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#ANCI2022

Assemblea Anci 2022: intervento di Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia

22 Novembre 2022

Discorso in occasione dell'apertura della XXXIX Assemblea Nazionale di ANCI - VIDEO

Signor Presidente della Repubblica,
benvenuto e grazie. Per il Suo alto e decisivo servizio all’Italia in un tornante difficile della storia. Per la sua costante presenza e vicinanza ai Comuni italiani ed alle donne e agli uomini che li amministrano e che oggi la accolgono qui, in Lombardia.
La Lombardia dei 1506 Comuni, da Milano a Morterone. Un laboratorio per una grande sfida, anche sul versante dell’innovazione istituzionale, che può parlare e servire all’intero Paese. Come tenere insieme il valore di un presidio territoriale, democratico e amministrativo diffuso, con strumenti e modelli di cooperazione, associazionismo, irrobustimento, che diano sostanza vera all’autonomia comunale, attraverso il suo pieno riconoscimento normativo e finanziario, coniugandolo con la adeguatezza nella capacità amministrativa, nella programmazione e nei servizi, e contribuendo così, in cooperazione con gli altri livelli istituzionali, a partire da rinovate Province e Città Metropolitane, sino a Regione e Stato, a garantire diritti fondamentali: dalla salute all’istruzione, dalla mobilità al lavoro, dall’assistenza alla sicurezza. Perché le città siano sostenute nell’innovazione e nella crescita e, al contempo, si contrasti il declino delle aree interne.



“La voce del Paese: la parola alle comunità”. Attraverso la voce di sindaci, amministratori, donne e uomini impegnati in un lavoro essenziale per la stessa democrazia, che salda la Repubblica alle sue radici, al suo popolo.
Un lavoro da riconoscere innanzitutto nel suo valore, e quindi da liberare da oneri e responsabilità irragionevoli e sproporzionate, come ci ricorda la vicenda di Alberto Rostagno, Sindaco di Ceresole Canavese, al quale esprimo forte vicinanza. Un lavoro da semplificare, da dotare di strumenti adeguati, da difendere contro il bizantinismo normativo ed amministrativo, contro l’indebolimento dell’autonomia.

E a volte, lasciatemelo dire e so che Lei ci comprende Signor Presidente, ci irrita anche un po' quando la retorica del Sindaco primo baluardo della Repubblica stride troppo con il carico di responsabilità e insieme di vincoli che gli vengono scaricati addosso, senza che gli si diano gli strumenti per farvi fronte. E francamente non ci piace molto neppure che quando, nella Pubblica Amministrazione e nelle politiche pubbliche, si pratica il cd scaricabarile, alla fine i barili arrivino tutti sulle spalle di chi porta la fascia tricolore.

Continueremo a portarli per responsabilità verso le nostre comunità e la Repubblica, ma c’è ancora da fare per non svilire e scoraggiare la partecipazione e la disponibilità a servire le proprie comunità (non si sottovaluti il tema). Per dire soprattutto ai giovani che si può fare. Che amministrare il proprio paese, la propria città, è una cosa straordinaria, che contribuisce a far andare avanti l’Italia e che la Repubblica ne è consapevole.

Viviamo tempi eccezionali, difficili e complessi. La pandemia, che qui ha lasciato cicatrici profonde, ma anche il senso di una straordinaria capacità di reagire, di risollevarsi, e che ci chiede ancora attenzione e responsabilità, con le sue lezioni da non dimenticare sull’importanza del nostro sistema socio-sanitario e di chi vi lavora e sul ruolo dei Comuni. E poi la guerra nel cuore dell’Europa, con un’aggressione da fermare e una pace da riconquistare, moltiplicando ogni sforzo per aprire la via al negoziato. E ancora, il cambiamento climatico, la crisi ambientale e i loro effetti, la crisi energetica, l’inflazione generalizzata.

Con impatti pesanti, che mordono la vita quotidiana di famiglie, di imprese, che hanno bisogno urgente di forti interventi di sostegno. Impatti che determinano paura e incertezza per il futuro e che possono alimentare, insieme a gravi difficoltà e crescita delle disuguaglianze, sentimenti di sconforto, solitudine, rabbia, tensioni sociali che lacerano le comunità. Occorre ridare forza alla speranza.

E i Comuni, enti costitutivi della Repubblica, sono in prima fila dentro ogni sfida, essenziali per vincere l’emergenza e superare la crisi. Nei Comuni c’è tanto coraggio per il presente e tanta voglia, idee e progetti di futuro.

Ma oggi anche i Comuni hanno bisogno di norme e risorse, hanno bisogno di fiducia, come dirà per tutti noi il Presidente Decaro, che consentano di chiudere e predisporre i bilanci, garantire servizi che vogliono dire diritti, attuare il PNRR. Insomma, svolgere appieno il loro ruolo per la tenuta del Paese, dentro l’emergenza che viviamo e nella costruzione di un futuro sostenibile.

In un quadro di forte e leale cooperazione istituzionale e di assunzione collettiva di responsabilità tra tutti i livelli istituzionali della Repubblica.

C’è bisogno dei Comuni.

I Comuni ci sono.

Buon lavoro a tutti noi e grazie ancora di tutto Signor Presidente

 

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