Sicurezza
In merito alle indiscrezioni sulle possibili modifiche contenute nell’ennesimo pacchetto sicurezza, che estenderebbero alla Polizia Locale la possibilità di effettuare fermi preventivi, il sindaco di Bari e delegato ANCI alla Sicurezza urbana Vito Leccese dichiara: “Se il Governo ritiene necessario ampliare le funzioni della Polizia Locale, allora abbia il coraggio di affrontare in maniera organica le criticità del settore. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, da ciò che si legge, chiederebbe un giro di vite sulla sicurezza, ma senza garantire realmente i mezzi per dare risposte serie. Non si possono, infatti, continuare ad attribuire nuove responsabilità ai nostri agenti senza garantire loro gli stessi strumenti, le stesse tutele e le stesse condizioni operative delle altre forze dell’ordine.
“La Polizia Locale svolge già oggi un ruolo fondamentale nella sicurezza urbana. Se si vuole compiere un ulteriore passo in avanti, bisogna chiarire una volta per tutte quali siano i confini delle competenze e assicurare l’accesso alle banche dati, un’adeguata formazione e dotazioni tecnologiche e organiche sufficienti. Non si può chiedere a un agente di assumere decisioni delicate senza metterlo nelle condizioni di conoscere chi ha di fronte e quale livello di pericolosità presenti. Non si può chiedere di svolgere lo stesso compito a operatori che hanno tutele previdenziali, legali e assicurative molto diverse. Lo stesso vale per le dotazioni: gli spray urticanti utilizzati dalla Polizia Locale sono gli stessi che può acquistare un comune cittadino in un negozio, diversamente da quelli affidati alle altre Forze di Polizia. È una questione di efficacia dell’azione amministrativa, ma soprattutto di tutela degli operatori e dei cittadini.
“Come ANCI – prosegue Leccese – denunciamo da tempo una situazione non più sostenibile: negli ultimi anni i Comuni hanno perso migliaia di agenti di Polizia Locale e continuano a vedersi attribuire nuove funzioni senza un corrispondente investimento dello Stato. La sicurezza non si costruisce con norme isolate o interventi spot, ma con una strategia complessiva che tenga insieme prevenzione, controllo del territorio, tecnologia, formazione e risorse. Il disegno di legge di riforma, purtroppo, affronta solo in parte le questioni proposte e lascia ancora insoluto tutto il resto.
“Abbiamo più volte fatto notare come siano stati messi sul piatto, per il nuovo ordinamento della Polizia Locale, appena 20 milioni di euro, a fronte dei 400 – sottolinea il delegato Anci alla Sicurezza – che ne servirebbero solo per rinfoltire gli organici. Così ogni riforma si rivela vuota e priva di efficacia reale. Per questo chiediamo al Governo di riaprire un confronto serio con i Comuni e con le rappresentanze della Polizia Locale. Serve una politica realmente orientata a sostenere le richieste di sicurezza urbana rivolte ai sindaci, non l’ennesimo intervento parziale destinato a scaricare sui Comuni e sui corpi di Polizia Locale responsabilità sempre maggiori senza gli strumenti adeguati per esercitarle. Non siamo più disposti a trattare il tema della sicurezza urbana come spot elettorale o con decreti dal tenore muscolare che invece nella realtà dimostrano tutta la loro debolezza”.
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