ANCI
Si è insediata la Commissione Ambiente e Territorio dell’Anci, presieduta da Carlotta Bonvicini, assessora a Politiche per il Clima del Comune di Reggio Emilia, con la partecipazione del delegato Anci all’Ambiente Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca. Nel corso della riunione – la prima dopo diversi anni – è stato avviato un primo confronto sui principali dossier in materia di cura del territorio, difesa del suolo, verde urbano e adattamento ai cambiamenti climatici.
La Commissione è stata individuata quale sede di raccolta e sintesi delle istanze dei Comuni, finalizzata alla definizione di proposte condivise da rappresentare nei tavoli di confronto con le amministrazioni centrali e gli altri livelli istituzionali. Ampio spazio è stato dedicato al tema del dissesto idrogeologico, anche alla luce delle proposte emerse per rafforzare il coordinamento tra livelli di governo e migliorare l’efficacia degli strumenti di intervento a disposizione degli enti locali, nonché alle politiche del verde urbano e all’evoluzione dei Criteri Ambientali Minimi.
Particolare attenzione è stata quindi riservata all’attuazione della Nature Restoration Law e alla definizione del Piano nazionale di ripristino della natura, attualmente in fase di consultazione.
ANCI ha ribadito la piena condivisione degli obiettivi europei di tutela della biodiversità, rafforzamento degli ecosistemi e miglioramento della qualità ambientale delle aree urbane, evidenziando al contempo alcune criticità emerse nel corso dell’attività istruttoria svolta nel confronto tecnico con il Ministero dell’Ambiente.
In particolare, sono state segnalate criticità nelle basi informative e nei criteri utilizzati per la delimitazione degli ecosistemi urbani, con la presenza di errori e approssimazioni che portano, in diversi casi, a includere ampie porzioni di territorio agricolo, forestale o naturale esterne ai centri abitati. Una rappresentazione di questo tipo rischia di produrre effetti distorsivi, incidendo sulla pianificazione urbanistica comunale e sull’equilibrio tra tutela ambientale e sviluppo territoriale.
“Come ANCI condividiamo pienamente gli obiettivi europei di tutela della biodiversità e di contrasto ai cambiamenti climatici – ha dichiarato la presidente Carlotta Bonvicini – e crediamo che il Piano di Ripristino della Natura possa e debba essere uno strumento alleato degli enti locali per la riduzione del consumo di suolo e la sua rinaturalizzazione. Proprio per questo riteniamo fondamentale che la fase attuativa sia costruita su basi tecniche solide e coerenti con la realtà dei territori e di concerto con gli stessi. ANCI chiede un confronto tecnico approfondito con il Ministero, per costruire un piano di attuazione della norma che si integri con i processi di pianificazione degli enti, prevedendo ad esempio un periodo di transizione e meccanismi di aggiustamento in analogia a quanto stanno facendo altri Paesi europei”.
“Il lavoro istruttorio svolto da ANCI e il confronto avviato in Commissione – ha aggiunto il delegato all’Ambiente Giuseppe Sacco – evidenziano l’esigenza di un quadro attuativo più chiaro e accompagnato da adeguati strumenti. L’attribuzione diretta di responsabilità ai Comuni, in assenza di risorse, supporto tecnico e percorsi di accompagnamento, rischia infatti di generare difficoltà applicative e possibili contenziosi. È quindi necessario proseguire il confronto con il ministero per garantire un’applicazione efficace delle norme, sostenibile per gli enti locali e coerente con gli obiettivi europei”.
Sul fronte del dissesto idrogeologico – ha aggiunto il delegato all’Ambiente Giuseppe Sacco – è altrettanto necessario rafforzare il quadro normativo e operativo. Le proposte in campo, anche di natura legislativa, vanno nella direzione di migliorare il coordinamento tra istituzioni e rendere più efficaci gli interventi sui territori. Allo stesso tempo, per quanto riguarda il Piano di ripristino della natura, l’attribuzione diretta di responsabilità ai Comuni, in assenza di risorse, supporto tecnico e percorsi di accompagnamento, rischia di generare difficoltà applicative e possibili contenziosi. È quindi necessario proseguire il confronto con il ministero per garantire un’applicazione efficace delle norme, sostenibile per gli enti locali e coerente con gli obiettivi europei”.
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