Comuni
“Fatemi prima di tutto esprimere la solidarietà e la vicinanza da parte di ANCI Lombardia a Confcommercio e ai commercianti che hanno vissuto i giorni difficili delle ultime settimane, solidarietà e vicinanza. Credo che il tema della sicurezza, della serenità con la quale si può iniziare la propria attività tutti i giorni, sia un tema assolutamente fondamentale. I Comuni sono pronti a fare la loro parte, credo che questo chiami uno sforzo della Repubblica complessivamente, uno sforzo di coesione e di impegno condiviso da parte di tutti i livelli istituzionali, ciascuno per la propria parte”. Così Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia, ha aperto il suo intervento questa mattina a Milano in occasione dell’incontro “Città vive, territori forti – Il ruolo dei Distretti del Commercio tra economia, comunità e rigenerazione urbana”, promosso da Confcommercio Lombardia e dedicato al ruolo strategico dei Distretti del Commercio nel sostenere lo sviluppo economico, rafforzare la coesione delle comunità e accompagnare i processi di rigenerazione urbana e territoriale.
Continuando nella riflessione sugli eventi di cronaca delle ultime settimane, che han visto diverse attività commerciali assalite nel corso di manifestazioni, Guerra ha evidenziato “la necessità di una condivisione non soltanto tra i livelli delle rappresentanze istituzionali di governo, ma anche con i corpi sociali, con le forze economiche e sociali del nostro Paese, per costruire le condizioni possibili di una sicurezza condivisa, di una sicurezza collettiva. Credo, anche, che un passaggio come questo, che porta dietro quello che è accaduto ragioni di difficoltà di rottura sociale e generazionale, di problemi di tenuta del tessuto sociale, della coesione tra le generazioni e che porta dietro di sé la sofferenza di passaggi difficili che non solo il nostro Paese sta affrontando, dentro un mondo che sta cambiando a una rapidità straordinaria, facendo venir meno discussioni, certezze, relazioni, sistemi, rapporti che si erano costruiti lungo decenni, facendo saltare organizzazioni internazionali che erano nate per costruire una condizione di pace e di condivisione, ci chiami a garantire serenità a chi lavora, garantire sicurezza ai cittadini, siamo chiamati anche a costruire assieme risposte che consentano di vivere meglio in questo tempo ci è dato di vivere. E credo che questo ci ha chiesto di prenderci cura di questo nostro Paese, di prenderci cura delle città, delle comunità, dei Paesi, di prenderci cura dei nostri cittadini, di chi lavora e della nostra gente”.
Guerra ha quindi portato a esempio le attività di ANCI Lombardia, “un'Associazione, come quella nazionale, nella quale lavorano insieme Amministratori e Sindaci, delle più diverse appartenenze politiche, che trovano testardamente e cocciutamente, anche con fatica le condizioni per lavorare insieme, per costruire proposte condivise che possono servire a tutti i Paesi. E credo che questa sia una richiesta che tutti i nostri corpi sociali, le istituzioni rappresentative, devono rivolgere alla politica, perché dentro questo passaggio così complesso e così duro per molti aspetti, la politica tutta, trovi il passo della responsabilità condivisa, trovi il senso di superare una fase di scontro e di tifoserie che si guardano da una curva all'altra, il senso di una responsabilità nella quale il consenso non si costruisca soltanto giorno dopo giorno con i like sui social, ma abbia la forza, il coraggio e la responsabilità di lavorare assieme per dare un futuro a questo Paese e guardare più in là di quello che sarà l'esito del sondaggio di domani. È un passaggio complesso che parla anche della vita delle nostre comunità attualmente, di come si sta nelle città, come nei paesi, e dentro le città, dentro i paesi, il commercio di prossimità è uno strumento, è un elemento essenziale, un soggetto attivo, non è un pezzo di una politica urbanistica o di una comunicazione di attività commerciale, è un elemento di vitalità, è un elemento che fa coesione. Abbiamo tanto bisogno che ci sia uno sforzo comune da questo punto di vista e allora c'è bisogno che le istituzioni facciano la loro parte nel costruire politiche che consentano a voi di dare il contributo che potete dare a questo nostro Paese”.
In tale contesto, avverte il Presidente di ANCI Lombardia, “esistono Paesi, esistono città, esistono realtà molto diverse, esistono realtà commerciali molto diverse, anche nella nostra regione del 1500 Comuni. Non c'è un'unica ricetta per far tornare e mantenere al centro della vita delle comunità le attività commerciali di possibilità. Esistono nelle città e nelle periferie strade senza negozi che sono strade dove si perde l'elemento della socialità, ma esistono nelle aree montane di tanti piccoli Comuni negozi senza clienti ed esistono nelle aree a maggior successo turistico negozi senza residenti. Allora, sono compiti improbi, però lo sforzo dovrebbe essere quello di provare a ritrovare e ricostruire per ogni diversità un equilibrio possibile, sostenibile per l'imprenditore e sostenibile per una comunità che ha bisogno di quell'impresa e di quell'imprenditore dentro quel territorio per vivere meglio”.
Per Guerra, “i Distretti del Commercio servono a questo”, e pertanto “ringrazio Regione Lombardia per aver creduto in questo strumento e per aver condiviso e ragionato sulla possibilità di rendere sempre più uno strumento utile, al di là dello stesso investimento fisico che può finanziare in un certo passaggio, per farlo diventare sempre di più un possibile strumento di governo condiviso del territorio e delle dinamiche di quel territorio, da fare assieme. Dobbiamo lavorare ancora di più per fare in modo che i progetti dei distretti del commercio, la vita dei distretti del commercio diventino ancora più di quanto non lo siano state, diventino sempre di più condivisione di una progettualità che riguardi la vita di quel territorio. I Distretti del Commercio possono essere interpreti e diventare sempre più interpreti della capacità di pensare al commercio come una delle infrastrutture sociali di quello sforzo di coesione al quale abbiamo fatto riferimento”.
