SOSTENIBILITA'
Si è tenuto questa mattina, mercoledì 25 giugno, il terzo appuntamento del Laboratorio sullo sviluppo sostenibile organizzato da AnciLab. Tema al centro del dibattito l’economia circolare.
In apertura dei lavori, ha portato un saluto il Presidente del Dipartimento Servizi Pubblici Locali, Ambiente, Politiche Agricole e Green Economy di Anci Lombardia, Giuseppe Canducci, che sottolineato come “la circolarità oggi rappresenta una urgenza ambientale, economica e sociale. I laboratori sullo sviluppo sostenibile che AnciLab sta proponendo alla comunità degli enti locali lombardi e agli altri stakeholder coinvolti, come il terzo settore e Regione Lombardia, sono molto importanti perché permettono di confrontarci e ascoltare esperienze da replicare sui nostri territori, e di calarci concretamente in una visione sistemica. Il tema dell’economia circolare, inoltre, può rappresentare una leva per rafforzare l’economia locale, anche attraverso l’integrazione di azioni che coinvolgono la cittadinanza o azioni di rigenerazione urbana”. Per Canducci il ruolo dei comuni è quello di “dare l’indirizzo politico per concretizzare progetti insieme a quello di farsi orecchio della cittadinanza e del terzo settore per realizzare azioni di economia circolare. Ogni opportunità va colta anche a fronte delle poche risorse a disposizione” ha concluso.
Per Confservizi Lombardia è intervenuto Massimo Di Domenico, che si è soffermato sulla necessità di mettere in atto un modello di economia circolare partendo da una riflessione sul concetto di economia lineare che comporta un consumo incontrollato di materie e risorse, e la conseguente produzione estremamente elevata di rifiuti da economia domestica ed economica, specie nei paesi più industrializzati.
Filippo Dadone, Direttore Vicario della Direzione Ambiente e clima di Regione Lombardia, ha ringraziato Anci Lombardia e AnciLab per l’organizzazione dei Laboratori sullo sviluppo sostenibile che sono “occasione per ragionare su azioni di rafforzamento delle policy e ci permettono di avere ritorni importanti da parte dei Comuni”. Dadone si è soffermato sull’attività di monitoraggio del PRGR – PRB, Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti e al Programma di Bonifica delle Aree Inquinante, portata avanti da Regione Lombardia, che ha come principali obiettivi “la riduzione della produzione di rifiuti, l’efficientamento della catena degli impianti e la riduzione al minimo del fabbisogno di produzione dei rifiuti”. Un monitoraggio – ha spiegato Dadone - su cui Regione sta lavorando proprio in questo momento in vista della pubblicazione del rapporto semestrale. In merito alle buone pratiche dei Comuni, il rappresentante della Direzione regionale Ambiente e clima ha sottolineato come circa 400 comuni lombardi hanno già raggiunto gli obiettivi al 2027 della raccolta differenziata. Tra le proposte avanzate la realizzazione di attività di formazione rivolte ai Comuni in collaborazione con Anci e Arpa, la promozione di accordi territoriali per favorire l’aggregazione nella gestione del trattamento dei rifiuti in collaborazione con Anci e ARERA, e la collaborazione con i consorzi di filiere per analisi merceologiche in collaborazione con Anci e CONAI.
Ha partecipato al dibattito anche Alberto Fulgione di Green Alliance, rete di imprese pubbliche lombarde che operano nel campo ambientale. L'obiettivo principale di Green Alliance, nata nel 2020, è creare collaborazioni e sinergie tra le imprese e gli enti locali coinvolti per garantire servizi più efficienti, sostenere l'innovazione e la competitività, e ridurre i costi per i cittadini. La rete è composta da dieci aziende partecipate da 284 enti, che forniscono servizi a un territorio con oltre 3 milioni di abitanti. Fulgione, insieme all’architetto Fabio Lavazza, ha presentato come buona pratica le attività dell’impianto di Seruso, nel territorio di Verderio, una realtà impegnata nella gestione sostenibile dei rifiuti e nella promozione di soluzioni innovative per l’economia circolare.
Tra gli interventi anche quello di Matteo Lovatti della Cooperativa sociale “Vesti Solidale”, che si occupa di raccolta abbigliamento usato, un settore che sta vivendo una serie di difficoltà nella nostra regione per le grandi quantità di materiali tessili raccolti, 4-5 chili per cittadino, contro una media nazionale del 2,5 chilogrammi. “Dal primo gennaio 2025 la raccolta di tessili è obbligatoria per tutta Europa, l’Italia ha anticipato i tempi su questo tema in maniera virtuosa” anche se non mancano le criticità rafforzate dalle scelte dei cittadini che vanno sempre più verso un consumo di moda sempre più a basso costo.
Roberto Mapelli di CEM ambiente ha portato l’esperienza dell’azienda che offre un insieme di servizi ambientali. Ne sono soci 76 Comuni delle provincie di Milano, Monza e Brianza, Pavia e Lodi, insieme alla Provincia di Monza e Brianza. L’attività di CEM ambiente è incentrata sui servizi di igiene urbana come la raccolta differenziata dei rifiuti, la gestione delle piattaforme ecologiche e servizi di smaltimento e recupero dei materiali. Tra le buone pratiche presentate vi è l’introduzione dell’ecuosacco, un progetto sperimentale per la raccolta del secco che ha l'obiettivo di ridurre la quantità di rifiuti a fronte di una tariffa più equa, al fine di rendere il cittadino sempre più consapevole.
Sul ruolo dei Comuni è intervenuto anche Fabio Binelli, Coordinatore del Dipartimento Ambiente di Anci Lombardia, che ha fatto una riflessione sulla necessita di “comprendere quali sono gli ambiti che non permettono ai Comuni il raggiungimento degli obiettivi in tema di riduzione dei rifiuti, come per esempio i flussi turistici. Sono molto importanti quindi questi momenti di confronto con le aziende del settore per capire cosa i Comuni possono fare mettendosi in rete, una sfida che accettiamo volentieri per rafforzare la nostra forza”.
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