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“Nel nuovo quadro europeo dei fondi di coesione auspichiamo che ai Comuni italiani sia riconosciuto un ruolo paritario rispetto alle Regioni nella loro attuazione. Si tratta di una condizione essenziale per rafforzare l’efficacia delle politiche di coesione e valorizzare un modello che, nell’attuazione del PNRR, ha già dato prova della propria capacità di produrre risultati”. È la posizione espressa dal vicepresidente Anci e sindaco di Torino Stefano Lo Russo nel corso della Sessione europea della Conferenza Stato-Città e Autonomie locali, dedicata alle relazioni del Governo sulla partecipazione dell’Italia all’Unione europea e al futuro Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.
Lo Russo ha ribadito la posizione già illustrata da Anci nelle audizioni parlamentari sul futuro bilancio europeo, sottolineando come i fondi di coesione rappresenteranno una delle principali leve di investimento per accompagnare lo sviluppo dei territori nei prossimi anni. In questo quadro, ha osservato, la proposta della Commissione europea contiene elementi positivi sul piano della governance e della semplificazione, ma richiede un ulteriore rafforzamento del ruolo dei Comuni.
“Anci raccomanda che, nella futura articolazione del Fondo di sviluppo e coesione, trovi pieno riconoscimento il modello attuativo sperimentato con il PNRR e che i Piani operativi nazionali siano confermati e ulteriormente rafforzati”.
La proposta dell’Associazione punta a consolidare programmi dedicati alle Città metropolitane e alle città medie, a individuare strumenti specifici anche per i piccoli Comuni e a riconoscere uno spazio stabile alle politiche urbane, valorizzando le diverse esigenze dei territori all’interno di una strategia nazionale unitaria.
“È opportuno individuare strumenti dedicati anche ai Comuni di minori dimensioni, che rappresentano una componente fondamentale dell’assetto istituzionale e territoriale del Paese. Anci conferma la propria piena disponibilità a collaborare con il Governo nella definizione delle future misure attuative”.
Per Anci, il rafforzamento del ruolo dei Comuni si inserisce in una governance multilivello capace di valorizzare il contributo di tutti i livelli istituzionali.
“I Piani operativi regionali continueranno a svolgere un ruolo fondamentale. Accanto ad essi riteniamo però necessario prevedere una regia nazionale unitaria, coerente con la natura stessa dei fondi di coesione, che sono chiamati a rafforzare lo sviluppo equilibrato dell’intero Paese”.
“L’omogeneità delle regole su tutto il territorio nazionale costituisce un elemento essenziale di efficacia. La differenziazione degli strumenti deve rispondere alle diverse esigenze dei territori, all’interno di un quadro comune di principi e regole”.
A sostegno di questa impostazione, il vicepresidente Anci ha richiamato i risultati raggiunti dai Comuni nell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.
“L’esperienza del PNRR ha confermato la capacità dei Comuni di utilizzare in modo efficace le risorse europee, gestendo direttamente circa 40 miliardi di euro di investimenti e rafforzando, al tempo stesso, competenze amministrative, progettuali e di rendicontazione”. Un’esperienza che, secondo Anci, dimostra la capacità dei Comuni di trasformare le risorse europee in interventi concreti e rappresenta la base per un loro ruolo più incisivo nella futura politica di coesione.
“La posizione dei Comuni italiani è quella di concorrere, in condizioni di pari dignità istituzionale rispetto alle Regioni, all’attuazione delle politiche di coesione, con l’obiettivo di massimizzare l’efficacia degli investimenti e il loro impatto sui territori”.
In conclusione, il vicepresidente Anci ha indicato nel negoziato sul nuovo Quadro finanziario pluriennale il passaggio decisivo per definire la prossima stagione delle politiche europee.
“Il negoziato sul nuovo Quadro finanziario pluriennale rappresenta il passaggio decisivo per definire l’assetto della prossima stagione delle politiche europee. Per Anci questo confronto assume un valore strategico, perché riguarda le scelte che orienteranno gli investimenti e le opportunità di sviluppo dei territori negli anni a venire”.
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