Politiche abitative
“L’esperienza del Pnrr ci dice che quando ci sono delle strutture esterne che affiancano i comuni nella capacità di progettare e di gestire l’investimento – che siano delle agenzie pubbliche, delle strutture miste pubblico-privato – alla fine vincono i comuni. Su questo, sulla sensibilità e il miglioramento della qualità energetica del patrimonio edilizio, passi avanti se ne stanno facendo. Adesso abbiamo una grande occasione che è quella del Piano Casa. Uno dei grandi temi da affrontare è quello del patrimonio edilizio pubblico che è estremamente degradato, con tecnologie obsolete e con una qualità energetica bassissima.
Mettere insieme la necessità di una riqualificazione del patrimonio edilizio, richiesta da tutti perché è dignità del vivere, con il miglioramento del nostro patrimonio dal punto di vista energetico è un’ottima opportunità: mi auguro che nel provvedimento del governo ci sia un indirizzo su questo”.
E’ quanto espresso dal sindaco di Napoli e presidente dell’Anci, Gaetano Manfredi, intervistato da Bruno Vespa nell’ambito dell’evento “Energia per competere” tenutosi oggi a Roma.
“Come Anci – ha aggiunto Manfredi – abbiamo più volte chiesto al Governo la necessità di affrontare questo tema. Le nostre stime ci dicono che il patrimonio ERP in Italia ammonta a 750mila unità, di cui oltre il 53% è detenuto dai Comuni (parliamo di oltre 400 mila immobili). Un patrimonio abitativo ampio, quello in capo ai Comuni, che però è segnato da obsolescenza e sottoutilizzo: basti pensare che oltre il 50% delle abitazioni è stato costruito prima del 1980. Allo stesso tempo, i Comuni sono disponibili ad affrontare la sfida con proposte e progetti, nel cassetto già un anno fa si contavano più di 150 progetti segnalati da Città e Comuni capoluogo, già pronti per essere realizzati per un valore complessivo di oltre 1,6 miliardi di euro. Il Piano Casa, dunque, non è solo una questione di numeri o di metri quadri, ma rappresenta il banco di prova decisivo per coniugare sostenibilità ambientale e giustizia sociale, per restituire dignità all’abitare pubblico e futuro alle nostre città.”
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