Turismo
“C’è ancora tanto da fare: qualcosa è stato fatto, ma oggi possiamo fare ancora molto. Lo possiamo fare solo collaborando e mutuando le best practices già realizzate in questi anni”. Lo ha dichiarato Stefano Locatelli, vicepresidente e delegato al Turismo di Anci, al termine del confronto promosso a Paestum dall’Anci nell’ambito della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.
Al centro del dibattito il ruolo dei piccoli Comuni che custodiscono siti archeologici. “Abbiamo parlato dell’importanza dei piccoli borghi, che devono fare rete quando hanno siti archeologici, e dell’importanza di renderli accessibili”, ha spiegato Locatelli. Secondo il vicepresidente Anci, “i singoli siti devono diventare itinerari: una proposta più ampia e strutturata, capace di attrarre meglio i visitatori e di offrire ai turisti la possibilità di scoprire più luoghi in un’unica visita”.
Da qui “l’invito a fare sistema e a rendere fruibili questi percorsi anche alle persone con disabilità, con politiche e misure mirate a questo target”. Il delegato al Turismo ha richiamato i dati italiani, che “mostrano una platea molto ampia di turisti con disabilità, i quali hanno lo stesso diritto di accedere a tutte le bellezze del Paese. Per questo – ha osservato – occorre contare sulla collaborazione tra territori e prendere a modello le esperienze già avviate”.
Per attuare le misure e le politiche di cui si è discusso, Anci e i Comuni chiedono allo Stato e alle Regioni sostegno e risorse finanziarie adeguate, indispensabili perché le amministrazioni locali, e in particolare quelle più piccole, possano tradurre gli obiettivi in interventi concreti.
Il confronto tra amministratori locali e operatori, con la presentazione di alcune esperienze significative relative al Sud, si è inserito nella cornice della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico. Anci parte da un presupposto: i piccoli Comuni rappresentano un presidio fondamentale per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio archeologico, custodendo siti di grande interesse storico e culturale spesso al di fuori dei principali circuiti turistici.
La promozione di questi luoghi, sottolineano gli organizzatori, contribuisce non solo alla tutela del patrimonio ma anche allo sviluppo sostenibile dei territori: favorisce la crescita economica locale, contrasta lo spopolamento e rafforza l’identità delle comunità. Attraverso strategie integrate di valorizzazione, il coinvolgimento degli attori locali e l’innovazione digitale, il turismo archeologico può diventare un motore di sviluppo capace di coniugare conservazione, fruizione e promozione del patrimonio culturale dei piccoli Comuni.
Temi più visti
PROTOCOLLO di INTESA, SMART CITY, IFEL, BERGAMO, CONFCOMMERCIO, ATTI, PNRR, ELEZIONI, ALIMENTAZIONE