#AnciGiovani2026
“Noi crediamo tutti che l’investimento su Anci Giovani sia un investimento sul futuro del Paese, abbiamo bisogno di giovani amministratori, di ricambio generazionale e di nuove idee. Il Paese ha bisogno di speranza e voi siete la speranza del Paese. Il sindaco deve essere sia manager ma soprattutto artigiano, un vero medico capace di prendersi cura delle proprie comunità, capace di dare risposte ma anche di ascoltare le persone e ridare loro speranza”. Lo ha affermato il presidente dell’Anci e sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, intervenendo alla prima giornata della XV assemblea annuale di Anci Giovani presso la facoltà di Ingegneria dell’Università Federico II.
Intervistato dalla giornalista Rai Manuela Moreno, Manfredi ha inviato un messaggio chiaro alla platea di giovani amministratori. “Siate coraggiosi e anche un po’ incoscienti perché se non vi buttate nessuno vi aprirà la strada. Essere qui in un luogo di formazione e studio ha anche un valore simbolico: far capire che oggi fare politica significa costruire il consenso, ma anche avere competenze. Perché amministrare – ha aggiunto il sindaco di Napoli – è una cosa molto difficile, abbiamo vissuto anni in cui abbiamo trasformato la politica in comunicazione, adesso abbiamo bisogno di trasformare la comunicazione in politica, con amministratori in grado di fare le cose e dire cose vere”. Da qui l’invito lanciato ai giovani di studiare: “L’amministratore deve saper fare e credo che tutti voi siate un po’ gli ambasciatori del saper fare”.
Venendo poi ai temi politici il presidente di Anci ha ribadito come “il blocco delle assunzioni nella Pa di diversi anni è stato il più grande danno provocato in Italia ed ha determinato un invecchiamento enorme del personale”. Il tema riguarda soprattutto il settore della polizia municipale dove si è registrato un decremento di 12 mila vigili. “A Napoli all’insediamento avevo la metà del corpo dei vigili urbano, con un’età media di 59 anni e la metà inabile al servizio in strada. Stiamo lavorando affinché progressivamente si possano recuperare queste unità, noi abbiamo bisogno non solo del permesso, perché siamo in pre dissesto, ma anche delle risorse finanziarie per un reclutamento straordinario. Nell’ultimo decreto sicurezza c’è qualche segnale, c’è l’incremento del finanziamento del fondo sicurezza, la possibilità di utilizzare gli straordinari e di usare la tassa di soggiorno ma è troppo poco”.
Quanto poi alla stagione del Pnrr, Manfredi ha evidenziato due aspetti centrali: “Da un lato è stato sfatato il pregiudizio che gli amministratori locali non sanno concludere le opere avviate, visto che i Comuni sono stati i soggetti istituzionali ad avere speso di più”. Dall’altro “tra Comuni del sud ed altri comuni del Paese c’è stata una percentuale di realizzazione omogenea per le opere e questo significa che il tessuto sociale non è diviso e se si riesce a gestire in modo efficiente i risultati arrivano. La vera sfida – ha concluso – è dare continuità in futuro a questo metodo che mette al centro i Comuni nella gestione delle risorse”.