Immigrazione
TEMI: WELFAREIMMIGRAZIONE
Presentati nella sede di Anci nazionale i dati della XXIV edizione del Rapporto sul Sistema di Accoglienza e Integrazione (SAI), che confermano il consolidamento e l’espansione della rete sul territorio nazionale. Presenti Gianguido D’Alberto, sindaco di Teramo e delegato Anci all’Immigrazione, il prefetto Rosanna Rabuano, Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, Nicola Pasini, segretario generale della Fondazione ISMU E.T.S e di Camilla Orlandi, responsabile del Dipartimento Immigrazione di Anci.
I dati, presentati da Virginia Costa, responsabile del Servizio centrale SAI, registrano 867 progetti attivi, il 44,3% da più di dieci anni. I posti finanziati salgono a 44.209 (+8,3% sul 2024), quelli attivi a fine anno a 41.289 (+6,7%): 33.885 per l’accoglienza ordinaria, 6.646 per minori non accompagnati, 758 per beneficiari con bisogni sanitari specifici. La rete coinvolge 1.991 Comuni, oltre 1.100 piccoli centri e il 93% dei grandi Comuni sopra i 100mila abitanti. Accolte 55.779 persone, quasi il 90% under 41, 14.829 minori complessivamente. Le donne sono il 26,2% del totale. Dei 19.307 beneficiari usciti dal sistema, il 61,6% ha completato con successo il percorso di inserimento. Tra i beneficiari, il 3,8% presenta disagio mentale, il 3,5% è vittima di tortura o violenza, il 3,2% di tratta; tra le donne le percentuali salgono al 5,9% e al 7,9%, mentre il 9,5% dei minori non accompagnati arriva in condizioni di fragilità.
Per Camilla Orlandi, il SAI è “un patrimonio infrastrutturale, professionale e sociale” in crescita su tutti i fronti, e resta l’unica misura stabile per i minori non accompagnati.
“In una fase delicata e cruciale con l’avvio dell’attuazione del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo, è fondamentale investire sull’unico sistema di accoglienza diffusa che dimostra di funzionare in Europa”, ha sottolineato Gianguido D’Alberto. Per il delegato Anci “questo rapporto non ci fornisce solo la fotografia statica della realtà, ma anche la direzione verso cui muoversi nell’immediato futuro: alcune considerazioni emerse dovranno essere ribadite durante il dibattito parlamentare per l’attuazione del Patto”.
“Il ministero dell’Interno ha annunciato l’intenzione di ampliare il SAI; per Anci la sfida sarà garantire sostenibilità alla rete già attiva, rafforzando le alleanze istituzionali su lavoro, casa, sanità e documentazione amministrativa”. Ma accanto a questo l’Associazione ribadisce la “necessità di alleanze istituzionali solide in ambiti chiave come inserimento lavorativo, accesso alla casa, assistenza sanitaria e documentazione amministrativa”.
Per il prefetto Rabuano, “l’esperienza del SAI dimostra il valore della collaborazione tra Ministero dell’Interno, Comuni e Terzo settore”, un sistema che accompagna un numero crescente di persone verso autonomia e inclusione.
Nel suo intervento, il segretario, partendo dall’analisi dei dati dedicati al SAI, ha ricordato come “l’immigrazione non è solo una questione emergenziale, ma una sfida che coinvolge Comuni, scuole, lavoro e servizi territoriali. Il SAI è uno strumento chiave di coesione sociale e sviluppo territoriale: investire nell’integrazione significa investire nella qualità del welfare locale e nella capacità dei territori di affrontare le trasformazioni demografiche ed economiche future”.