#ancigiovani2026
“Viviamo un’epoca di cambiamenti profondi, non episodici. Per questo la pubblica amministrazione non può limitarsi alla gestione dell’ordinario, ma deve essere capace di leggere il contesto, comprendere i fenomeni e costruire risposte strutturali. E in questo quadro il ruolo dei sindaci e degli amministratori locali è cruciale”.
Lo ha detto il ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, intervenendo alla XV Assemblea nazionale di Anci Giovani in corso a Napoli.
“Viviamo una fase segnata da instabilità geopolitiche ed economiche, da transizioni ecologiche, demografiche, digitali e tecnologiche che ci costringono a ripensare il nostro modo di vivere, di lavorare e di organizzare le istituzioni”, ha osservato il ministro, indicando proprio in questo scenario la necessità di una pubblica amministrazione più moderna, più consapevole e più capace di generare risultati.
Nel suo intervento Zangrillo ha insistito sul fatto che la “vera pubblica amministrazione” non sia soltanto quella centrale, ma soprattutto quella che ogni giorno è a contatto con cittadini e imprese. “La vera pubblica amministrazione è quella dei sindaci, degli amministratori locali, di chi quotidianamente ha la necessità di dare risposte concrete alle comunità”, ha detto, definendo il sindaco figura decisiva nel rapporto tra istituzioni e territori.
Ampio spazio è stato dedicato al contributo che possono portare i giovani. Richiamando il valore delle nuove generazioni nella capacità di leggere il cambiamento, il ministro ha osservato che i giovani amministratori hanno un approccio meno condizionato dagli schemi consolidati e per questo possono offrire alle istituzioni visioni nuove e soluzioni più coraggiose.
“I giovani hanno la capacità di intercettare i segnali del cambiamento, di coglierne la direzione e di anticiparlo. Avete una grande responsabilità: rendere disponibili le vostre idee, le vostre visioni, proporre quello che magari altri non hanno il coraggio di dire o di fare”.
Zangrillo ha poi sviluppato una riflessione sulla qualità della pubblica amministrazione, sostenendo che essa dipende anzitutto dalla qualità delle persone che vi lavorano. “La qualità di un’organizzazione è direttamente proporzionale alla qualità delle risorse che vi operano”, ha spiegato, aggiungendo che per rendere davvero attrattiva ed efficace la PA occorre mettere le persone al centro, valorizzarne competenze, motivazioni e senso di appartenenza.
Su questo piano il ministro ha indicato tre priorità: reclutamento, formazione e merito.
Sul reclutamento ha ricordato il lavoro svolto dal governo negli ultimi anni per rendere più rapidi e accessibili i concorsi pubblici, anche attraverso strumenti digitali sviluppati in collaborazione con l’Università Federico II.
“Nell’ultimo triennio abbiamo assunto 614mila persone nella pubblica amministrazione e per la prima volta dopo molti anni la curva dei dipendenti pubblici è tornata a crescere”, ha detto, ricordando come il blocco del turnover abbia pesato a lungo sulla capacità organizzativa del sistema pubblico.
Sul tema della formazione, Zangrillo ha quindi parlato di una leva decisiva per affrontare le trasformazioni in atto.
“La formazione oggi non è un lusso, ma una necessità”, ha affermato, spiegando che non bastano più solo competenze tecniche, ma servono anche capacità relazionali, gestionali e umanistiche per costruire organizzazioni in cui le persone si sentano parte di un progetto e non semplicemente ingranaggi di una macchina amministrativa.
Il ministro ha infine insistito sul tema del merito, definendolo essenziale per migliorare il funzionamento della pubblica amministrazione.
“La pubblica amministrazione italiana deve imparare a premiare il merito”, ha detto, sottolineando che valorizzare chi lavora bene non è in contrasto con i principi di imparzialità e trasparenza, ma al contrario è uno strumento per rendere più forte la missione pubblica e più credibile l’intero sistema.
A suo giudizio, la figura del dirigente pubblico deve evolvere sempre più verso quella di un leader capace di costruire visioni, far crescere le persone e guidare il cambiamento, in questa prospettiva anche i giovani che entrano nella pubblica amministrazione devono essere considerati non come soggetti da adattare a modelli già dati, ma come risorse in grado di orientare il futuro delle organizzazioni pubbliche.
“Il futuro non è qualcosa che accade, è qualcosa che si costruisce”, ha concluso Zangrillo. “E costruirlo significa dare spazio a visioni nuove, valorizzare le persone e mettere la pubblica amministrazione nelle condizioni di essere davvero al servizio del Paese”.
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