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WELFARE LOCALE

Revisione Legge 23, Guerra: "Necessario metter a frutto quanto imparato dall'emergenza"

10 Febbraio 2021

Priorità oggi è campagna vaccinale

TEMI: WELFARE

Di seguito l’intervento del Presidente di Anci Lombardia Mauro Guerra in apertura dei lavori del Webinar Dalla sanità alla promozione della salute: un nuovo paradigma per lo sviluppo del welfare locale.

“Grazie e benvenuti a tutti, ringrazio il presidente del Consiglio regionale Fermi, la vicepresidente Moratti che ci raggiungerà più tardi, i rappresentati delle forze sociali, delle istituzioni e i professioni terzo settore.

Oggi come Anci Lombardia abbiamo provato a mettere assieme una giornata di lavoro, ascolto e confronto legata al percorso di aggiornamento della legge 23. Abbiamo prodotto a Regione un documento frutto di un confronto costante con i medici di medicina generale, gli operatori sociali e del settore per dire la nostra e confrontare opinioni e proposte.

Questo a partire da alcune convinzioni. La prima è che stiamo ragionando sulla revisione della legge 23 sullo sfondo della pandemia che stiamo vivendo in una fase importantissima in cui l’urgenza è l’impegno nella campagna vaccinale. Stiamo collaborando con Regione Lombardia, abbiamo tavoli operativi che stanno partendo e c’è confronto in atto, un passo fondamentale per il nostro Paese su cui dobbiamo concentrare le nostre energie. Proviamo per questo a tutti di collaborare, un appello che rivolgo anche a noi sindaci, a tutti i livelli istituzionali. Non lavoriamo ancora a uno scontro, strappo istituzionale, abbiamo la necessità di trovare i modi le forme per costruire per un piano vaccinale condiviso, un impegno e uno sforzo che dobbiamo assolutamente assumere e i comuni faranno la loro parte. .

In questa fase complicata abbiamo preso dei colpi duri ma abbiamo appreso alcune lezioni di cui fare tesoro: abbiamo vissuto uno straordinario stress test del nostro sistema sociosanitario che ci saremmo volentieri evitati. Un test che coincide con la fine della sperimentazione della legge 23.

Tutto questo ci fa dire che si tratta di una occasione che non possiamo perdere, da non ridurre a passaggio burocratico o solo di riflessione su qualche aggiustamento di ingegneria organizzativa, credo ci siano tutte le condizioni per mettere a frutto quanto imparato in questa difficile fase per chi lavora spirito con uno spirito di leale collaborazione per far compiere una passo avanti al nostra sistema sociosanitario.

Anci Lombardia ha cercato di tenere la barra ferma, e non solo con un approccio sindacale ma guardando all’interesse generale perché rappresentiamo i territori e le comunità.
E le parole ‘comunità’ e ‘territorio’ in questi mesi declinati anche in termini di medicina e sanità territoriale, sono tornati costantemente al centro del dibattito. Abbiamo parlato spesso di un potenziamento e riorganizzazione della medicina territoriale, di una più forte integrazione sociosanitaria da connettere al meglio con le eccellenze che abbiamo nella sanità ospedaliera. Considerazioni maturate in questi mesi che devono stare certo al centro del ragionamento. Ma abbiamo anche ragionato sulle sanità e salute in termini di politiche sanitarie, intese non solo come cura delle malattia, fase essenziale delegata a scienza e tecnica e al rapporto con gli operatori del settore in rapporto ai legislatori regionali e nazionali, ma anche come prevenzione, presa in carico e accompagnamento prima, durante e dopo la cura. Intervento e politiche multidimesionali sui determinati economici, ambientali, sociali, culturali, sulle diseguaglianze sulle difficolta di accesso alla tutela della salute.

E se questo è il tema di fondo, certamente si incrocia con il ruolo essenziale dei Comuni, delle città che va ben oltre quello che, dal punto di vista normativo, rischia di essere un relitto con poco significato, quello del Sindaco come autorità locale in materia di sanità, ma che negli anni di fatto progressivamente escluso dal circuito dalle politiche di salute o coinvolto solo co come spettatore o condivisore formale di politiche maturate altrove. 

Un ruolo che va oltre anche la richiesta di soccorso alla quale rispondiamo con grande impegno anche in termini di attività da svolgere, di personale a disposizione nel momento di crisi come quello che stiamo vivendo.
Le politiche pubbliche locali e la loro integrazione finalizzate alla tutela della salute diventano essenziali nel nuovo assetto e non si tratta di rivendicazioni di ruolo di categorie che porta i Sindaci a ripensare il loro ruolo. Dalle azioni concrete alle valutazioni generali delle politiche fino ai piani di rappresentanza, ci stiamo interrogando su come noi amministratori possiamo dare un contributo più forte. 

Lavoro nel quale non sono coinvolti solo le istituzioni, ma sono molto coinvolte le forze sociali, il terzo settore, in un quadro di sussidiarietà che vorremmo funzionale al bene comune. Politiche per la salute, territorio, comunità, presa in carico, continuità assistenziale, integrazione, prevenzione, rappresentanza governance sono le parole chiavi che vorremmo portare come riflessioni al legislatore regionale impegnato in questa importantissima fase di revisione della legge 23”.

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