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“I Comuni sono i primi presìdi delle comunità educanti e possono fare la differenza nel contrasto alla povertà educativa e alla dispersione scolastica”. Lo ha dichiarato la delegata Anci all’Istruzione e sindaca di Bergamo, Elena Carnevali, audita oggi presso la VII Commissione del Senato nell’ambito dell’indagine su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica.
Carnevali ha evidenziato il ruolo centrale dei Comuni nella tutela del diritto allo studio, attraverso servizi essenziali come trasporto scolastico, mense, libri gratuiti per la scuola primaria e assistenza agli studenti con disabilità. “Gli enti locali sostengono quotidianamente questi servizi, sopperendo con risorse proprie a fondi statali spesso insufficienti”, ha ricordato.
Particolare attenzione meritano i servizi rivolti alla fascia 0-6 anni, fondamentali per prevenire disuguaglianze: oltre l’80% dello sviluppo cognitivo e socio-emotivo avviene nei primi anni di vita. Il Pnrr prevede oltre 150.000 nuovi posti, di cui 120.000 negli asili nido.
“È fondamentale garantire ai Comuni le risorse necessarie per attivare e gestire questi nuovi servizi” ha sottolineato la sindaca.
Anche i costi per l’assistenza agli studenti con disabilità sono in crescita: i Comuni spendono oltre 720 milioni annui a fronte di 132 milioni di contributi statali. “L’aumento delle certificazioni e dei bisogni rende sempre più impegnativo lo sforzo dei Comuni: servono coperture adeguate finalizzate all’assistenza per gli alunni con disabilità nell’ambito del Fondo unico per la disabilità”, ha aggiunto Carnevali.
Sul fronte della dispersione scolastica, oltre all’abbandono precoce, si registra la cosiddetta “dispersione implicita”, legata al mancato raggiungimento delle competenze di base. Le fasi più delicate nelle quali si registrano i maggiori rischi di abbandono coincidono con i passaggi tra i diversi cicli di istruzione e tra gli studenti con background migratorio. Un fenomeno che registra una lieve diminuzione secondo gli ultimi dati Invalsi, ponendoci nella traiettoria degli obiettivi dell’Ue.
“Per affrontare queste sfide – ha evidenziato la delegata Anci – servono politiche integrate e stabili, capaci di rafforzare la comunità educante e sostenere progetti sul territorio ”.
Tra le priorità indicate da Anci ci sono il rafforzamento del ruolo dei Comuni nella governance educativa, il sostegno con finanziamenti strutturali ai servizi territoriali e dei progetti extra scuola realizzati con il terzo settore – dalla progressiva estensione del tempo pieno ai centri estivi, dalle attività culturali, aggregative a quelle sportive – il rilancio dei Patti educativi di comunità e la diffusione delle “Scuole aperte”, che trasformano gli istituti scolastici in poli civici ed educativi vivi e attivi per tutta la giornata.
Carnevali ha, infine, ribadito la disponibilità di Anci a collaborare con Parlamento e Governo per costruire politiche educative più efficaci e inclusive, sottolineando che investire sull’educazione significa investire sul futuro delle comunità e del Paese.
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