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TURISMO

Locazioni brevi, Manfredi a Mazzi: “Serve una legge nazionale”

8 Luglio 2026

Lettera del presidente Anci al ministro del Turismo

TEMI: TURISMO

Un intervento regolatore nazionale sulle locazioni brevi, fenomeno che sta trasformando interi quartieri e centri storici e che si ripercuote sulla gestione dei servizi pubblici locali. A chiederlo è il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, che ha scritto al ministro del Turismo Gianmarco Mazzi.
Nella lettera Manfredi ricorda che il quadro normativo vigente, aggiornato dal DL 145/2023, disciplina fisco, requisiti degli immobili e titoli abilitativi (SCIA per l’attività imprenditoriale, Codice Identificativo Nazionale per l’accesso alla Banca Dati Strutture Ricettive), ma non offre strumenti di regolazione effettiva per uno sviluppo ordinato del settore.
In assenza di una cornice unitaria, si è affermata negli ultimi anni una pluralità di normative regionali – Valle d’Aosta, Toscana, da ultimo l’Emilia-Romagna – a cui si sono affiancati interventi comunali, come a Bologna e Venezia, che hanno modificato i regolamenti urbanistico-edilizi per governare le trasformazioni legate alla moltiplicazione degli affitti turistici brevi. Una frammentazione, sottolinea Anci, che genera regole eterogenee e un contenzioso dagli esiti incerti.
Il presidente dell’Associazione richiama inoltre la giurisprudenza costituzionale e amministrativa, che ha più volte ricondotto la disciplina delle locazioni turistiche al “governo del territorio”, riconoscendo che la tutela dell’ambiente urbano, gli obiettivi di politica sociale e culturale e la conservazione del patrimonio storico-artistico costituiscono motivi imperativi di interesse generale idonei a giustificare restrizioni alla libertà di iniziativa economica, come confermato da diverse pronunce della Consulta e dei Tar territoriali.
Sulla base di questo quadro, Anci chiede al Governo un intervento normativo nazionale capace di superare le difformità territoriali e offrire certezze sia ai Comuni sia agli operatori del settore, prevenendo il contenzioso e assicurando una gestione armonica del fenomeno. L’obiettivo, si legge nella lettera, è garantire un assetto razionale del territorio che, anche nelle zone più “attrattive” dal punto di vista turistico, mantenga spazi destinati agli usi abitativi.

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