Asili nido
La corsa dell’Italia per rafforzare l’offerta di asili nido passa dai Comuni e dalle risorse necessarie non solo a costruire nuove strutture, ma anche a garantirne la gestione. È quanto sottolineato oggi a La Stampa dall’Anci: entro la fine del 2027 la copertura nazionale potrebbe raggiungere il 48,5%.
“Secondo le nostre stime entro la fine del 2027 in Italia il 48,5% dei bambini avrà un posto nei nidi”, spiega Andrea Ferri, responsabile della Finanza locale Anci. Il dato considera anche le risorse per la cosiddetta parte corrente, necessarie a sostenere i servizi una volta realizzate le strutture.
La legge di bilancio 2024 ha previsto il Fondo speciale per l’equità del livello dei servizi (Fels): 859 milioni di euro nel 2025, un miliardo nel 2026 e 1,8 miliardi nel 2027. “Dal 2027 oltre un miliardo all’anno andrà stabilmente ai Comuni per la gestione corrente degli asili”, specifica Ferri. E avverte: “Questi fondi ci servono per garantire il minimo delle prestazioni. Se non vengono incrementati ci sarà un problema per i prossimi anni”.
L’obiettivo è garantire almeno 33 posti ogni 100 bambini in tutti i Comuni. Il Fels assegna ai Comuni più svantaggiati circa 7.700 euro per ogni bambino aggiuntivo, ma l’Anci chiede di ricalibrare le risorse per i Comuni medi e grandi e di trovare soluzioni per quelli più piccoli.
In questo scenario, l’esperienza di Vicenza mostra come gli investimenti possano tradursi in risultati concreti. Il sindaco Giacomo Possamai ha raccontato sempre a La Stampa il percorso della città, che ha azzerato le liste d’attesa e ridotto le rette degli asili nido. Un esempio di come i Comuni trasformino le risorse in servizi accessibili alle famiglie.
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