Circolare n. 153/2016
Milano, 9 settembre 2016
Prot. n.2433/16
Circolare n. 153/2016
Ai Sindaci
Agli Assessori
Ai Responsabili di settore
dei Comuni lombardi
agli organi di Anci Lombardia
Oggetto: Emergenza profughi
Caro amministratore,
vorremmo fare il punto sulla questione gestione emergenza profughi anche in base alle richieste che ci sono giunte da molti colleghi.
Impegno e solidarietà è la direzione che i Comuni della Lombardia stanno seguendo ormai da mesi, intenti ad individuare soluzioni che rispondano alla presenza di immigrati sul proprio territorio, spesso determinatasi attraverso la gestione del sistema diretto Prefettura/Privati, che non ha previsto il coinvolgimento dei Sindaci creando situazioni sociali di difficile governabilità, costringendo gli Amministratori Locali ad affrontare tensioni sociali anche al di là delle attività di loro stretta competenza.
Anci Lombardia ha da sempre sostenuto che l’attuale modalità di accoglienza da parte delle Prefetture, imponendo soluzioni ai Sindaci a volte senza nemmeno avvertirli, ha creato disagio sociale.
L’Associazione ha messo in discussione tale approccio anche attraverso il documento di indirizzo in tema di immigrazione approvato dal suo Consiglio Direttivo lo scorso 22 dicembre che tra l’altro proponeva una distribuzione più razionale delle persone sui territori (quota 3 immigrati su 1000 abitanti); chiedeva alle Prefetture il coinvolgimento attivo dei Comuni nella presa in carico dei migranti con la possibilità di utilizzarli in lavori socialmente utili; chiedeva alla Regione di assumersi il ruolo di Cabina di Regia territoriale e di coordinatore delle iniziative di inclusione sociale e al Governo nazionale di porre il tema all’Europa.
Tali indicazioni sono state ora presentate dal Presidente dell’Anci Piero Fassino al Tavolo del Ministero dell’Interno che ha annunciato la costituzione di un “gruppo di lavoro tecnico” che, ci si augura, produca nel più breve tempo possibile soluzioni in linea con quanto richiesto.
Cinque sono i principi che determinano le richieste dell’Anci:
1) Le Prefetture devono, insieme ai Sindaci, stabilire la distribuzione dei profughi nei tempi e nei modi;
2) Dovrà esserci una proporzionalità tra il numero di ospiti e quello dei residenti (2,5 o 3 profughi per ogni mille abitanti);
3) I Comuni che sono disponibili all’accoglienza dovranno beneficiare di meccanismi “premiali” e “incentivanti”;
4) I Comuni disposti ad accogliere attraverso il sistema nazionale SPRAR non siano destinatari di ulteriori invii da parte delle Prefetture;
5) I richiedenti asilo dovranno poter lavorare ed essere quindi utili alla comunità (oggi di difficile attuazione poiché non normato).
Dobbiamo ricordare che il progetto SPRAR, dopo l’intesa del 10 Luglio fra Governo, Regioni ed Enti Locali, ha assunto sicuramente maggiore forza per la stabilizzazione dei progetti e lo snellimento delle procedure ma rimane una piccola tessera all’interno di un puzzle non ancora governato.
Inoltre si sta sempre più evidenziando la grave questione della presa in carico da parte dei Comuni dei Minori Stranieri Non Accompagnati, il cui costo è insopportabile per le Amministrazioni locali, specialmente di piccola dimensione.
L’obiettivo del Programma Nazionale di Protezione è quello di accrescere la tutela dei Minori Stranieri Non Accompagnati in Italia, sostenendo i Comuni nella messa a punto di servizi specifici in una logica di standardizzazione nazionale degli interventi, contando su risorse adeguate che sgravino i Comuni dei costi derivanti, e sulla condivisione di responsabilità e oneri tra amministrazione centrale e autonomie locali.
A oggi quindi la somma stanziata per tale progetto, pari a 45euro/die massimo, non è adeguata poiché non riesce a coprire nemmeno il costo delle strutture di accoglienza, e riguarda prestazioni già erogate. Di conseguenza le Amministrazioni devono coprire tali spese impiegando e anticipando proprie risorse.
Ormai la questione profughi e migranti economici non si tratta più di un fenomeno emergenziale, ma di un progressivo esodo che spesso riguarda persone fragili, sia adulti che minori, per i quali serve una attivazione seria e competente di presa in carico globale della persona e che trova il punto critico nella mancanza di risorse adeguate e di soluzioni di livello Europeo.
Cordiali saluti.
Graziano Pirotta - Presidente Dipartimento Welfare Immigrazione Sanità e Disabilità di ANCI Lombardia
Roberto Scanagatti - Presidente ANCI Lombardia