Istruzione
“Le periferie non sono soltanto luoghi di fragilità. Sono spazi di energie, comunità e opportunità. Ma è proprio lì che si misura la capacità delle istituzioni di garantire pari diritti, servizi adeguati e futuro a bambini e bambine e adolescenti”. Così Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e delegata Anci a Istruzione, Politiche educative ed Edilizia scolastica, intervenendo oggi alla terza edizione di “Impossibile 2026”, la Biennale sull’infanzia e l’adolescenza promossa da Save the Children in collaborazione con Anci, in corso a Roma presso la Casa dell’Architettura.
Nel corso dell’intervento, Carnevali ha richiamato il ruolo strategico dei Comuni nel contrasto alla povertà educativa e alle disuguaglianze territoriali, sottolineando come le amministrazioni locali rappresentino il primo presidio istituzionale di prossimità sui territori. “I Comuni – ha evidenziato – sono ogni giorno a contatto con i bisogni delle famiglie, con le fragilità educative e sociali e con la necessità di costruire percorsi concreti di inclusione e opportunità. È nei territori che si può trasformare la deprivazione in sviluppo”.
“Nel Paese esistono quasi 160 aree di disagio socioeconomico urbano – ha osservato – e non solo nel Mezzogiorno: anche nelle città del Nord ci sono aree segnate da profonde vulnerabilità sociali, educative e lavorative ”.
Al centro dell’intervento della delegata Anci il tema dell’infanzia come leva decisiva per garantire il benessere e lo sviluppo della persona sereno. Per Carnevali i primi mille giorni di vita rappresentano una fase cruciale per garantire pari opportunità e costruire percorsi di crescita educativa e sociale.
“Quando realizziamo nuovi asili nido – ha affermato – non costruiamo semplicemente muri o servizi. Costruiamo opportunità educative, relazionali e sociali che consentono ai bambini e alle bambine di sentirsi parte di una comunità e di essere riconosciuti come soggetti portatori di diritti”.
La sindaca di Bergamo ha quindi richiamato il valore degli investimenti realizzati attraverso il Pnrr, soprattutto sul fronte della rigenerazione urbana e dei servizi educativi, sottolineando però la necessità di garantire continuità alle risorse e agli strumenti introdotti.
“Rigenerare non significa solo riqualificare spazi fisici. Significa creare luoghi generativi, capaci di diventare punti di riferimento permanenti per bambini e bambine, ragazzi, ragazze e famiglie”, ha spiegato Carnevali, evidenziando la preoccupazione dei Comuni per la fase successiva alla conclusione delle risorse straordinarie del Pnrr e la necessità di non disperdere il metodo, gli investimenti e la capacità progettuale costruiti in questi anni.
Ampio spazio è stato dedicato anche ai temi del disagio giovanile e della dispersione scolastica. Per Anci i servizi educativi e la scuola restano il principale presidio educativo e formativo, ma servono reti territoriali più forti e investimenti strutturali in servizi, spazi aggregativi e comunità educanti.
“Dobbiamo riempire i tempi vuoti con opportunità educative, culturali, sportive e sociali: è così che si costruisce appartenenza, si previene il disagio e si esprimono i diversi talenti dei giovani. Per questo – ha sottolineato – servono scuole aperte e spazi accessibili anche oltre l’orario scolastico, soprattutto nei territori dove il tempo pieno è ancora insufficiente”.
Nel passaggio conclusivo del suo intervento, la sindaca di Bergamo ha collegato infanzia e denatalità: senza servizi adeguati, certezze e sostegno alle famiglie, anche il desiderio di genitorialità rischia di indebolirsi.
“Investire nell’infanzia significa investire nel futuro del Paese. Servono politiche continuative, risorse stabili e una strategia condivisa che metta davvero al centro bambini e bambine, adolescenti e famiglie”, ha concluso.
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