Comuni
Per presentare il nuovo Piano Territoriale Regionale (approvato dal Consiglio regionale con d.c.r. n. 1157 del 18 novembre 2025 ed entrato in vigore il 28 gennaio 2026), al fine di capire come affrontare le sfide attuali e riflettere sulle ricadute nella pianificazione locale, Regione Lombardia ha organizzato l’iniziativa “Piano Territoriale Regionale. Strumenti e strategie per la Lombardia”, che si è tenuto questa mattina a Milano ed è stata l’occasione per favorire la condivisione di strategie tra i diversi livelli istituzionali.
L’evento è stato aperto da un confronto tra i rappresentanti delle Istituzioni, moderato dal giornalista Nicolò Rubeis.
Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia, rispondendo alle sollecitazioni del moderatore, ha sottolineato l’importanza del PTR, poiché “riaggiorna il quadro strategico degli indirizzi e degli obiettivi degli orientamenti dopo il PTR del 2010 e lo fa indicando una serie di indirizzi e mettendo in campo meccanismi di relazioni istituzionali, di confronto e di governance multilivello delle politiche e del pianificatore urbanistiche che dovremmo tutti imparare ad usare e ad usare al meglio”
Guerra si è quindi chiesto: “la Lombardia è una regione di grande sviluppo, di grande rilievo, di grande importanza e anche una regione molto diversificata al proprio interno, un mosaico molto complesso e dentro questo il PTR come si inserisce e quali sono le prospettive per i Comuni?” La risposta è innanzitutto che, intanto, inizia un grande lavoro, che non si è mai fermato in questi anni, per l'implementazione della normativa sulla riduzione del consumo di suolo, lavoro al quale ci siamo dedicati in un confronto costante. I Comuni non è che hanno aspettato fino adesso per aggiornare gli strumenti di pianificazione, lo stanno facendo, lo hanno fatto. Adesso lo fanno dentro un quadro che, innanzitutto, deve essere il più integrato possibile tra tutti gli strumenti che vengono utilizzati e che ricadono, e hanno un impatto sulla regolazione del territorio. Avremmo anche bisogno che si concluda un ragionamento, una riflessione tra la normativa nazionale e quella regionale rispetto alla rigenerazione urbana, rispetto all'individuazione di regole semplici e chiare il più possibile, che possano far lavorare tranquillamente i tecnici nei Comuni, che possano consentire agli Amministratori di pianificare e di intervenire in materia edilizia con una qualche certezza in più senza l'ansia di dover risolvere le questioni addirittura in sede di tribunali penali e non solo tribunali amministrativi. Quindi c'è bisogno anche che vada avanti assieme a questi indirizzi di pianificazione un qualche elemento di chiarimento dal punto di vista normativo, sulle prospettive”.
Il Presidente di ANCI Lombardia ha sostenuto che esiste il “bisogno di integrare sempre più le politiche pianificatorie con le politiche di sviluppo, con i programmi di sviluppo, laddove lo sviluppo non è una crescita in sé, perché per rendere competitivi i territori una delle condizioni è che si mantenga la coesione sociale e si mantenga una struttura equilibrata dei territori, altrimenti si generano degli squilibri che poi colpiscono anche la possibilità di sviluppo sostenibile dal punto di vista ambientale, economico, sociale di un territorio. È una sfida importante, il PTR la raccoglie, e i Comuni vanno accompagnati. Come ANCI ci siamo con le nostre strutture, le competenze, le relazioni e il rapporto con Regione, che deve essere forte. I Comuni vanno accompagnati in una sfida che tenga assieme l'autonomia con l'adeguatezza. Noi rivendichiamo l'autonomia dei Comuni dentro la programmazione e la pianificazione dei propri territori. Per essere veramente autonomi bisogna essere adeguati, bisogna avere competenze, bisogna saper leggere il territorio, bisogna avere strumenti, bisogna avere dati, bisogna avere la capacità di relazionarsi con gli altri livelli istituzionali, la Provincia con la TCP e la Regione con il PTR e tutti i suoi strumenti in un sistema che dobbiamo sempre più rendere più fluido, più capace di relazioni collaborative e più capace di sostenere i comuni nell'attività di attuazione del PTR che è particolarmente importante”.
Guerra ha precisato che “dovremmo essere tanto bravi da farlo avendo presente che abbiamo 1.500 Comuni e che quindi questo lavoro necessariamente richiederà uno sforzo che non riguarda soltanto l'urbanistica, ma tutta una serie di funzioni e di servizi, di progressivo riordino istituzionale del territorio lombardo, parlando di aggregazione, di gestioni associate, di forme che mettano assieme. C'è la necessità di ripensare e irrobustire il nostro sistema delle Autonomie locali, perché per fare politiche di questo genere c'è bisogno di costruire una scalabilità dei diversi livelli di pianificazione che non è una cosa facile, ma è la vera scuola”.
