ANCI
TEMI: AMBIENTE
Le semplificazioni per gli impianti da fonti rinnovabili e le politiche per l’inclusione delle persone con disabilità sono stati tra i temi principali affrontati oggi nel corso della Conferenza Unificata, a cui ha partecipato il vicepresidente di Anci Roberto Pella.
Sul fronte della transizione energetica, l’Anci ha espresso intesa sullo schema di decreto del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica che adotta il “Modello Unico” per la trasmissione delle informazioni relative agli impianti da fonti rinnovabili in regime di attività libera, parte della milestone PNRR.
Nel dare il parere favorevole, l’Associazione ha apprezzato il recepimento di diverse osservazioni tecniche, tra cui la definizione di un regime transitorio per gli impianti già in esercizio e il chiarimento sul coordinamento tra le diverse parti del Modello. Tuttavia, l’Anci ha formulato specifiche raccomandazioni (in allegato), sottolineando l’esigenza – da un lato – di non introdurre incombenze per la filiera e i cittadini, non previste dalla semplificazione del regime di attività libera e a regime prevedere comunicazione e piena interoperabilità tra la SUER e altre piattaforme esistenti come quella del GSE, dall’altro di garantire ai Comuni l’effettiva disponibilità di informazioni aggiornate e sistematiche sulle installazioni realizzate sul proprio territorio, necessarie per le funzioni di pianificazione energetica e monitoraggio. Particolare attenzione è stata rivolta agli impianti agrivoltaici: data la competenza comunale nelle verifiche sul mantenimento dei requisiti agricoli, l’Anci ha richiesto modalità idonee a garantire agli enti locali l’accesso alla documentazione tecnica necessaria per l’esercizio delle attività di controllo. Il Ministero ha confermato la disponibilità ad avviare un tavolo di confronto dedicato per lo sviluppo delle funzionalità della piattaforma SUER.
In merito al Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità, la Conferenza ha espresso parere favorevole al decreto che ripartisce 5,2 milioni di euro per l’anno 2026, destinati a interventi per la piena inclusione sociale delle persone sorde e con ipoacusia. Il provvedimento consente alle Regioni, nell’ambito della programmazione territoriale, di avvalersi della collaborazione delle Autonomie locali e del Terzo settore, includendo anche progetti “atipici” finalizzati al progetto di vita (l’esito dei lavori).
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