo al futuro: 80anni di Repubblica e di welfare”, promosso da ANCI Lombardia e dal Consiglio dell’Ordine Assistenti Sociali della Lombardia in occasione dell’ottantesimo anniversario del Convegno Internazionale di Studi sull’Assistenza Sociale, tenutosi presso il Grand Hotel Tremezzo all’indomani del referendum che segnò la nascita della Repubblica, considerato un momento fondativo per le politiche sociali dei decenni seguenti e per la nascente professione del servizio sociale.
L’evento, tenutosi nella stessa sede del 1946, ha voluto rappresentare un’occasione di riflessione su una necessità strategica per i Comuni, per la comunità degli assistenti sociali e per la Repubblica nella sua articolazione e ricchezza, istituzionale e sociale.
"Uguaglianza, costruzione della dignità sociale e salvaguardia dei diritti sono infrastrutture della democrazia. Perché dignità sociale, uguaglianza e garanzia dei diritti sociali danno corpo e sostanza alle regole formali della democrazia, le une sono indispensabili alle altre. Per questo il sistema dei servizi sociali diventa fondamento, cuore della tenuta e della manutenzione della democrazia. Per tutti noi è ancora tutta aperta la sfida dell'attuazione, perché non siamo ancora riusciti a costruire un effettivo riconoscimento universale dei diritti sociali. Per andare in questa direzione servono tre cose: risorse finanziarie, organizzazione, relazioni istituzionali e risorse umane e professionali. Una questione che interroga i Comuni sulla capacità amministrativa da costruire, sulle competenze da acquisire, sulla visione da avere e sulla volontà di collaborare, costruendo gestioni associate adeguate alla complessità delle sfide". Così Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia, è intervenuto a conclusione dei lavori.
Per Guerra “dal confronto emerso durante il convegno è arrivato un messaggio chiaro: abbiamo bisogno di una nuova alleanza tra istituzioni, professionisti, terzo settore, università e comunità locali per affrontare le sfide sociali del nostro tempo. Come nel dopoguerra fu possibile unire energie e culture diverse per ricostruire il Paese, oggi dobbiamo essere capaci di fare lo stesso contro la povertà e le nuove forme di esclusione. Continuiamo a credere che prendersi cura delle persone significhi prendersi cura della democrazia. Ed è con questo spirito che vogliamo dare continuità a un percorso di confronto permanente sul welfare, nella convinzione che le utopie di oggi possano diventare i diritti di domani”.
“A Tremezzo fu deciso che la figura garante dell'uguaglianza sostanziale sancita dall'articolo 3 della Costituzione dovesse essere un operatore della democrazia, una figura laica, scientificamente preparata e dotata di metodologie specifiche: l'assistente sociale" ha dichiarato Simona Regondi, presidente CROAS Lombardia ricordando quindi che "il nome della professione non può essere cambiato in quanto 'l'assistenza sociale' è citata letteralmente nella Costituzione Italiana".
Con un messaggio è intervenuta il Ministro per le disabilità, Alessandra Locatelli, spiegando che "oggi siamo chiamati ad affrontare nuove sfide, a partire dalla necessità di costruire servizi sempre più vicini ai cittadini, capaci di ascoltare le esigenze delle persone e delle famiglie e di accompagnarle nelle diverse fasi della vita. In questo percorso il lavoro degli assistenti sociali è prezioso".
Il Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, intervenuto con un videomessaggio ha evidenziato che “il Welfare è un'infrastruttura fondamentale della nostra democrazia, perché una comunità è forte solo se sa prendersi cura di chi è in difficoltà. In questo percorso i comuni sono insostituibili, essendo l'istituzione più vicina ai bisogni reali delle persone. Regione Lombardia crede profondamente nella sussidiarietà e in questa collaborazione istituzionale da rafforzare di fronte alle nuove sfide. La nostra ambizione è un Welfare vicino ai cittadini, capace di prevenire il disagio e di sostenere autonomia, inclusione e qualità della vita. Il progresso di una comunità si misura nella capacità di trasformare la ricchezza in opportunità, diritti e benessere per tutti”.
Il Presidente della Provincia di Como, Fiorenzo Bongiasca, ha sottolineato “la ricchezza, ma anche la complessità, del nostro territorio. Accanto ai Comuni più strutturati ci sono tante realtà più piccole, che devono garantire servizi ai cittadini con risorse e personale limitati. Per questi amministratori, poter contare su una rete di relazioni e su istituzioni capaci di collaborare è fondamentale. La Provincia non si sostituisce ai Comuni nella gestione dei servizi sociali, ma può favorire il dialogo, mettere in relazione le amministrazioni e promuovere una visione del territorio che vada oltre i confini dei singoli Comuni”.
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