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Proroga degli incarichi dirigenziali a contratto per il PNRR, l’uso delle graduatorie ministeriali per accelerare i fondi sul trasporto rapido di massa e l’estensione dell’imposta di soggiorno fino a 10 euro nei capoluoghi di regione. Ancora la proroga dei termini per la messa in sicurezza dei ponti sul Po, l’attribuzione ai Comuni di parte del canone demaniale marittimo e l’erogazione anticipata di almeno il 70% dei fondi in ritardo: sono le proposte presentate dall’Anci alla Commissione Bilancio della Camera nell’ambito della discussione sul decreto-legge 26 giugno 2026, n. 107, recante disposizioni urgenti per gli interventi infrastrutturali e l’attuazione del PNRR.
Nella memoria depositata, l’Associazione ricorda il ruolo dei Comuni come motore degli investimenti pubblici: la spesa comunale per investimenti è passata da poco più di 8 miliardi nel 2017 a oltre 22 miliardi nel 2025 (+160%), confermando le amministrazioni locali come principale stazione appaltante del Paese, con oltre il 90% dei progetti PNRR completati o in fase di attuazione.
Su questa base, l’Anci chiede di prorogare al 31 dicembre 2029 la possibilità per i Comuni titolari di misure PNRR di conferire incarichi dirigenziali a contratto, per garantire continuità tecnica nella fase attuativa. Sul fronte della mobilità, l’Associazione sollecita che le Regioni possano avvalersi delle graduatorie del Ministero delle Infrastrutture già esistenti per accelerare l’assegnazione delle risorse per il trasporto rapido di massa.
Tra le misure fiscali, l’Anci propone di estendere fino a 10 euro la tariffa massima dell’imposta di soggiorno per i capoluoghi di regione e di città metropolitana, superando l’attuale vincolo demografico, e di prorogare al 2027 la maggiorazione fino a 2 euro a notte già prevista per Roma Capitale e Venezia.
Sul fronte della sicurezza infrastrutturale, per Città metropolitane e Province l’Associazione chiede di posticipare a 12 mesi dalla pubblicazione del decreto attuativo — non ancora emanato — il termine per l’aggiudicazione dei lavori sui ponti sul fiume Po già classificati a rischio, oggi fissato al 30 settembre 2026.
L’Anci chiede infine che una quota del canone demaniale marittimo, oggi interamente destinato allo Stato per un valore stimato di 130 milioni, sia riconosciuta ai Comuni gestori delle concessioni. Per i ritardi nei trasferimenti statali — come per la prima rata del Fondo di solidarietà comunale — propone l’erogazione automatica di un acconto non inferiore al 70% quando l’iter formale non si perfeziona nei tempi previsti.
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