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Edilizia scolastica, Carnevali: "Partenariato modello positivo, garantire ai Comuni continuità investimento nel sistema"

13 Febbraio 2026

La sindaca di Bergamo e delegata ad Istruzione e edilizia scolastica al convegno Ance su ‘Il ruolo del partenariato pubblico-privato nello sviluppo dell’edilizia scolastica’

“Anche se la sentenza del 5 febbraio 2026 della Corte di Giustizia Ue ne ha bocciato uno dei pilastri storici, il diritto di prelazione del promotore, la finanza di progetto, rappresenta oggi uno degli strumenti più strategici e innovativi a disposizione di Comuni e Città Metropolitane per rispondere alle crescenti esigenze infrastrutturali e di servizio per i territori. Come Anci lavoriamo affinché il partenariato pubblico/privato non sia solo un modello di realizzazione di un investimento alternativo all’appalto, ma una reale opportunità per modelli di governance collaborativa essenziali per affrontare le sfide economiche, sociali e ambientali”. Lo ha evidenziato Elena Carnevali, sindaca di Bergamo e delegata ad Istruzione, politiche educative e edilizia scolastica, nel suo intervento al convegno su ‘Il ruolo del partenariato pubblico-privato nello sviluppo dell’edilizia scolastica’, promosso a Roma dall’Ance.
La delegata Anci ha ricordato che non “a caso nel 2024 sono stati proprio i Comuni, a registrare un significativo aumento di contratti di partenariato pubblico privato: 41% del totale dei contratti di PPP a fronte del 35% nel 2022 secondo i dati del DIPE contenuti nella relazione annuale 2025 sul PPP”. Tutto questo, a suo parere, perché “il Partenariato Pubblico Privato, è un’operazione economica di lungo periodo fondata sulla collaborazione tra amministrazioni pubbliche e operatori privati e lo strumento, se bene utilizzato, consente di allocare il rischio operativo della realizzazione di lavori o della gestione di servizi in capo a soggetti privati”. Accanto a questo, secondo la sindaca di Bergamo va evidenziato che “i progetti realizzati in Ppp vengono collaudati in tempi più rapidi con un risparmio medio del 10% dei tempi, mentre lo stesso PNRR cita questo modello come potenziale strumento per ‘operare un effetto leva’ in grado di aumentare l’impatto del Piano stesso e di agevolare la realizzazione di interventi di pubblica utilità”.
Quanto poi all’esperienza del Pnrr, Carnevali ha sottolineato come abbia funzionato consentendo di raggiungere gli obiettivi. “I Comuni hanno dimostrato di essere il comparto più virtuoso nella capacità di spesa e realizzazione dei progetti. Come comparto siamo ora in attesa di capire come si proseguirà dopo la scadenza originaria del 2026”. In questo senso, la delegata, nel ringraziare “il ministro Valditara, per l’impegno nel finanziamento per l’edilizia scolastica destinato ai Comuni e Città Metropolitane, con il quale è stato riqualificato circa  il  25%  degli  edifici,   tuttavia  resta  ancora un numero significativo di edifici scolastici quasi il  75  %  da riqualificare,  mettere in  sicurezza  per  la parte sismica e antincendio.  Sarà pertanto necessario individuare ulteriori risorse, anche in previsione della conclusione del PNRR”. La Carnevali, inoltre, ha sottolineato l’importanza di attivare canali formativi e informativi stabili con i principali stakeholder per favorire la capacità di investimento dei progetti di Comuni e Città Metropolitane”.

Nel corso del convegno è intervenuto anche il delegato alla Finanza locale Alessandro Canelli. “La sentenza della Corte Ue potrà forse ‘rallentare’ il contributo dei privati ma rappresenta anche una opportunità per i Comuni che devono strutturarsi anche con percorsi mirati di formazione. Quando sono diventato sindaco nel 2016 – ha evidenziato – nessuno voleva realizzare progetti con il partenariato pubblico-privato, ora quella resistenza è caduta e nel mio Comune abbiamo numerose gestioni di servizi con questo modello”. Per il delegato Anci questo modello di investimento “ha dato e potrà dare una grossa mano, soprattutto in un orizzonte in cui nel comparto comunale, negli ultimi 15 anni, siamo passati da 8 miliardi di investimenti fissi lordi ad oltre 21 miliardi. Il privato non deve rimanere un tassello minoritario nella strategia di investimento nella pubblica amministrazione, ma deve continuare a essere al centro dell’attenzione delle scelte”, ha auspicato Canelli.

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