Concludendo, il Presidente di ANCI Lombardia ha osservato che “non tutti i Comuni hanno gli strumenti e le competenze e le possibilità e le capacità di partecipare a un programma così ambizioso dal punto di vista della costituzione dei distretti come elementi di governo di un territorio, però come Anci noi abbiamo accettato la sfida di coesione e diamo assistenza ai Comuni, abbiamo bisogno di rendere più robusto anche il sistema dei Comuni, promuovendo le forme, le modalità di cooperazione, di gestione associata, di pianificazione associata, perché per stare al livello delle sfide che abbiamo davanti tutti assieme c'è bisogno insomma di irrobustirli un po'”.
L’incontro ha offerto un’occasione di approfondimento sulla conoscenza, sull’evoluzione e sulle attività dei Distretti del Commercio, attraverso un confronto tra istituzioni, mondo accademico e protagonisti direttamente impegnati nella loro realizzazione, con l’obiettivo di condividere esperienze, prospettive e buone pratiche. I Distretti del Commercio rappresentano, infatti, un importante spazio di collaborazione tra enti locali, imprese e comunità, nel quale le politiche per il commercio si intrecciano con quelle dedicate alla qualità urbana, all’attrattività dei territori, alla sostenibilità e alla valorizzazione delle identità locali.
Ad aprire i lavori della mattinata è intervenuto il Presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, che ha evidenziato come “la settimana scorsa sia stata una settimana complessa” e in questi giorni, “come Confcommercio ho portato nostra vicinanza non solo di sentimenti ma operosa a chi è stato colpito”.
Per Sangalli è “impossibile non pensare alle persone giovani, che spesso arrivano dalle periferie, avamposti di una difficile integrazione”, però nella identità di Confcommercio non vede solo “il bersaglio di devastazioni, ma anche l’antidoto, perché mettersi in proprio è sinonimo di autodeterminazione che stimola il mettersi in gioco e le vetrine sono dei presidi sociali dove il territorio si svuota”. Per il Presidente, “parlare di negozi e di commercio è parlare di attualità, e cambiare i tempi insieme è semplice”.
Guardando ai Distretti del Commercio, Sangalli ha ringraziato “Regione Lombardia per l’impegno e ANCI Lombardia per i 180 progetti presentati dai Comuni”, e ha concluso guardando alla annosa questione della “desertificazione dei territori”, per affrontare la quale si deve riflettere sul tema della “rigenerazione, che deve essere anche una rigenerazione umana”.
Da Regione Lombardia ha preso la parola l’Assessore allo sviluppo economico Guido Guidesi, per il quale “la discussione che dobbiamo fare è che, con grande voce da parte di questo territorio, dobbiamo dire che se uno fa il commerciante deve essere sicuro di poterlo fare”; “dobbiamo pretendere che ognuno di voi sia messo al sicuro nella propria attività e andare a lavorare al mattino sicuro di poterlo fare perché se questa cosa non succede, il tema non è la desertificazione del commercio, il tema è il non rispetto dei principi di una democrazia che si basano sulla sicurezza di coloro i quali vogliono acquistare qualcosa e di coloro i quali hanno sfidato loro stessi rischiando del loro per aprire una propria attività”.
Considerati gli oltre 100 partecipanti all’evento in presenza, Antonio Lamiranda, Presidente del Dipartimento commercio, attività produttive, lavoro e smart city-land di ANCI Lombardia, ha manifestato la sua soddisfazione e ha considerato che “Il convegno ospitato presso Confcommercio Milano è stata un'importante occasione di confronto per condividere esperienze, individuare criticità e ragionare sulle prospettive future dei Distretti. Ora è fondamentale tradurre il dialogo in azioni concrete: semplificare gli strumenti a disposizione degli enti locali, rafforzare il coordinamento tra pubblico e privato e sostenere progetti che producano risultati misurabili per le imprese e per i cittadini”.
Per Lamiranda “i Distretti del Commercio rappresentano uno strumento strategico per rafforzare la vitalità economica e sociale dei nostri territori. Sono un esempio concreto di come la collaborazione tra Comuni, associazioni di categoria e operatori economici possa tradursi in progettualità capaci di sostenere le attività commerciali, valorizzare i centri urbani e migliorare la qualità della vita delle comunità locali. Come ANCI Lombardia, riteniamo fondamentale continuare a investire su questo modello di cooperazione, mettendo le amministrazioni comunali nelle condizioni di svolgere un ruolo attivo nella programmazione e nello sviluppo del commercio di prossimità. I Comuni conoscono le esigenze dei propri territori e possono contribuire a costruire strategie mirate, in grado di rispondere alle trasformazioni del mercato e alle nuove abitudini dei consumatori. La sfida è mantenere vivi i nostri centri urbani, contrastare la desertificazione commerciale e creare condizioni favorevoli affinché le attività di vicinato possano continuare a essere un presidio economico, sociale e di sicurezza per le comunità. Per raggiungere questi obiettivi è necessario un impegno condiviso, con politiche territoriali coerenti, risorse adeguate e una collaborazione stabile tra istituzioni e rappresentanze economiche”.
Concludendo, il Presidente del Dipartimento commercio ha evidenziato che “ANCI Lombardia continuerà a promuovere il confronto con Regione Lombardia e con le associazioni di categoria, affinché i Distretti del Commercio possano consolidarsi sempre più come motori di sviluppo locale, innovazione e rigenerazione urbana. Il commercio di prossimità non è soltanto un'attività economica: è una componente essenziale dell'identità e della coesione dei nostri territori”.
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