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AMBIENTE

Seveso 50 anni dopo, Sindaca Borroni: "Siamo un esempio di come reagire a una tragedia ambientale e sociale"

8 Luglio 2026

Il 10 luglio la cerimonia con il Presidente Mattarella

TEMI: AMBIENTE

Oltre quarantadue ettari di boschi e prati nel cuore della Brianza raccontano oggi una storia di trasformazione e riscatto. È il Parco naturale Bosco delle Querce di Seveso, luogo simbolo di rinascita ambientale sorto su un’area che per anni è stata segnata da uno dei più gravi incidenti industriali in Europa.

Era la mattina del 10 luglio 1976 quando, dallo stabilimento Icmesa di Meda, si verificò una fuoriuscita di diossina che colpì duramente il territorio circostante, in particolare il Comune di Seveso. Le conseguenze furono drammatiche: una vasta area contaminata e gravi ricadute sull’ambiente e sulla popolazione. Negli anni successivi, l’impianto fu smantellato e, nelle zone più compromesse, vennero realizzate vasche di contenimento. Una volta conclusa la bonifica, nel 1984, su quei terreni prese forma il Bosco delle Querce.

A cinquant’anni dal disastro, il parco si presenta come un ecosistema consolidato, capace di unire memoria storica e prospettive future. Già alla fine degli anni Novanta ospitava oltre 45 mila tra alberi e arbusti; oggi rappresenta un esempio concreto di gestione sostenibile e di valorizzazione del territorio, sostenuto dall’impegno delle istituzioni locali.

Il riconoscimento è arrivato anche a livello europeo: il Bosco delle Querce di Seveso e Meda, ufficialmente istituito come Parco Naturale Regionale tra la fine del 2005 e l’inizio del 2006, il 22 aprile 2026 con una cerimonia a Bruxelles, ha ottenuto il Marchio del Patrimonio Europeo (European Heritage Label), assegnato ai luoghi che hanno contribuito in modo significativo alla storia e ai valori dell’Unione. Il Bosco delle Querce è stato individuato come simbolo di responsabilità ambientale e resilienza collettiva.

Il disastro di Seveso segnò infatti una svolta decisiva nelle politiche europee sulla sicurezza industriale. Da quell’evento nacque la Direttiva Seveso, oggi uno dei pilastri normativi dell’Unione in materia di prevenzione dei grandi incidenti e tutela ambientale. Evolutasi nel tempo fino all’attuale versione, la Seveso III, la normativa regola oggi oltre 12 mila stabilimenti industriali in Europa che gestiscono sostanze pericolose.

Nel 2026, anno del cinquantesimo anniversario del disastro, il territorio si prepara a commemorare l’evento con una serie di iniziative che culmineranno con le celebrazioni del 10 luglio con una cerimonia alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Osservare la biodiversità
Il Bosco delle Querce è stato recentemente al centro anche di un’iniziativa dedicata alla formazione e allo scambio di buone pratiche promossa da ANCI Lombardia. 

L’incontro ha permesso ai partecipanti di osservare da vicino l’evoluzione dell’ecosistema del parco e di confrontarsi sul ruolo dei Comuni nella gestione del verde urbano e nella tutela degli ecosistemi. La visita, alla presenza della sindaca di Seveso, Alessia Borroni, ha consentito ai partecipanti di approfondire sul campo come scelte istituzionali, competenze e visione possano, nel tempo, contribuire a restituire valore a luoghi complessi, trasformandoli in risorse per le comunità.

Per la sindaca di Seveso, Alessia Borroni, è molto importante “sensibilizzare le amministrazioni sull’importanza di quanto accaduto. È altrettanto importante far comprendere come quanto successo stia riemergendo oggi in maniera positiva: siamo un esempio di come reagire a una tragedia che è stata non solo ambientale, ma anche sociale. In un momento molto complesso per l'ambiente, rappresentiamo un modello di sostenibilità — una parola che, 50 anni fa, non esisteva nemmeno. È un luogo molto vissuto, con una forte valenza sociale, educativa e turistica: è frequentato da bambini e adulti ed è un importante spazio di aggregazione sociale. In estate offre riparo dal sole ed è vissuto da famiglie; è inoltre visitato dalle scuole per attività di educazione ambientale. Gli anziani vi praticano il nordic walking, si tengono attività come yoga e momenti musicali, e sono presenti laghetti che arricchiscono l’ambiente. È anche un luogo di ricerca, utile per comprendere cosa la natura ha restituito nel corso degli anni, e con la sua parte boschiva è esempio di una biodiversità straordinaria. All’interno del parco si trova anche un albero monumentale: recentemente è arrivata la comunicazione regionale che ne attesta l’iscrizione nell’Albo degli alberi monumentali italiani. Si tratta di un pioppo di oltre 50 anni, unico sopravvissuto alla diossina”.

Per il vicepresidente vicario di ANCI Lombardia Giacomo Ghilardi "esperienze come quella del Bosco delle Querce dimostrano concretamente come i territori possano trasformare una ferita profonda in una risorsa per il futuro. Ai Comuni spetta un ruolo fondamentale: promuovere scelte capaci di coniugare tutela ambientale, qualità della vita e sviluppo, valorizzando al tempo stesso la memoria storica dei luoghi”. 

L'articolo completo è disponibile sulla rivista Strategie Amministrative.

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