Concludendo, il Presidente di ANCI Lombardia, ha evidenziato che “uno degli sforzi più importanti che noi, complessivamente come politica e istituzione, dobbiamo far seguire a questo piano territoriale regionale”, poiché “abbiamo bisogno di dare casa alla gente, abbiamo bisogno di dare casa alla cosiddetta fascia grigia, quella che non è in condizioni di bisogno, ma ha uno stipendio normale. Abbiamo bisogno a Milano, abbiamo bisogno in altri territori, dove invece le case vanno tutte in affitti brevi turistici, abbiamo bisogno dove si svuotano le comunità e se ne va la gente. Abbiamo bisogno di staff housing, di service housing. La cosa sulla quale dovremmo lavorare è che il pubblico e le nostre istituzioni, se la questione dell'abitare è una questione centrale, dovranno provare a fare uno sforzo per andare oltre la semplice regolazione del mercato, dovranno scendere in campo delle politiche pubbliche, come succede in altri paesi europei, molto forti per orientare e guidare una rigenerazione che serva le comunità che ci vivono”.
In rappresentanza di Regione Lombardia è intervenuto Gianluca Comazzi, Assessore al Territorio e Sistemi verdi di Regione Lombardia, che ha evidenziato come “il PTR è un atto importante perché è la visione più alta che Regione Lombardia ha sul governo del territorio”, ed ha ricordato che, per metterlo a punto, il lavoro politico è stato particolare perché in questi anni si è cercato di tenere insieme cose che erano divise e che fanno l’intero quadro di riferimento”. Comazzi ha quindi evidenziato che “Regione Lombardia è virtuosa perché pensa innanzitutto al suo territorio”, come nel caso della approvazione della “legge sul consumo di suolo, in grado di non fermare lo sviluppo economico”.
Dal Consiglio Regionale, Jonathan. Lobati, Presidente della V Commissione “Territorio infrastrutture e mobilità”, ha evidenziato che “il lavoro sul provvedimento ci ha portati a confrontarci con tutti i soggetti coinvolti”, poiché “l’impegno di Regione Lombardia è stato quello di costruire una rete di programmazione”.
La voce delle Province è stata portata da Marco Magrini, Vicepresidente di UPL, che ha ricordato come “le Province, a lavoro sul PTCP, evidenziano che il lavoro di ascolto deve essere puntuale e allargato, anche se non è facile ma necessario, affinché quanto approvato possa concretizzarsi senza incontrare difficoltà e ostacoli”.
Oltre a presentare i contenuti del nuovo Piano Territoriale Regionale, il convegno ha voluto favorire un percorso di condivisione delle strategie tra i diversi livelli istituzionali e con i principali stakeholder, secondo un approccio integrato e multiscalare, orientato alla sostenibilità. In questa cornice si è inserito il panel dedicato all’attuazione del Piano attraverso un modello di governance integrata e multiscalare, dove, tra gli altri, ha partecipato Maurizio Cabras di Anci Lombardia, che ha considerato alcuni aspetti importanti che emergono dalla approvazione del PTR, sottolineando in particolare il valore della copianificazione e della collaborazione tra Regione e ANCI Lombardia, che ha permesso di affrontare le complessità per arrivare a “una integrazione e a una cooperazione”, grazie a un metodo che ha permesso di creare “le condizioni per arrivare a scelte difficili”.
Questo approccio sarà importante anche per la “copianificazione del piano paesistico: una sfida cruciale, nella quale l'Associazione dei Comuni non passa per caso, ma rappresenta un soggetto importante, perché la pianificazione paesaggistica incide fortemente sul Comune. È quindi importante, a differenza di altre regioni in cui l'Associazione dei Comuni è stata tenuta un po' più lontana, essere coinvolti direttamente, di essere parte attiva nella definizione anche di cose faticose”.
Cabras ha concluso considerando il significato della collaborazione tra istituzioni diverse, portando l’esempio di quella tra ANCI Lombardia e Regione, che mostra come “lavorare insieme vuol dire avere qualche risorsa, qualche disponibilità, un’agenda di lavoro su che cosa lavoriamo insieme e come lavoriamo insieme. Il rinnovo dell'accordo che avevamo precedentemente sottoscritto e che portiamo fino al 2028 evidenzia questa pratica: la volontà dell'Assessorato e della Direzione generale di lavorare insieme sì, ma anche di trovare delle modalità operative, di chiedersi degli aiuti reciproci, strutture, competenze. Quindi affrontiamo le sfide ma non perdiamo lo spirito fondamentale della copianificazione”.
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