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Intelligenza artificiale, Cordioli: “fase di transizione che vede coinvolti i Comuni”

26 Novembre 2025

ANCI Lombardia ha ospitato un confronto a più voci sul tema

Cosa significa adottare l'intelligenza artificiale nel Comune?
A questa domanda ha cercato di rispondere il seminario che questa mattina ha animato la Casa dei Comuni, mettendo a confronto amministratori, funzionari, accademici, esperti e ricercatori, che, oltre a riflessioni teoriche e metodologiche, hanno illustrato le buone pratiche avviate localmente.
Carla Cordioli, Presidente del Dipartimento legalità, semplificazione, amministrazione digitale, intelligenza artificiale e cybersecurity di ANCI Lombardia, ha aperto i lavori evidenziando come “l’intelligenza artificiale è un tema di stretta attualità, in merito al quale ANCI Lombardia ha stipulato un protocollo d’intesa con Regione Lombardia per l’utilizzo, in via sperimentale, dell’IA negli enti locali per fornire servizi”. Cordioli ha considerato come il Dipartimento ha seguito diverse questioni relative all’impiego dell’IA nei Comuni, sottolineando che sul tema persiste “molto scetticismo, in merito al quale oggi mi chiedo se siamo in un momento di crisi o di transizione dell’era digitale. Però, più che a una crisi, siamo forse di fronte a un profondo cambiamento, a una fase di transizione che vede coinvolti anche i territori, pertanto, è fondamentale approfondire il tema e comprendere lo stato delle cose”.
Il confronto è stato moderato da Maurizio Piazza, esperto di trasformazione digitale degli Enti locali per ANCI Lombardia, che ha chiesto ai presenti: “siamo sicuri di sapere dove stiamo andando?” e per rispondere ha preso in esame quanto nell’ultimo anno è stato realizzato dal gruppo di lavoro ANCI Lombardia sull’IA.

Il quadro dell’IA
Giuseppe Vaciago, avvocato e docente del Politecnico di Torino, ha presentato un approfondimento sulla fase di applicazione dell’Artificial Intelligence Act (AI Act) dell’Unione Europea, sottolineando come “oggi la situazione geopolitica, soprattutto per le pressioni degli Stati Uniti, è molto cambiata”, pertanto “l’Europa ha ceduto, e ha inserito, all’interno di un pacchetto di semplificazioni che si chiama Digital Omnibus, delle modifiche all’AI Act”. Passando al contesto italiano, Vaciago ha analizzato i contenuti della Legge 132 del 23 settembre 2025.
Michele Benedetti, direttore dell’Osservatorio Agenda Digitale - School of management del Politecnico di Milano, ha considerato che “tante cose stanno cambiando e cambieranno, in meglio o in peggio, la nostra quotidianità”, pertanto l’impiego dell’intelligenza artificiale nella Pubblica Amministrazione porta a “ripensare i processi e a trasformare il lavoro pubblico”, soprattutto nel nostro Paese, visto che “l’Italia è tra i principali Paesi al mondo per sperimentazioni di IA in ambito pubblici”. Benedetti ha evidenziato come, “dopo l’epidemia di Covid, i progetti di IA nella pubblica amministrazione stanno crescendo in numero e attività”, soprattutto per “esplorare dati, supportare i processi decisionali e i cambiamenti organizzativi” e coinvolgere la cittadinanza. Considerando, infine, lo stato di maturità digitale del comparto dei Comuni, Benedetti ha evidenziato che, da recenti rilevazioni, emerge una maggiore maturità digitale nel front office e nel back office, mentre c’è minor maturità nell’utilizzo dei dati e nella governance. Un dato importante, secondo Benedetti, è quello relativo ai “Comuni più piccoli, che sono quelli con minore maturità digitale, mentre i più grandi mostrano capacità di valorizzare i dati maggiore, creando un gap che aumenta nel tempo”.
Sull’importanza di conoscere i processi che fanno funzionare l’intelligenza artificiale e, di conseguenza, sulla necessità della formazione, è intervenuto Alfio Ferrara, Professor of Computer Science, Coordinator of the Data Science Research Center, Department of Computer Science, dell’Università degli Studi di Milano, che ha commentato i risultati di alcune ricerche che evidenziano come oggi “si stia transitando da una fase di scoperta a una di normalità”. Questo fatto, reso possibile, tra l’altro, da un aumento dei prodotti sul mercato, da una loro maggiore economicità e dalla loro facilità di utilizzo, si accompagna anche a una maggiore consapevolezza degli operatori e dei cittadini.

Le esperienze dei territori
Il seminario ha quindi presentato alcune esperienze maturate sui territori, introdotte da Andrea Tironi del Consorzio IT che ha spronato a pensare a come gestire l’innovazione, invitando a riflette su diversi piani, personale e organizzativo, e, soprattutto, quali processi innescare per decidere e governare l’adozione dell’IA negli enti locali.
La carrellata di esperienze è stata aperta dai Comuni della Valle Sabbia, con Luca Belli di Secoval che ha sottolineato l’importanza di preparare chi lavora negli enti al cambiamento e alla introduzione delle nuove tecnologie, rimarcando il ruolo fondamentale della formazione.
Da Osio Sotto è intervenuto l’assessore Daniele Pinotti, che ha mostrato come sia possibile costruire percorsi di innovazione anche in un piccolo Comune, dove il coinvolgimento di tutta la struttura diventa inevitabile e indispensabile.
Sull’utilizzo della IA negli applicativi gestionali, si sono confrontati i Comuni di Pavia e di Cinisello Balsamo. Diego Weisz, funzionario del Comune di Cinisello Balsamo, ha parlato di come nell’Ente si sia riusciti a costruire un processo che, grazie all’introduzione dell’IA, ha permesso di smistare le istanze dei cittadini presentate al protocollo. Luca Galandra, dirigente del Comune di Pavia, ha proseguito la riflessione illustrando un medesimo caso che ha coinvolto il capoluogo, ed evidenziando che “l’intelligenza artificiale e la tecnologia vanno governate, così come il modo e la velocità con cui vengono introdotte nella pubblica amministrazione”.
In conclusione, Lorenzo De Giovanni dell’Università dell’Insubria, ha presentato un’iniziativa che l’ateneo ha sviluppato con ATS Varese.

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