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#ANCIGIOVANI2026

Anci Giovani, da Ipsos, Ifel e Svimez un quadro sulle sfide delle nuove generazioni

17 Aprile 2026

A Napoli il focus su giovani, territori e futuro tra lavoro, demografia, mobilità e diritto a restare

Nel corso della giornata di apertura della XV Assemblea nazionale di Anci Giovani, in programma a Napoli, gli interventi di Eva Sacchi Direttrice Affari Istituzionali IPSOS, Pierciro Galeone Direttore IFEL e Luca Bianchi Direttore Generale SVIMEZ hanno offerto un quadro articolato delle principali criticità che oggi attraversano la condizione giovanile e i territori.

Dalla ricerca Ipsos, realizzata su un campione di mille giovani tra i 18 e i 35 anni, emerge una generazione che si percepisce determinata, adattabile e desiderosa di mettersi in gioco, ma allo stesso tempo segnata da una forte preoccupazione per il futuro. Tra i temi più sentiti figurano il costo della vita, il lavoro, la salute mentale, la casa e la possibilità di costruire un progetto di vita stabile, spesso immaginato lontano dalla città o dalla regione di origine.

Nel suo intervento, Pierciro Galeone ha richiamato l’attenzione sugli effetti di lungo periodo del calo demografico, dell’invecchiamento della popolazione e della nuova geografia delle opportunità, sottolineando come welfare, casa e mobilità siano destinati a diventare ambiti sempre più decisivi per le politiche locali. Un passaggio centrale ha riguardato anche la condizione dei Comuni, chiamati a governare trasformazioni complesse con risorse economiche, umane e tecnologiche sempre più sotto pressione.Sul versante dei divari territoriali, Luca Bianchi ha posto l’accento sul carattere sempre meno libero della mobilità giovanile, descrivendo un Paese attraversato da una doppia dinamica: da un lato il trasferimento dal Sud verso il Centro-Nord, dall’altro la crescita dell’emigrazione qualificata verso l’estero. Un fenomeno che, ha spiegato, impoverisce i territori e rende urgente costruire condizioni che rendano reale il diritto a restare, a partire da salari adeguati, infrastrutture sociali e lavoro di qualità. Dal Rapporto Svimez 2025 emerge infatti che, a fronte di una crescita dell’occupazione giovanile nel Mezzogiorno, continua l’esodo: tra il 2022 e il 2024 sono stati 175mila i giovani che hanno lasciato il Sud verso il Centro-Nord e l’estero.I tre interventi hanno così restituito, da angolazioni diverse ma complementari, un messaggio convergente: le nuove generazioni chiedono prospettive, strumenti e condizioni concrete per poter scegliere il proprio futuro, e i Comuni restano un presidio decisivo per trasformare questa domanda in politiche pubbliche efficaci.

 

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