Europa
"Dopo il Pnrr, le città saranno in grande difficoltà senza fondi UE adeguati". Così è intervenuto e Carmine Pacente, Presidente del Dipartimento Europa – Cooperazione Internazionale - Rapporti Transfrontalieri e Presidente della Commissione Fondi UE e Pnrr del Comune di Milano, durante l’audizione a Palazzo Marino sull’andamento della spesa del Pnrr a poche settimane dalla conclusione del Piano, alla quale ha partecipato Francesco Monaco di IFEL- Fondazione ANCI
Nel corso dell'evento, i numeri esposti da IFEL hanno sottolineato che i Comuni si confermano principali soggetti attuatori sia in termini di progetti (più di 83mila) sia in termini di risorse gestite (24,5miliardi), seguiti dalle Regioni e Province (più di 35mila progetti e 19,3 miliardi) fino agli enti del SSN (poco più di 309 milioni).
Concluso il Pnrr, l’attenzione si concentrerà tutta sui fondi europei di coesione, unico filone importante con cui Bruxelles sosterrà lo sviluppo territoriale e urbano, in merito al quale Pacente ha ricordato che dal "primo gennaio 2028 partirà infatti il nuovo ciclo della programmazione europea settennale (2028-2034) e la partita è ancora aperta tra chi sostiene la necessità di un approccio centralista che considera gli enti locali come soggetti di spesa e chi invece vorrebbe attribuire ai comuni e alle grandi città in particolare un ruolo importante anche in fase di programmazione degli interventi, attraverso programmi territoriali dedicati e finanziariamente significativi”.
Concludendo, il Presidente del Dipartimento Europa ha considerato che "la partita si gioca a Roma ma anche a Bruxelles dove il Parlamento deve introdurre criteri vincolanti nei regolamenti come abbiano più volte suggerito come Comitato delle Regioni dell’Unione europea. O le scelte si indirizzano anche da Bruxelles oppure si lascia piena discrezionalità a ciascuno Stato membro e quindi a ogni governo di fare con i fondi europei ciò che vuole senza alcuna regia”.
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