Politiche abitative
TEMI: POLITICHE ABITATIVE
“Il nostro auspicio è che si apra rapidamente un tavolo di confronto con il Governo per discutere le misure perché i sindaci sono i primi a gestire le politiche abitative”. Così Sara Funaro, sindaca di Firenze e delegata Anci alle Politiche abitative, intervenuta a Tgcom24, sul tema del Piano Casa e dell’emergenza abitativa.
“I numeri parlano chiaro: oggi abbiamo circa 84.000 alloggi popolari non utilizzati o occupati irregolarmente, nella maggior parte dei casi vuoti. Sono case che potrebbero dare risposte immediate, ma che richiedono investimenti importanti per essere ristrutturate”, ha sottolineato Funaro. “Non bastano interventi una tantum: servono risorse continuative e strutturali perché gli alloggi si liberano costantemente e devono essere rimessi a disposizione in tempi rapidi”.
L’esperienza di Firenze è indicativa. Il Comune – come ha ricordato la sindaca – ha stanziato 20 milioni di euro per il recupero degli alloggi sfitti e, in meno di due anni, ha già riassegnato oltre 550 abitazioni. “Questo dimostra che, quando ci sono le risorse i Comuni e gli enti gestori sono in grado di intervenire in modo efficace. Il nodo resta economico: senza finanziamenti stabili non si riesce a dare continuità alle politiche”.
Nel breve periodo, la priorità è chiara: “Servono risorse immediate da trasferire a Comuni ed enti gestori per ristrutturare gli alloggi disponibili e riassegnarli velocemente. Accanto a questo, è fondamentale il contributo affitto, che sostiene le famiglie sul mercato privato: a Firenze investiamo 4 milioni l’anno, ma non può essere lasciato solo ai bilanci comunali”.
Sul tema poi degli sfratti è necessario un approccio a tutto tondo. “Capisco le esigenze dei proprietari – ha chiarito Funaro – ma non si può accelerare sugli sfratti senza aver prima costruito un sistema che garantisca alternative abitative ai cittadini fragili. Altrimenti si sposta il problema dai tribunali ai servizi sociali aggravando l’emergenza”.
Un altro fronte critico è quello degli affitti brevi, soprattutto nelle città a forte vocazione turistica. “Firenze ha già introdotto uno stop nel centro storico Unesco e misure di regolazione più stringenti. Ma serve una cornice normativa nazionale per tutti i Comuni. Regolare il mercato è indispensabile per garantire equilibrio tra turismo e residenzialità”.
Per Anci la direzione è netta e richiede un cambio di passo: “La prima cosa è aprire subito un tavolo di confronto con i Comuni. Poi servono poteri chiari per regolamentare gli affitti, risorse strutturali per il recupero dell’edilizia pubblica, sostegni all’affitto e un piano di nuova edilizia sociale che guardi anche alla fascia media, oggi sempre più in difficoltà. I Comuni sono pronti a fare la loro parte ma servono strumenti adeguati”.
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