Politiche giovanili
Volge al termine “Hub Giovani per le professioni della montagna”: l’iniziativa, realizzata da ANCI Lombardia su incarico di ANCI che, dopo un’analisi dei fabbisogni e la definizione e attuazione di un piano formativo che ha coinvolto giovani under 35 anni tra i quali operatori di servizi Informagiovani e professionisti delle filiere montane, ha individuato nel Comune di Edolo (sito in area SNAI – Strategia Nazionale Aree Interne) la sede dell'Hub permanente, diventando un punto di riferimento per la costruzione di competenze, l’attivazione di risorse e la diffusione di modelli replicabili nei territori.
Al termine di questo percorso, “che non è una fine ma bensì un passaggio di testimone”, come ha osservato Gianpiera Vismara, Coordinatrice del Dipartimento giovani di ANCI Lombardia, l’Associazione ha organizzato una serie di iniziative, culminate con il convegno conclusivo di progetto, che si è tenuto questa mattina nella Casa dei Comuni.
L’azione di ANCI Nazionale e ANCI Lombardia
In apertura dell’evento è intervenuto Giacomo Ghilardi, Vicepresidente di ANCI Lombardia, che ha sottolineato come quello fatto sia stato “un percorso significativo, perché mette insieme tre parole che raccontano il progetto e il futuro della Lombardia: giovani, lavoro e montagna. Parlando di giovani e lavoro, lo sforzo è andare oltre le dichiarazioni di principio, perché se i giovani sono il futuro, dobbiamo offrire loro opportunità e politiche concrete, al fine di costruire un progetto di vita vero. Quel che sta realizzando ANCI Lombardia con i partner coinvolti nel progetto è orientato a questo: poter mettere i giovani nella condizione di essere protagonisti dei territori”. Ghilardi ha considerato come il “progetto che volge al termine ha portato alla definizione di Edolo come punto di riferimento permanente, poiché così si darà continuità e sviluppo alla iniziativa anche quando i finanziamenti saranno finiti”.
Soffermandosi sulle questioni prettamente montane, il Vicepresidente di ANCI Lombardia ha osservato che “conosciamo tutti i problemi della montagna, legati allo spopolamento, ai piccoli Comuni, alla difficoltà di trovare professionalità e altro, ma la montagna non è solo un territorio da sostenere ma anche un territorio nel quale investire, perché esistono professioni, attività, foreste, risorse energetiche, servizi innovativi e professioni tradizionali. La sfida è fare incontrare queste opportunità con i giovani, pertanto dobbiamo dare ai giovani, innanzitutto, le opportunità di scegliere, di trovare connessioni, lavoro, servizi e questo riguarda, in particolare, i Comuni, e quindi anche ANCI. La Lombardia e i suoi Comuni sono ricchi di diversità, una ricchezza valorizzabile se viene messa in rete, attraverso il lavoro tra le istituzioni e i diversi soggetti che lavorano sui territori. Questo è il nostro sforzo e il nostro obiettivo”.
Ghilardi ha quindi considerato che “oggi concludiamo una fase e il testimone passa a Edolo ma l’alleanza continuerà nel tempo, pertanto Edolo, i 1500 Comuni lombardi, la Regione e tutti noi, dovranno continuare a collaborare per la buona riuscita del progetto.
È quindi intervenuta Simona Elmo, Responsabile dell'ufficio politiche giovanili e coordinamento Consulta Giovani di ANCI, che ha ricordato come, sulle politiche giovanili, “c’è una visione strategica condivisa tra ANCI Nazionale e ANCI Lombardia, che si trasforma in azioni concrete sui territori. Grazie alla collaborazione con le articolazioni regionali, per ANCI è possibile portare avanti quelle politiche dal basso che sono necessarie per il successo dei progetti”.
Considerando l’iniziativa protagonista del convegno, Elmo ha sottolineato che “il progetto portato avanti in questi mesi sarà importante per permettere ai giovani di trovare risorse per continuare la loro vita nel territorio montano”, inoltre, “aver individuato nel Comune di Edolo l’hub delle politiche giovanili per la montagna vede ANCI come sostenitore, grazie ai finanziamenti ministeriali, dell’avvio delle attività progettuali”. Concludendo, la referente ANCI ha sottolineato come “quello realizzato in Lombardia è importante, per questo ad ANCI Lombardia va il nostro ringraziamento per l’impegno e lo sforzo al fine di poter dar seguito a un percorso concreto che porta a un vero impatto sui territori”.
Il progetto
Per entrare nel merito del progetto “Hub giovani per le professioni di montagna” si è aperta una tavola rotonda animata da Luca Pedrazzoli, coordinatore della task force Informagiovani di ANCI Lombardia, che ha visto come l’iniziativa che mette a sistema diversi soggetti porta a “lavorare per accompagnare i giovani a fare dei passi in avanti concreti. Quella di oggi, come detto, non è quindi una conclusione ma uno svincolo che porterà tutti a proseguire in una nuova direzione”.
