Audizioni Anci
“L’Anci chiede una connessione più stretta tra semplificazione normativa, qualità delle clausole, design delle piattaforme digitali e misurazione dei risultati nella vita dei cittadini. Siamo convinti, proseguendo il dialogo istituzionale, che si debba passare da una trasparenza formale ad una trasparenza effettiva; allo stesso modo, dalla digitalizzazione “di adempimento” alla digitalizzazione che porti verso servizi realmente più accessibili, equi e tempestivi. Lo ha detto Marco Fioravanti, presidente del consiglio nazionale Anci e sindaco di Ascoli Piceno, audito in rappresentanza dell’Associazione stamani dalla Commissione per la semplificazione nella indagine conoscitiva sui rapporti tra cittadino, imprese private e Pa riferiti alla trasparenza dei contratti pubblici e delle clausole contrattuali per l’accesso ai servizi.
“I Comuni sono il primo presidio di garanzia di accesso ai servizi, soprattutto per soggetti più deboli, snodo essenziale dell’offerta pubblica e del rapporto diretto con cittadini e imprese. La normativa nazionale – ha sottolineato Fioravanti – dev’essere sostenibile per realtà comunali molto diverse tra loro e compatibili con i vincoli operativi quotidiani. Come Anci riteniamo che, per semplificare i rapporti tra Pa e utente, servano risorse stabili per la digitalizzazione e l’innovazione, ma soprattutto un quadro normativo chiaro e duraturo. Ci sono criticità che abbiamo già rilevato: norme stratificate, linguaggio tecnico, prassi disomogenee, poca chiarezza su diritti, obblighi, tempi e costi) sono le medesime che i Comuni vivono quotidianamente nei propri territori”.
Il presidente del Consiglio nazionale ha quindi elencato le principali richieste dell’Associazione: applicazione effettiva del principio once only: se i dati sono già pubblici o detenuti da amministrazioni o gestori interoperabili, non devono essere ripubblicati o ri-prodotti, così da evitare richieste ridondanti al cittadino, alle imprese o alla stazione appaltante; piena interoperabilità tra banche dati; funzionamento completo delle piattaforme esistenti, come ad esempio il Fascicolo virtuale dell’operatore economico (FVOE) e la Banca dati nazionale contratti pubblici (BDNCP), cosa che garantirebbe il principio di digitalizzazione e la semplificazione del ciclo di vita del contratto; supporto tecnico-organizzativo ai Comuni, soprattutto per quelli di minori dimensioni demografiche; introduzione di uno standard minimo di chiarezza, ovvero di un linguaggio semplice e completo per ogni contratto, regolamento, carta dei servizi.
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