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Dal valore delle alleanze istituzionali alla sostenibilità dei servizi realizzati, passando per la necessità di semplificare procedure e garantire continuità agli investimenti. È questo il filo conduttore emerso dalla tavola rotonda “Dalla stagione straordinaria del PNRR alle politiche economiche possibili: cosa resta ai territori?”, che ha chiuso il convegno “Il PNRR dell’Italia e della Lombardia – metodi, capacità pubblica e sviluppo territoriale dopo la stagione straordinaria del PNRR”.
A confrontarsi sono stati Filippo Barberis, capo di gabinetto del sindaco di Milano, Giovanmaria Flocchini, sindaco di Pertica Alta, Davide Galimberti, sindaco di Varese, Paolo Vittorio Riva, vicepresidente di Assimpredil Ance e Andrea Rebaglio, direttore Attività filantropiche trasversali e Sfide di mandato di Fondazione Cariplo.
Per Milano il Piano ha rappresentato un'occasione senza precedenti, con circa 957 milioni di euro destinati alla città metropolitana per interventi che hanno riguardato edilizia scolastica, mobilità sostenibile, edilizia residenziale pubblica, sport, servizi per il lavoro e qualità dell'abitare. Come ha evidenziato Barberis, il Comune ha già impegnato il 98,2% delle risorse disponibili, grazie anche a un'intensa collaborazione tra livelli istituzionali. Proprio l'“alleanza istituzionale” viene indicata come una delle principali eredità del PNRR. Tuttavia, accanto alla capacità di attrarre investimenti, emerge il tema della gestione successiva delle opere realizzate: reperire risorse per la spesa corrente e per l'avvio dei nuovi servizi resta infatti molto più complesso rispetto al finanziamento degli investimenti.
Una prospettiva diversa, ma complementare, è arrivata dai territori montani. Flocchini ha ricordato come la realtà di un piccolo Comune sia profondamente differente da quella delle grandi città. In contesti caratterizzati da strutture amministrative ridotte, il ruolo delle forme associative e delle Comunità montane diventa decisivo. Il PNRR è stato definito una “sfida lunga quattro anni”: prima la comprensione delle norme, poi l'affidamento degli incarichi e infine la realizzazione delle opere. A Pertica Alta saranno conclusi entro giugno 28 dei 30 progetti finanziati. La principale preoccupazione riguarda ora il futuro delle attività avviate e la loro sostenibilità economica una volta terminati i fondi straordinari.
Anche Galimberti ha sottolineato il valore del PNRR come “palestra” per la pubblica amministrazione e per il sistema delle imprese. Le competenze maturate, le sinergie costruite e le buone pratiche sviluppate rischiano però di disperdersi se alla stagione degli investimenti straordinari seguirà una fase di contrazione delle risorse. Per il sindaco di Varese il patrimonio organizzativo accumulato in questi anni deve diventare la base di una nuova capacità programmatoria degli enti locali.
Dal punto di vista delle imprese, Riva ha ricordato come il PNRR abbia rappresentato un fattore determinante per sostenere il settore delle costruzioni dopo la pandemia. Le aziende hanno affrontato difficoltà rilevanti, dall'aumento dei costi dei materiali agli adempimenti richiesti dalle misure ambientali del Piano, investendo in formazione e nuove competenze. Resta però forte l'incertezza sul dopo 2026: senza una prospettiva di continuità negli investimenti, il rischio è che il patrimonio costruito in questi anni venga progressivamente disperso.
Sul tema della continuità si è concentrato anche l'intervento di Rebaglio. Dall'esperienza condivisa sul bando Borghi e sul Centro di competenze, la collaborazione tra Fondazione Cariplo e ANCI Lombardia si sta oggi sviluppando attorno a nuove sfide sociali, tra cui il contrasto ai NEET, i progetti per le persone con disabilità e il programma ANITA dedicato ai servizi per l'infanzia. Proprio la gestione degli asili nido realizzati con il PNRR rappresenta uno dei nodi più delicati. Per questo è stato avviato un hub di competenze che coinvolge istituzioni e terzo settore con l'obiettivo di accompagnare i Comuni nella costruzione di modelli gestionali sostenibili nel tempo.
Se il PNRR ha lasciato infrastrutture, opere e servizi, il messaggio emerso dal confronto è che la vera sfida inizia ora: trasformare una stagione straordinaria in una capacità ordinaria di sviluppo dei territori.
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