#AnciGiovani2026
“Anche se i numeri ci dicono che i giovani amministratori sono in calo, non dobbiamo arrenderci e dobbiamo fare di tutto per costruire una rete sempre più forte tra di noi. Anche se non è facile, a noi giovani non manca l’incoscienza e la volontà di fare. E’ sicuramente un segnale importante che questa sia stata l’assemblea di Anci Giovani con il maggior numero di iscritti ed è bello che sia avvenuto qui a Napoli in un luogo simbolo per la rigenerazione urbana della città e del Paese”. Lo ha affermato Domenico Carbone, presidente della Consulta Anci Giovani e sindaco di San Costanzo, nel suo intervento alla XV Assemblea che si è aperta oggi nel capoluogo partenopeo presso l’università ‘Federico II’.
“Già durante l’assemblea dell’anno scorso a Palermo, con il presidente Manfredi, avevamo pensato che sarebbe stato bello rivederci qui in un posto dedicato ai giovani come questa università”, ha aggiunto Carbone. “Un posto dove si formano le competenze del futuro, proprio quelle che noi giovani amministratori vogliamo portare nelle nostre comunità, tanto più che – ha sottolineato – le percentuali di giovani amministratori laureati sono doppie rispetto a quelle dei nostri colleghi più anziani”.
Il coordinatore di Anci Giovani ha poi rimarcato il valore del confronto di oggi, anche alla luce della prima parte dei lavori della mattinata. “Siamo abituati a lavorare così come a fare degli atti amministrativi. Lo facciamo ogni giorno perché c’è bisogno di dare risposte alle nostre comunità. Inoltre, vogliamo dimostrare di aver meritato quella fiducia che ci è stata data da tutti i cittadini, anche non giovani. E’ vero che molti di noi sono stati costretti a lasciare l’Italia per dimostrare il proprio valore, ma è anche vero che chi è stato scelto deve dimostrare di saper fare bene l’amministratore sul territorio”.
Carbone ha chiuso con un messaggio di speranza rispetto al futuro dell’attività del sodalizio. “Il fatto che siamo tanti oggi presenti non deve essere un punto d’arrivo ma può essere un punto di partenza, per rendere più forte la nostra comunità di giovani amministratori. Se siamo pochi non riusciamo ad incidere, dobbiamo avere la forza di avere idee chiare per farci ascoltare dal governo e dal Parlamento. La presenza qui di tre ministri e di due presidenti di regioni è una grande occasione di confronto per fare sentire la voce e le proposte dei giovani amministratori”, ha concluso.
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