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POLITICHE AGRICOLE

Anci Lombardia e Coldiretti chiedono modifica della disciplina sull’origine del codice doganale dei prodotti agricoli

7 Aprile 2026

Comuni condividano Mozione per rafforzare azione a livello europeo

Nelle scorse settimane molti Comuni hanno ricevuto dalla Federazione Coldiretti Lombardia una proposta di mozione diretta a chiedere all’Associazione Nazionale Comuni Italiani di farsi promotrice, presso le competenti sedi istituzionali eurounitarie, di una modifica della disciplina sull’origine del codice doganale dei prodotti agricoli e di confrontarsi sul tema con i parlamentari europei eletti sul territorio; inoltre si chiede al Presidente della Regione di attivarsi in questo senso nell’ambito della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome.

Il dipartimento Servizi Pubblici Locali, Ambiente, Politiche Agricole e Green Economy di ANCI Lombardia, su impulso del Presidente Giuseppe Canducci e del Vicepresidente Michele Bornaghi, ha invitato la Federazione Coldiretti Lombardia ad una audizione sul tema, tenutasi il 26 febbraio 2026. Dal confronto con l’associazione agricola è emersa la condivisione dei contenuti della mozione, in quanto l’attuale normativa europea (comma 2 dell’articolo 60 del regolamento UE n. 952/2013) prevede che “le merci alla cui produzione contribuiscono due o più paesi o territori sono considerate originarie del paese o territorio in cui hanno subito l'ultima trasformazione o lavorazione sostanziale ed economicamente giustificata, effettuata presso un'impresa attrezzata a tale scopo, che si sia conclusa con la fabbricazione di un prodotto nuovo o abbia rappresentato una fase importante del processo di fabbricazione”.

Applicata al contesto agroalimentare, la norma consente di qualificare come originario dell’Italia un prodotto la cui materia prima principale proviene da altri paesi ma ha subito l’ultima lavorazione in Italia; questo può pesantemente danneggiare i produttori agricoli locali, che vedono commercializzare come “prodotto del territorio” alimenti derivanti da agricoltura e zootecnia di altre zone; anche il consumatore può essere indotto a fare scelte d’acquisto errate da una comunicazione fuorviante.

Anche a livello nazionale, Michele Conti, Sindaco di Pisa e delegato Anci all’Agricoltura ha chiesto di promuovere presso il Comitato delle Regioni tutte le azioni necessarie a tutela dei nostri prodotti agricoli e alimentari e del Made in Italy, partendo dalla revisione della disciplina sull’origine dei prodotti agricoli e alimentari che deriva dai criteri sull’origine doganale (si veda la notizia alla pagina https://www.anci.it/conti-al-cdr-tutela-dei-prodotti-made-in-italy-da-rivedere-regole-origine-doganale/).

Il 3 marzo 2026, la delegazione Italiana presso il Comitato delle Regioni di Bruxelles ha accolto la richiesta di Anci e Coldiretti di tutelare i prodotti 100% Made in Italy intervenendo sull’art. 60 del Codice doganale. Matteo Bianchi, in qualità di Vice Capo Delegazione (e vicesegretario di ANCI Lombardia), ha illustrato le tappe per l’eventuale revisione della normativa, che coinvolgeranno la presidente del Comitato delle Regioni Kata Tüttő e i Commissari UE di riferimento.  Il tema sarà inserito all’interno del prossimo parere del Comitato dedicato all’Organizzazione Comune di Mercato, l’insieme di norme UE che regolano i mercati agricoli. (si veda la notizia alla pagina https://www.anci.it/agroalimentare-cdr-accoglie-richiesta-sindaco-di-pisa-su-tutela-prodotti-made-in-italu/).

L’approvazione da parte dei Comuni Lombardi  della mozione, che si allega in copia, rafforza l’azione condotta a livello europeo.

I Comuni che intendano procedere con l’approvazione della mozione potranno inviarne copia all’indirizzo posta@anci.lombardia.it.

 

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