Politica estera
Si è concluso a Nancy il vertice internazionale dei sindaci U7, il forum che riunisce le grandi città e le associazioni dei governi locali dei Paesi del G7 per portare la voce degli enti locali all’interno del dibattito sulle principali sfide globali.
Con oltre 200 partecipanti provenienti da più di 15 Paesi, il vertice di Nancy ha confermato il ruolo crescente delle città e delle autonomie locali nella definizione delle risposte alle grandi sfide globali, dalla transizione ecologica alla tenuta democratica, fino alla coesione sociale e territoriale.
A guidare la delegazione Anci è stata la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, presente ai lavori che hanno portato alla definizione della Dichiarazione di Nancy, il documento finale che sarà trasmesso alla Presidenza francese del G7 in vista del vertice dei Capi di Stato e di Governo in programma a Evian dal 15 al 17 giugno.
Nel corso del confronto internazionale, la delegazione italiana ha contribuito in particolare all’inserimento nel documento finale di un riferimento al ruolo della diplomazia culturale come strumento di costruzione di relazioni tra città, cooperazione internazionale e diffusione di messaggi di pace.
Un secondo filone di lavoro ha riguardato il tema della resilienza delle città di fronte agli effetti della crisi climatica, con particolare attenzione alla capacità delle amministrazioni locali di affrontare e prevenire i rischi derivanti dagli eventi estremi e dai cambiamenti climatici.
Tra i contributi sostenuti dalla delegazione Anci anche il rafforzamento del capitolo dedicato alla resilienza democratica. In questo ambito è stato inserito un richiamo alla necessità di contrastare la diffusione della disinformazione, delle fake news e degli utilizzi distorti dei social media e dell’IA, promuovendo percorsi di cittadinanza digitale e alfabetizzazione digitale a sostegno della qualità dei processi democratici.
“Le città sono il luogo in cui le grandi trasformazioni globali diventano realtà quotidiana: dalla sostenibilità alla transizione digitale, dalla coesione sociale alla gestione dei servizi e dei flussi urbani – ha sottolineato Frontini –. I Comuni non possono più essere considerati semplici destinatari delle decisioni assunte ai livelli superiori, ma devono essere protagonisti nella costruzione delle politiche pubbliche, nazionali e internazionali perché è nei comuni che le politiche di investimento globale diventano pratica quotidiana e si concretizzano nella vita delle persone”.
Nel corso dei lavori è stato inoltre sostenuto un approccio inclusivo alle politiche urbane e sociali, fondato sull’attenzione alla persona nelle sue diverse condizioni e fragilità, superando classificazioni rigide e favorendo una visione più ampia della resilienza sociale delle comunità.
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