Sicurezza
Il rafforzamento delle competenze della Polizia locale rischia di rimanere incompleto se non sarà accompagnato da strumenti, tutele e risorse adeguate. È la posizione espressa dal delegato Anci alla Sicurezza urbana e sindaco di Bari Vito Leccese all’Adnkronos sulle novità contenute nel pacchetto sicurezza esaminato il 14 luglio dal Consiglio dei ministri.
“Il governo continua ad attribuire nuove responsabilità ai Comuni senza metterli nelle condizioni di esercitarle. E sulla polizia locale restano irrisolti i nodi delle tutele giuridiche, della formazione e dell’accesso diretto al Ced Interforze”.
A rendere ancora più complesso il quadro è la progressiva riduzione degli organici. Secondo il Rapporto nazionale Anci, nel 2009 i Comuni italiani disponevano di quasi 60mila operatori di polizia locale, mentre oggi siamo poco sopra le 48 mila unita’, “significa aver perso oltre 11 mila agenti in quindici anni senza prevedere deroghe strutturali ai tetti di spesa per consentire ai Comuni di sostituire il personale andato in pensione”, Leccese indica alcuni aspetti sui quali va puntata l’attenzione. Tra le questioni più delicate vi è quella delle garanzie riconosciute agli operatori chiamati a intervenire in contesti sempre più complessi: “Se un agente di polizia locale utilizza il taser e dall’intervento derivano conseguenze gravissime, non dispone delle medesime tutele normative previste per gli altri operatori delle forze di polizia”, afferma. Una disparità che, a suo giudizio, riguarda anche il piano previdenziale, assicurativo e legale.
Altro punto centrale è l’accesso alle banche dati. “Da anni si parla dell’accesso diretto della polizia locale al Ced Interforze, ma nella pratica questo accesso continua a non essere operativo”, sottolinea Leccese. Una situazione che ha ricadute concrete sull’attività quotidiana degli agenti: “Durante un controllo su strada un operatore della polizia locale non può verificare autonomamente se la persona che ha davanti abbia precedenti penali o sia destinataria di particolari provvedimenti. Deve necessariamente passare attraverso la sala operativa di un’altra forza di polizia, con inevitabili rallentamenti e con un evidente problema di sicurezza per chi sta effettuando il controllo”.
Leccese richiama poi la necessità di percorsi di formazione condivisi con le altre forze dell’ordine: “Chiediamo da tempo programmi di addestramento tattico-operativo congiunti, perché esistono tecniche e procedure che oggi gli agenti della polizia locale non possono acquisire in maniera uniforme. Anche sapere come avvicinarsi in sicurezza a un’auto sospetta significa tutelare prima di tutto l’incolumità degli operatori”.
Per il delegato Anci, il rischio è che l’ampliamento delle competenze non sia accompagnato dagli strumenti necessari per esercitarle: “Ai cittadini interessa essere più sicuri, non assistere all’ennesimo decreto annunciato alla stampa. Il disegno di legge poteva rappresentare un nuovo inizio, invece lascia irrisolte tutte le questioni che come Anci avevamo sollevato. Gli annunci dal tono muscolare – conclude – si trasformano cosi in mera propaganda, dal valore effettivo vicino allo zero”.
Temi più visti
FINANZA, ANCI, EUROPA, UCRAINA, TRASPORTI, CATASTO, PARI OPPORTUNITÀ, VERITÀ IN COMUNE, AGRICOLTURA