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Europa

ANCI: "Una politica di coesione efficace passa dal ruolo centrale dei Comuni"

12 Giugno 2026

Audizione sull'esame congiunto del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034

“Come Anci auspichiamo che una quota dedicata e stabile dei fondi europei per lo sviluppo e la coesione sia destinata alle politiche urbane delle città, che hanno dimostrato una solida capacità di attuazione degli interventi e di impiego efficace delle risorse assegnate. Si tratta di un’esperienza positiva che merita di essere valorizzata nella futura programmazione attraverso strumenti e modelli dedicati, capaci di rafforzare il ruolo dei Comuni nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo e coesione dell’Unione europea”. Così Stefano Lo Russo, sindaco di Torino, vicepresidente dell’Anci e delegato alle Politiche comunitarie e internazionali dell’Associazione, nel corso dell’audizione sull’esame congiunto del Quadro finanziario pluriennale 2028-2034 davanti alle Commissioni riunite Bilancio della Camera e del Senato e alla Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera.
“La nostra proposta – ha spiegato Lo Russo – punta a rafforzare l’integrazione tra la programmazione nazionale, regionale e locale, valorizzando il contributo dei Comuni all’interno delle politiche di coesione. L’esperienza del PNRR ha mostrato come i piani operativi nazionali possano coniugare efficacia, capacità realizzativa e attenzione alle specificità territoriali. I Comuni hanno infatti tradotto in interventi concreti circa 40 miliardi di euro gestiti direttamente, contribuendo in modo determinante alla realizzazione degli investimenti sul territorio.”
Quanto al nuovo bilancio pluriennale, “la proposta della Commissione europea – ha continuato il sindaco di Torino – contiene elementi positivi, a partire dal modello di governance e dall’approccio orientato agli obiettivi e alla semplificazione già sperimentati. Un’impostazione che Anci guarda con favore, nella prospettiva di un ulteriore rafforzamento del ruolo delle autonomie locali all’interno della futura politica di coesione”.
Per il vicepresidente dell’Anci occorrono poi “programmi dedicati alle aree urbane e la previsione di un capitolo urbano e territoriale nei futuri Piani nazionali, con una riserva minima del 15 per cento delle risorse per le strategie urbane gestite attraverso un’unica autorità nazionale. I fondi di coesione rappresentano una delle principali leve di investimento di cui il Paese disporrà nei prossimi anni per affrontare le fragilità territoriali e accompagnare i processi di sviluppo. Per questo è importante una regia nazionale capace di garantire indirizzi comuni, omogeneità delle regole e coordinamento tra territori, valorizzando al tempo stesso il contributo di Comuni, Città metropolitane e Regioni nella definizione e nell’attuazione delle strategie di sviluppo locale. In questa prospettiva, i programmi dedicati alle città e ai Comuni devono essere concepiti in termini sussidiari e sinergici rispetto alla programmazione regionale, nel pieno rispetto dei principi costituzionali di leale collaborazione e sussidiarietà tra i diversi livelli di governo, così da rafforzare l’efficacia complessiva delle politiche di coesione, promuovere uno sviluppo più equilibrato dell’intero territorio nazionale e garantire una maggiore capacità di risposta ai bisogni delle comunità locali. L’obiettivo – ha sottolineato Lo Russo – è garantire regole omogenee, maggiore efficacia degli interventi e una più solida capacità di programmazione dei territori”.
Richiamando la proposta di introdurre nel futuro Piano di partenariato nazionale e regionale “specifici programmi dedicati alle Città metropolitane, alle città capoluogo e medie e ai piccoli Comuni e alle aree interne”, Lo Russo ha ricordato che “le proposte dell’Anci si inseriscono nel solco dell’Agenda dei Comuni e delle Città per la Coesione, presentata dall’Associazione al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto. Si tratta di proposte coerenti con l’Agenda europea per le Città adottata dalla Commissione nel dicembre 2025”.
Nel corso dell’audizione Lo Russo ha inoltre richiamato l’attenzione sulla futura Strategia europea sul diritto a rimanere, “particolarmente rilevante per i piccoli Comuni e le aree interne. In questo percorso Anci conferma la propria disponibilità a collaborare alla definizione degli strumenti e delle priorità della prossima stagione di programmazione europea. I Comuni, grazie all’esperienza maturata nella gestione del PNRR, hanno rafforzato servizi, infrastrutture e opportunità per i cittadini e sono pronti a mettere a disposizione competenze e capacità amministrative per contribuire alla costruzione di una programmazione sempre più efficace e vicina ai territori”, ha concluso Lo Russo.

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