Considerando il progetto complessivo, il convegno ha evidenziato che il primo passo per dare consistenza al progetto è stato lo studio del contesto e delle esigenze dei giovani che vivono nel territorio montano e per questo è stata fondamentale l’indagine illustrata da Lucia Coradi, consulente esperta di orientamento, che ha evidenziato come, intervistando i giovani montani, sia emerso che il contesto è formato da persone che abbandonano il territorio ma anche da persone che arrivano in montagna, che è necessaria una programmazione degli interventi che vada oltre la stagionalità, che non si vive solo di turismo e agricoltura e che, fondamentali, sono le condizioni di lavoro. Sul tema del lavoro, Giorgi ha evidenziato come le professioni nel territorio si differenziano in tre tipologie: professioni di montagna, dalla montagna (nate soprattutto con lo sviluppo dello smart working), in montagna (inteso come luogo geografico). È in questa cornice che deve essere quindi pensato un sistema di orientamento, di lavoro e di politiche abitative, sociali etc, capace di dare risposte e supportare chi vive in montagna.
La riflessione è proseguita con Stefano Tanturli, consulente esperto di orientamento, per il quale i partner hanno voluto “buttare in questo progetto le basi per il decollo dell’abitare in montagna”, evidenziando che “dobbiamo puntare non solo sulle competenze tecniche richieste dalle imprese, ma anche sulle passioni, sui sentimenti, sulle intuizioni e sulle sensibilità dei giovani” per fare presa su delle competenze incrociate, “un mix esplosivo tra innovazione e tradizioni, che farà sì che un giovane potrà essere assunto per quello che è, secondo criteri soggettivi”.
Ha quindi preso la parola Anna Giorgi, Professoressa ordinaria e responsabile del polo UNIMONT dell’Università degli Studi di Milano, che ha sottolineato come per poter essere incisivi nelle progettualità, “dobbiamo mettere attenzione sui territori, presidiandoli, e creare ponti con quanto è fuori e può aiutarci a creare qualcosa di concreto”. Considerando l’esperienza della Università della Montagna, che è particolarmente impegnata sul progetto sia nella sua prima fase che in quella successiva, Giorgi ha evidenziato come sia stato importante creare un polo universitario “che fa studiare dove si vivrà e lavorerà”, permettendo di creare “una realtà di eccellenza, nata quando ancora le tecnologie non erano così presenti a facilitare il lavoro, ma che ha creato una rete capace di mettere in rete soggetti, esperienze e risorse”.
A conclusione della tavola rotonda ha preso la parola Luca Masneri, Sindaco di Edolo, considerando che questo progetto è nato perché “bisogna vivere il presente con responsabilità e farlo assieme agli altri”. In questo percorso l’esperienza di UNIMONT è stata fondamentale, perché “in oltre trent’anni ha dato risultati, creando occasioni affinché i cittadini della montagna potessero rimanere in montagna con un orizzonte nuovo e occasioni concrete”. Guardando alla dimensione giovanile, Masneri ha evidenziato come il contesto sia cambiato, esistono nuove richieste di professionalità e lavoro, pertanto “oggi c’è un nuovo bisogno che emerge dal territorio e dobbiamo uscire da un’ottica totalmente autoreferenziale, per ripartire da un’etica del lavoro, da una formazione e da competenze che devono essere sviluppate e messe in circolazione”. Fondamentale, per il Sindaco, è quindi “proseguire il partenariato, per proseguire il lavoro straordinario fatto fino a ora, e perché stando assieme potremo fare qualcosa di ancor più importante”.
La parola a Regione Lombardia
Presente al convegno Federica Picchi Sottosegretario regionale a Sport e Giovani, che ha evidenziato come “la nostra idea di montagna cambia prospettiva: non un territorio da assistere, ma un territorio su cui investire. Non un luogo da cui i giovani devono partire, ma un luogo in cui possano scegliere di rimanere o di tornare. È questo l’obiettivo che deve guidare le nostre politiche per la montagna: non limitarci a contrastare lo spopolamento, ma creare nuove condizioni di attrattività, lavoro e sviluppo. E per farlo dobbiamo partire dai giovani e dalle nuove professioni. L’Hub Giovani per le Professioni della Montagna, sviluppato con ANCI Lombardia, UNIMONT e Consolida, nasce esattamente con questa ambizione: trasformare la legacy dei Giochi Invernali Milano-Cortina 2026 in un’opportunità strutturale per i territori montani e, soprattutto, per le nuove generazioni”.
Temi più visti
POLIZIA LOCALE, TRIBUTI, ANCI LOMBARDIA SALUTE, CULTURA, APPALTI, NIDI GRATIS, TRASPORTI, POLITICHE GIOVANILI, PNRR