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Consiglio nazionale, Manfredi: “Confronto col governo su finanza, indicate nostre priorità”

28 Luglio 2026

Il presidente Anci: “Sull’emergenza energetica, nell'ambito della clausola di flessibilità, sia previsto uno spazio di ristoro anche per i Comuni”

TEMI: ANCI

“Stamattina con una delegazione di sindaci, insieme al presidente del consiglio nazionale Fioravanti e al delegato alla Finanza Locale Canelli, abbiamo incontrato il ministro dell’Economia Giorgetti per cominciare a impostare i temi legati alla Finanziaria. Abbiamo la consapevolezza che si tratta dell’ultima finanziaria di questo governo e che la situazione della finanza pubblica è instabile, ma abbiamo evidenziato alcune priorità per i Comuni su cui avremo modo di confrontarci sperando di ottenere il massimo per i Comuni”. Lo ha detto il presidente dell’Anci Gaetano Manfredi nella sua introduzione ai lavori del consiglio nazionale che si è svolto nella sede centrale dell’Associazione.
Innanzitutto, “sollecitiamo il rispetto del principio costituzionale per cui le funzioni attribuite ai Comuni devono essere accompagnate da adeguati trasferimenti finanziari, non a invarianza di finanza pubblica. Si registrano invece continui trasferimenti di competenze senza risorse: giustizia riparativa, applicazioni APE, sentenze sull’IMU che erodono il gettito. Serve una battaglia politica per garantire copertura finanziaria certa a ogni nuova funzione assegnata agli enti locali”, ha aggiunto.
Altro tema quello dell’emergenza energetica: “Secondo le stime degli uffici, l’impatto degli aumenti dei costi energetici per il 2026 sarà di 150 milioni nel primo semestre, fino a 300 milioni sull’intero anno se i prezzi restano agli attuali livelli. Chiediamo che, nell’ambito della clausola di flessibilità del Governo (50% destinato all’energia), sia previsto uno spazio di ristoro anche per i Comuni. Serve una spinta politica e parlamentare trasversale su questo punto”, ha spiegato il presidente.
Quanto poi alla riattivazione del quadro degli investimenti, Manfredi ha annunciato che “avvieremo un tavolo di negoziazione che include l’impatto del Piano Casa: una quota dei fondi per la rigenerazione urbana destinati ai Comuni potrà essere usata per il Piano Casa, che riguarda soprattutto Comuni grandi e medi con tensioni abitative. Proponiamo un riorientamento delle risorse in base alla dimensione dei Comuni: grandi orientati alla rigenerazione urbana/casa, piccoli con flessibilità per le piccole opere. Il MEF valuterà la proposta”, ha spiegato.
Manfredi ha ricordato che “nella delega fiscale è previsto un tema che ci riguarda indirettamente: la fiscalizzazione del Fondo trasporto pubblico locale, che passerebbe dal MIT alle Regioni come compensazione fiscale. Siamo contrari: cristallizza l’attuale riparto (perdendo risorse dedicate a grandi città come Milano e Roma, 150 milioni), vincola debolmente la destinazione d’uso e non risolve il sottodimensionamento del fondo, aggravato da costi energia e nuovo contratto autoferrotranvieri”, ha affermato.
Il presidente ha poi riferito che “si sta chiudendo il tavolo tecnico sul FAL (circa 1.000 Comuni coinvolti) con una norma in finanziaria analoga a quella già fatta per le Regioni, con un accollo statale del FAL residuo in cambio di riduzione dei trasferimenti correnti. Anche senza alcun impatto sui trasferimenti, ci sarà un forte beneficio sull’indebitamento e sui vincoli di bilancio con un Impatto stimato: quasi 5 miliardi. Per questo – ha spiegato – negoziamo con il governo affinché riguardi tutti i Comuni, non solo i più grandi”.
Quanto al Piano Casa, Manfredi ha annunciato che “si sbloccherà nelle prossime settimane con un bando previsto ai primi di settembre sui fondi MIT (circa 700 milioni) per la riqualificazione dell’edilizia economica e popolare inutilizzata. Appena disponibili i dettagli, saranno trasmessi ai Comuni. Ma è necessaria una negoziazione con le Regioni per coordinare un’unica domanda dove il patrimonio edilizio è condiviso”, ha sottolineato.
Riferendosi poi ai due rinnovi contrattuali per gli enti locali, il presidente ha evidenziato come il costo finale ricada sui comuni. “ Il fondo, quest’anno di 100 milioni, è insufficiente: chiediamo un incremento di almeno 100 milioni ed anche maggiore flessibilità sulla capacità assunzionale. Non solo con la possibilità di usare l’avanzo per investimenti o spese correnti non ricorrenti, ma anche per coprire spese di personale in casi di emergenza”.
Tra le priorità indicate al governo, Manfredi ha ricordato anche la necessità di “confermare i 150 milioni per minori non accompagnati (mantenendo i 250 milioni una tantum dell’anno scorso, con possibile aumento a 300) e l’incremento del Fondo ASACOM, vista la forte crescita della domanda di assistenza alla disabilità”, ha spiegato.
Sul tema dei piccoli Comuni, “abbiamo richiesto un fondo investimenti tipo ‘piccole opere’ (già esistito e poi riassorbito) e deroghe per l’assunzione di personale qualificato, così come abbiamo chiesto anche la proroga dei contratti PNRR fino al 2029, come già previsto per le amministrazioni centrali, per non perdere le professionalità acquisite anche nei Comuni”.
Infine, “sul Fondo asili nido (ex Governo Draghi), legato alla soglia di copertura del 33%: chiediamo che i Comuni sotto tale soglia restino prioritari, ma che le risorse residue possano essere usate anche dai Comuni che hanno già raggiunto il 33% e aprono nuovi asili. Riguarda molti Comuni del Nord, alcuni del Centro e del Sud. Se ne sta discutendo in commissione per trovare una formula adeguata”, ha concluso.

Scarica i documenti e le informative approvate durante il Consiglio Nazionale 

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