Turismo
“Il turismo accessibile non è un ambito a sé stante, ma attraversa più politiche – cultura, mobilità, servizi, lavoro – e richiede una capacità di coordinamento che nei fatti si gioca soprattutto a livello locale. Sono infatti i Comuni ad avere in carico lo spazio pubblico, a regolare le attività economiche, ad organizzare i servizi, a dialogare con le comunità di residenti, stabili e temporanei. L’accessibilità non dipende da una singola misura ma da una serie di scelte amministrative coerenti”. Lo ha evidenziato Stefano Locatelli, vicepresidente e delegato Anci al Turismo, intervenendo a ‘Italia Insieme, Turismo Accessibile e Territorio’ organizzato a Firenze dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli, per promuovere un confronto sulla piena partecipazione e il diritto di muoversi e viaggiare delle persone con disabilità.
Il vicepresidente Anci ha ricordato come “l’accessibilità nei luoghi della cultura non può essere affrontata solo come adeguamento tecnico o infrastrutturale ma richiede una capacità organizzativa e progettuale diffusa. Le esperienze più recenti – ha spiegato – vanno in questa direzione: formare figure che sappiano integrare accessibilità fisica, cognitiva e comunicativa nella gestione ordinaria dei luoghi culturali. Per i Comuni questo è un punto chiave, perché significa passare da interventi episodici a una gestione stabile dell’accessibilità, che coinvolge personale, servizi di relazione con il pubblico”.
Il delegato al Turismo ha poi posto l’accento sugli investimenti per la rimozione delle barriere fisiche e cognitive. “Si tratta di un passaggio importante perché introduce una programmazione strutturata, con strumenti come i piani di accessibilità e interventi diffusi su musei, biblioteche e archivi. Tuttavia, per i territori il tema non è solo realizzare gli interventi, ma anche metterli a sistema: un museo accessibile – ha sottolineato – non è sufficiente se il percorso per raggiungerlo, le informazioni, i servizi e il contesto urbano non sono fruibili”.
Più in generale per Locatelli è necessario favorire lo sviluppo di un sistema territoriale inclusivo: “l’accessibilità non può essere costruita per singoli interventi ma richiede una regia territoriale. mettendo in relazione mobilità, accoglienza, offerta culturale, servizi sociali e operatori economici. I Comuni sono il livello istituzionale che può tenere insieme questi elementi ma serve un lavoro strutturato di coordinamento con Regioni, imprese e terzo settore. L’obiettivo non è sommare buone pratiche ma costruire ecosistemi locali accessibili, dove ogni componente – dal trasporto all’informazione, fino all’esperienza turistica – sia coerente e integrata”, ha concluso il vicepresidente Anci.
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