AMBIENTE
TEMI: AMBIENTE
“I Comuni sono chiamati sempre più spesso a fronteggiare gli effetti dei fenomeni climatici estremi, ma alle responsabilità devono corrispondere risorse adeguate, professionalità e procedure che consentano di intervenire in tempi certi”. Lo ha sottolineato Giuseppe Sacco, sindaco di Roccasecca e delegato Anci all’Ambiente e Territorio, intervenendo oggi, 27 ottobre 2026, in audizione davanti alla Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera sul decreto-legge n. 177 del 2026.
L’Associazione valuta positivamente gli obiettivi del provvedimento, che interviene sulle criticità ambientali e climatiche, sul dissesto idrogeologico, sulle bonifiche e sull’economia circolare, chiedendo però di rafforzare le disposizioni che incidono direttamente sull’azione dei Comuni.
Un primo punto riguarda il Fondo per la gestione degli eventi imprevedibili correlati all’ambiente e al clima. ”La previsione del Fondo è importante, – ha evidenziato Sacco – ma la dotazione appare insufficiente rispetto alle necessità dei Comuni e delle Città metropolitane. Occorre inoltre evitare che tempi amministrativi troppo rigidi finiscano per determinare la revoca di risorse destinate a interventi necessari”. Anci propone quindi di legare l’eventuale revoca al mancato avvio della procedura di gara entro 180 giorni, anziché alla mancata assunzione di un’obbligazione giuridicamente vincolante.
L’Associazione chiede inoltre che i Comuni siano coinvolti nella definizione delle modalità di attuazione del Fondo, attraverso un’intesa in Conferenza Stato-Città, e che tra gli interventi finanziabili vengano indicate espressamente le misure di adattamento climatico urbano: mitigazione delle isole di calore, raffrescamento degli spazi pubblici, infrastrutture verdi e blu e soluzioni basate sulla natura.
“La messa a dimora di nuove alberature, la forestazione urbana e la rinaturalizzazione sono strumenti ormai indispensabili per rendere le nostre città più resilienti. Il problema – ha aggiunto il sindaco – è che spesso anche interventi di interesse pubblico vengono rallentati da procedure complesse. Serve un quadro più uniforme, capace di tenere insieme tutela del paesaggio e possibilità per i Comuni di agire”.
Da qui la proposta Anci di semplificare i procedimenti per gli interventi comunali conformi alle prescrizioni paesaggistiche, favorendo indirizzi nazionali comuni e un coordinamento preventivo tra Comuni, Soprintendenze e Regioni.
Nel corso dell’audizione Anci ha richiamato anche le disposizioni sull’economia circolare e sui sistemi di responsabilità estesa del produttore (EPR), valutando positivamente il rafforzamento delle regole di trasparenza e prevenzione dei conflitti di interesse, ma chiedendo maggiori garanzie anche sulle decisioni che incidono direttamente sui corrispettivi riconosciuti ai Comuni e ai gestori.
“Le nostre proposte – ha concluso Sacco – puntano a un obiettivo semplice: trasformare più rapidamente le risorse disponibili in interventi concreti per la sicurezza, la qualità ambientale e la vivibilità dei territori”.
Temi più visti
PRIVACY, FONTANA, ELEZIONI, FEDERALISMO FISCALE, MONTAGNA, BANDI, AUTONOMIA REGIONALE, SEAV, SERVIZI PUBBLICI LOCALI