FINANZA LOCALE
TEMI: FINANZA
Il confronto sulla nuova fase che segue la presentazione del Documento di finanza pubblica 2026 è stato al centro della riunione della Commissione Finanza locale dell’Anci, coordinata dal sindaco di Novara e delegato Anci alla Finanza Locale, Alessandro Canelli, con gli interventi del presidente della Commissione Anci Mauro Guerra, del responsabile Finanza Locale Anci Andrea Ferri, del segretario generale Anci Veronica Nicotra e con la partecipazione di numerosi sindaci e assessori al bilancio componenti della Commissione.
“La situazione attuale di difficoltà dei Comuni è stata già evidenziata già nelle audizioni parlamentari – ha spiegato Guerra – dove è stato ribadito che, come sempre, abbiamo dato un importante contributo al contenimento del disavanzo e alla stabilità della finanza pubblica, pur in presenza di criticità strutturali. Tra queste, la sostenibilità della spesa corrente, la gestione delle crisi finanziarie e le preoccupazioni per la fine del ciclo di investimenti legato al Pnrr, in un quadro aggravato dalle nuove regole europee del Patto di stabilità e dallo scenario internazionale”.
Canelli, da parte sua, ha ribadito che i Comuni restano “una componente sana della finanza pubblica, ma sempre più sotto pressione per l’aumento della spesa corrente e la riduzione degli spazi di investimento. Le stime indicano una possibile perdita di circa 2,2 miliardi nel triennio 2026-2028 tra costi energetici, inflazione, rinnovi contrattuali e gestione delle opere Pnrr”. Tra i temi più critici, il delegato Anci ha indicato le spese obbligatorie per i minori affidati, pari a circa 460 milioni nel 2024, chiedendo di stabilizzare almeno a 250 milioni annui il fondo statale dedicato. Sul fronte della riscossione, il sindaco di Novara ha poi accolto con favore l’ingresso di AMCO nel sistema della riscossione coattiva, ritenendolo uno strumento utile a rafforzare la capacità di recupero delle entrate comunali.
Il segretario generale Anci, Veronica Nicotra, ha infine richiamato la “crescente preoccupazione per l’aumento delle certificazioni di disabilità tra gli studenti e per l’impatto sui bilanci comunali. Serve una riflessione complessiva che coinvolga sanità, Regioni, ministero della Disabilità e Ragioneria dello Stato, per accompagnare con risorse certe l’attuazione della riforma della disabilità e dei progetti di vita affidati ai Comuni”.