PICCOLI COMUNI
“Il caso della Val Soana, dove 45 professionisti hanno scelto di vivere per due settimane nei piccoli borghi del Parco del Gran Paradiso lavorando in smart working, diventa il banco di prova di una strategia più ampia che l’Anci porta avanti a livello nazionale attraverso l’Agenda Controesodo”. Lo ha spiegato Alessandro Santoni, delegato nazionale Anci per i piccoli comuni, intervenuto a Tgcom 24 sul tema delle politiche per il rilancio delle aree di montagna.
“Assolutamente sì, lo smart working può essere uno strumento per favorire il ripopolamento”, ha detto Santoni, ricordando che “l’Agenda Controesodo mette le politiche dell’abitare e il superamento del divario digitale tra le priorità assolute”. Ma il punto centrale toccato da Santoni riguarda il capitale umano: “quando arrivano nuovi abitanti, i piccoli comuni devono saper reggere l’impatto senza snaturarsi, mettendo “i servizi e i settori amministrativi a disposizione delle famiglie, con particolare attenzione ai servizi scolastici per chi ha figli”.
È qui che si inserisce il tema del personale, vero nodo delle politiche montane: senza organici adeguati negli uffici comunali, nei servizi alla persona e nella scuola, nessun progetto di ripopolamento può reggersi nel tempo. Investire su chi lavora nei piccoli comuni — amministrativi, insegnanti, operatori dei servizi di comunità — è la condizione perché il controesodo non resti un esperimento isolato ma diventi un modello replicabile.
Santoni ha affrontato anche il tema del turismo, in crescita verso le zone montane dopo un’estate segnata da caldo record: “È possibile che lo spostamento ci sia, ed è già successo in alcune zone d’Italia. I Comuni devono farsi trovare pronti, con un po’ di lungimiranza.” Anci, ha aggiunto, sta organizzando incontri dedicati proprio per preparare i territori a questa domanda crescente”.
Non manca la ricaduta economica: secondo il delegato Anci, “dove ci sono persone c’è anche economia”, con benefici diretti per gli esercizi di vicinato che nei piccoli comuni faticano a sopravvivere in assenza di residenti stabili. “I piccoli comuni possono e debbono rappresentare un’opportunità”, ha concluso, parlando di confini “solo immaginari” che oggi si misurano non più in distanza fisica ma in tempo di connessione.
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