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TEMI: WELFARE
“I Comuni sono il primo presidio di legalità e prevenzione sui territori. Per garantire salute e sicurezza sul lavoro servono strumenti concreti, risorse adeguate e un’alleanza stabile tra istituzioni, imprese e parti sociali”. Lo ha dichiarato il vicepresidente di Anci, con delega alle politiche del lavoro, formazione e occupazione, Massimo Cavazzana, intervenendo giovedì 25 giugno, a Roma, al Festival Internazionale della Salute e Sicurezza sul Lavoro, durante la tavola rotonda dedicata al confronto tra le parti sociali confederali.
Al dibattito, moderato dal giornalista Rai Filippo Gaudenzi, hanno partecipato rappresentanti di Confindustria, CGIL, CISL, UIL, CISAL, CNEL, Utilitalia e Fondazione Rubes Triva, con l’obiettivo di approfondire il ruolo della cooperazione istituzionale e sociale nella diffusione della cultura della prevenzione e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Nel suo intervento Cavazzana ha evidenziato come gli enti locali siano chiamati quotidianamente a svolgere un ruolo centrale non solo come amministrazioni pubbliche, ma anche come datori di lavoro, stazioni appaltanti e soggetti responsabili della gestione dei servizi pubblici locali. Una responsabilità che, ha sottolineato, richiede strumenti adeguati soprattutto nei piccoli Comuni, dove la carenza di personale e di risorse rende più complessa l’attuazione degli obblighi previsti in materia di sicurezza.
“Il principio di sussidiarietà – ha spiegato Cavazzana – deve tradursi in strumenti concreti, come Unioni di Comuni, centrali di committenza qualificate e forme di collaborazione che consentano anche agli enti di minori dimensioni di garantire gli stessi standard di sicurezza delle realtà più grandi”.
Cavazzana ha inoltre richiamato il progetto InCaS, promosso da Anci insieme al Ministero del Lavoro, come esempio di collaborazione istituzionale a supporto dei territori per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato. Il progetto mette a disposizione dei Comuni strumenti operativi, modelli organizzativi e percorsi di accompagnamento per rafforzare la capacità di prevenzione e di intervento.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre ribadito il valore della Carta di Urbino, quale riferimento per la diffusione di una cultura della sicurezza fondata sulla tutela della dignità della persona, sulla prevenzione e sulla responsabilità condivisa.
Concludendo il suo intervento, il vicepresidente Anci ha ribadito la necessità di un impegno comune tra Stato, Regioni e Comuni: “Possiamo parlare di un vero sistema solidale soltanto se la solidarietà arriva fino all’ultimo Comune e all’ultimo lavoratore. La sicurezza non è un adempimento burocratico, ma una responsabilità condivisa che si costruisce ogni giorno nei territori.”
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