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Manfredi: “Pace è patrimonio della democrazia, vincano le armi della diplomazia non i missili”

29 Settembre 2025

Il presidente alla manifestazione “Sindaci per la Pace” a Vicenza

TEMI: ANCIPACE

“I valori della pace sono valori condivisi, sono un patrimonio comune del nostro Paese, non di una parte o di un'altra, sono il patrimonio della nostra gente, della nostra democrazia e della nostra Repubblica e noi li dobbiamo difendere. Porteremo avanti l'impegno delle nostre comunità a far sentire, con una voce sola, che non c'è un destino irreversibile di guerra, ma un futuro di pace e prosperità, di un sogno europeo e globale dove si sono possono vincere i conflitti con la diplomazia non coi missili e coi fucili”. Lo ha affermato il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi concludendo a Vicenza la manifestazione Sindaci per la Pace, cui hanno partecipato 150 sindaci italiani e quello di Betlemme Maher Nicolas Canahuati.

“Il suo intervento ci ha fatto capire una cosa semplice che forse cancelliamo dalla nostra mente: una cosa è la lotta al terrorismo, altro è l'affermazione dei principi di legalità e l'umanità negare il cibo e l'acqua e i diritti essenziali della persona -ha detto Manfredi - è una cosa disumana mai fatta in nessuna guerra, e non lo possiamo accettare oggi perché significa accettare il principio che i diritti umanitari non esistono”.

Il presidente di Anci ha ricordato gli altri appuntamenti organizzati dai Comuni sul tema della Pace. “Abbiamo iniziato un percorso che continuerà a Perugia il 12 ottobre e poi all’Assemblea di Bologna a novembre. Sappiamo che è una strada difficile ma ci facciamo portavoce dei sentimenti dei nostri cittadini: ci chiedono la pace, la loro voce ci dice che possiamo ancora vivere insieme, rispettare le regole internazionali, il diritto umanitario e il futuro dei nostri figli”.

“Lanciare da Vicenza la mobilitazione dei Sindaci per la Pace ha un grande significato per il luogo in cui ci troviamo. Questo luogo, che si chiama Parco della Pace, racconta di come la mobilitazione dal basso possa portare a risultati straordinari. Si tratta infatti di un’area verde di 63 ettari che 15 anni fa lo Stato ha deciso di consegnare alla città di Vicenza in seguito a una grande mobilitazione di cittadini legata all’arrivo di una nuova base americana”, lo ha detto il sindaco di Vicenza Giacomo Possamai. “Questo grande parco, che inaugureremo domani, è la dimostrazione che, quando c’è una spinta forte, risultati anche difficili si possono raggiungere. Noi sindaci -ha detto ancora - non abbiamo un potere diretto sulle guerre che stanno portando tanta inquietudine tra i nostri cittadini. Ma tante fasce tricolori insieme hanno una grande forza che consente loro di parlare in modo forte e chiaro. Sono fiero che questa nostra azione, grazie ad Anci Nazionale e Anci Veneto, parta proprio da Vicenza”, ha concluso

“Oggi abbiamo rilanciato un messaggio chiaro, la pace si costruisce dal basso, nelle città, attraverso il lavoro quotidiano dei sindaci e delle comunità. La diplomazia dei territori, fatta di relazioni, gemellaggi e cooperazione internazionale, è oggi più che mai necessaria”, ha evidenziato la delegata Anci alla Pace e sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi. Per questo chiediamo che l’Italia incrementi le risorse per la cooperazione, perché gli investimenti in istruzione, salute e sviluppo producono effetti profondi e duraturi, molto diversi dall’impatto della spesa militare”, ha aggiunto Ferdinandi. Che ha dato appuntamento alla Marcia Perugia–Assisi, del prossimo 12 ottobre. “Vogliamo che nel cammino immaginato da Aldo Capitini ci siano sempre più gonfaloni, comunità e sindaci, per dire insieme che la pace non è un sogno ingenuo ma una responsabilità quotidiana”.

Mario Conte, sindaco di Treviso e presidente di Anci Veneto, ha sottolineato: “Quando parliamo di comunità, pace e di bambini credo che non ci siano dubbi da che parte stare e credo che questo sia davvero un grande insegnamento. Ricordo di rappresentare territori che durante la guerra hanno pagato molto: il 7 Aprile 1944 in 11 minuti su Treviso caddero 2600 bombe, con 1600 morti di cui 233 bambini. In quegli 11 minuti è stata cancellata la storia di 1600 persone. Oggi evidentemente l'umanità non ha ancora capito e non è stata in grado di fare tesoro degli errori del passato: sta a noi che rappresentiamo il presente cercare di coltivare la cultura del rispetto del dialogo con la speranza che si possa davvero arrivare in un mondo di pace”, ha concluso Conte.

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