SICUREZZA
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“Il DL Sicurezza incrementa le risorse del Fondo per la sicurezza urbana, ed è un fatto positivo, ma si tratta di risorse limitate al solo 2026. Anche ipotizzando di destinare tutti i 29 milioni del Fondo a nuove assunzioni a tempo determinato, potremmo reclutare circa 725 operatori in un anno. A fronte di un fabbisogno stimato di oltre 11mila unità mancanti, siamo di fronte a una misura insufficiente e, soprattutto, non strutturale. Il tema vero è: cosa accade l’anno successivo? Come stabilizziamo queste persone?”. Lo ha dichiarato il sindaco di Bari e delegato ANCI alla sicurezza urbana e Polizia Locale Vito Leccese, intervenuto oggi a Roma al congresso della CISL Funzione Pubblica in occasione dei quarant’anni dalla legge quadro sulla Polizia Locale.
“ANCI ha chiesto con forza l’avvio di un piano straordinario pluriennale di assunzioni, che consenta di coprire almeno 11.400 unità mancanti, tenendo conto che nei prossimi sette anni sarà necessario gestire anche il ricambio generazionale con ulteriori 23mila ingressi. Numeri di questa portata non possono essere affrontati con interventi una tantum: servono programmazione, formazione e investimenti nel tempo”.
Un ulteriore elemento di criticità quello della videosorveglianza: “Nel 2025 le risorse sono scese a 19 milioni di euro e nel 2026 restano ferme allo stesso livello, a fronte dei 24,5 milioni stanziati nel 2024. Già allora, su 1.666 proposte presentate, solo 336 Comuni avevano ottenuto finanziamenti, lasciandone fuori oltre 1.300. Con questa riduzione il rischio è evidente: è come giocare al gioco dell’oca, senza mai riuscire a fare un reale passo in avanti”.
Leccese ha inoltre richiamato il tema della riforma della Polizia Locale, attualmente all’esame del Parlamento: “È positivo che, dopo quarant’anni, si torni finalmente a discutere di un riordino complessivo. Ma abbiamo dubbi concreti sui tempi di attuazione e sulla reale efficacia delle norme, soprattutto considerando la necessità di successivi decreti legislativi. Senza una forte volontà politica, il rischio è quello di ulteriori rinvii”.
“Restano inoltre aperte alcune criticità rilevanti – ha aggiunto – a partire dagli emendamenti sull’accesso alle banche dati, che non sembrano risolvere i problemi operativi più evidenti. Non è accettabile che un agente della Polizia Locale abbia difficoltà ad accedere in modo tempestivo alle informazioni essenziali sul profilo di una persona fermata, né che debba sostenere costi per l’accesso a banche dati ministeriali sui veicoli, indispensabili per svolgere il suo lavoro”.
Infine, il sindaco di Bari ha ribadito la necessità di un approccio strutturale: “La sicurezza urbana è oggi un vero e proprio diritto di cittadinanza. Ai Comuni vengono attribuite responsabilità crescenti, ma senza strumenti adeguati, organici sufficienti e risorse stabili. Non stiamo chiedendo più competenze, ma coerenza tra ciò che ci viene chiesto e ciò che ci viene messo a disposizione. Dopo quarant’anni, il tempo della riforma non è più rinviabile”.
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