Coordinamento Anci Regionali
“Il tema del personale è da sempre al centro della nostra attenzione, sia sul piano tecnico che politico”. Lo ha detto il segretario generale Anci Veronica Nicotra, intervenendo lo scorso 15 maggio 2026 al Coordinamento delle Anci regionali in corso a Gorizia, nel corso di un intervento dedicato in particolare ai temi del personale, della formazione e delle principali criticità che oggi incidono sulla gestione corrente dei bilanci comunali.
Nicotra ha sottolineato che, superata la fase delle rigidità più forti sul reclutamento, i Comuni si trovano ora davanti a un problema ancora più complesso: “Abbiamo da alcuni anni una difficoltà e un deficit di attrattività da parte del comparto dei Comuni, più in generale degli enti locali, rispetto a chi si affaccia alla pubblica amministrazione”. Un deficit che, ha spiegato, tocca aspetti diversi: la concorrenza del settore privato, quella delle altre amministrazioni pubbliche con livelli retributivi più alti, e anche gli effetti di alcune misure introdotte negli ultimi anni.
Su questo fronte, ha ricordato il segretario generale Anci, è stato istituito un fondo per la perequazione retributiva, ma con risorse ancora insufficienti: “C’è consapevolezza del problema, ma parliamo di una briciola rispetto a una differenza retributiva molto più ampia”. Per questo, ha aggiunto, sarà necessario insistere già nella prossima legge di bilancio per rafforzare gli strumenti a sostegno dei Comuni.
Nel suo intervento Nicotra ha affrontato anche il tema dei rinnovi contrattuali, definendolo “un percorso obbligato”. Il Comitato di settore, ha spiegato, ha già deliberato il nuovo atto di indirizzo, primo passaggio necessario per l’avvio delle trattative con Aran: “Siamo in sede Aran per i nuovi rinnovi contrattuali, che ovviamente impatteranno anche sui bilanci dei Comuni. Sul personale dobbiamo necessariamente continuare a chiedere risorse per cercare di parametrare i livelli retributivi almeno con le altre pubbliche amministrazioni più direttamente confrontabili con i Comuni”.
Nicotra ha poi ricordato che Anci ha già aperto un’interlocuzione con Mef e Ragioneria dello Stato in vista della prossima legge di bilancio, con tavoli tecnici e gruppi di lavoro già operativi, e ha passato in rassegna alcune delle questioni più pesanti della parte corrente.
Tra queste, il tema dei minori: “Per il 2026 abbiamo da distribuire 250 milioni che coprono più del 50% della spesa che i Comuni certificano. Ricordo l’importanza della certificazione nel mese di maggio: è fondamentale per avere il contributo”. Nicotra ha anche segnalato che l’integrazione di 150 milioni prevista per il 2026 è al momento soltanto una tantum e che occorre stabilizzare queste risorse.
Particolarmente forte il richiamo sul capitolo della disabilità, che il segretario generale ha indicato come uno dei fronti oggi più critici per gli enti locali. “I Comuni ci lamentano un’esposizione finanziaria troppo significativa e che cresce soprattutto a partire dal 2023-2024 in modo ingiustificabile”, ha detto. Un ambito che riguarda non solo l’assistenza scolastica agli alunni con disabilità, ma più in generale sostegni, progetti di vita e richieste delle famiglie: “È un tema molto complesso, su cui è necessario fare un punto, perché rischiamo che le difficoltà finanziarie dei Comuni diventino molto serie”.
Nel quadro delle questioni aperte, Nicotra ha richiamato anche il tema dei nidi, ricordando il lavoro fatto da Anci sui fabbisogni standard e le risorse ottenute: “Abbiamo un fondo di 1 miliardo e 100 milioni che cresce e arriva all’ultima rata nel 2026. Dobbiamo però distribuire meglio queste risorse e ottimizzarle, tenendo conto dei Comuni che hanno fatto investimenti sul Pnrr, dei livelli di copertura e delle esigenze reali dei territori”.
Tra gli altri capitoli citati figurano la riscossione, il fondo anticipazione liquidità, la sicurezza urbana e la riforma della polizia locale, con alcune misure già ottenute da Anci in termini di alleggerimento dei vincoli e rafforzamento dei fondi, ma anche con criticità ancora aperte sul piano di compiti e responsabilità.
Infine, un passaggio sul tema della formazione, definito “assolutamente strategico e centrale”. Nicotra ha richiamato il ruolo che può svolgere Ifel nella formazione di base sui temi ordinari dei Comuni, ma ha anche sottolineato la necessità di costruire percorsi settoriali mirati, perché “immaginare di poter fare formazione su tutto è quasi impossibile rispetto a input normativi costanti e continui”. In questo quadro, ha aggiunto, le Anci regionali possono e devono rafforzare il proprio ruolo soprattutto rispetto ai piccoli Comuni e nel rapporto con le rispettive Regioni.
“Fateci delle proposte, dateci indicazioni e indirizzi su questo”, ha concluso Nicotra rivolgendosi alle Anci regionali. “Ragioniamo insieme per dare risposte sempre più efficaci e mirate a quelle che sono le esigenze dei Comuni”.
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