Salute
TEMI: WELFARE
In occasione della giornata internazionale di consapevolezza sulla balbuzie, Anci e Associazione LEA APS (Libera l’Espressione Autentica) hanno siglato un Protocollo d’Intesa triennale. Con il protocollo, per la prima volta Anci attiva una collaborazione coordinata a livello nazionale per tutelare i diritti delle persone con balbuzie e promuovere contesti sociali, educativi e lavorativi inclusivi. (Scarica il manifesto)
“Con questo protocollo, l’Anci riafferma un principio semplice: nessun cittadino deve sentirsi escluso perché ha bisogno di più tempo per farsi ascoltare. Partiamo dai Comuni, luoghi di lavoro e sportelli aperti ai cittadini”, afferma Roberto Pella, vicepresidente e delegato a Sport, Salute, Politiche giovanili e Aree interne. “Formare il personale, superare i pregiudizi negli uffici pubblici e diffondere nelle comunità locali la cultura dell’ascolto e del rispetto dei tempi di ciascuno è per noi un dovere costituzionale e un segno concreto di civiltà. Per questo ho sottoscritto il Manifesto di LEA e invito tutti i sindaci a aderire, perché ogni voce abbia valore, a partire dai giovani, che a scuola e nello sport devono potersi esprimere senza paura del giudizio”.
Per Sista Carandini, presidente associazione LEA, “la firma del protocollo è un traguardo importante e una leva di cambiamento sociale: ringraziamo Anci per sensibilità e visione. La balbuzie è un disturbo della comunicazione, ma troppo spesso diventa un ostacolo a causa di barriere e pregiudizi. Sapere che i Comuni, a partire dai primi firmatari del Manifesto, si impegnano al nostro fianco ci rassicura: stiamo costruendo una società in cui nessuno debba più aver paura di far sentire la propria voce”.
Il protocollo prevede campagne informative e formative, seminari e tavoli di confronto rivolti a cittadini, famiglie, docenti, operatori sanitari, amministratori e mondo del lavoro, oltre a supporto per i Comuni che vorranno avviare iniziative con LEA. Primo atto è la diffusione del “Manifesto per la tutela e la libera espressione autentica delle persone con balbuzie”, già firmato da Alpago, Bari, Catania, Isola del Liri, Poggibonsi, Senigallia, Spoleto, Valdengo. I numeri: circa 1 milione di persone balbuzienti in Italia; tra i giovani, il 43-61% subisce bullismo o isolamento; sul lavoro, il 20% rinuncia a opportunità di crescita per timore del giudizio.
Da parte sua Matilde Celentano, sindaco di Latina e delegata Anci al Welfare e alle Politiche sociali, si dice “orgogliosa di aver firmato il Protocollo, che tocca un tema delicato e troppo spesso trascurato: il diritto alla libera espressione. La balbuzie è una modalità differente di comunicare che incide sulla vita emotiva e relazionale ed espone troppi giovani al rischio di isolamento e discriminazione. Con questo accordo e l’adesione al manifesto di LEA, i Comuni rinnovano l’impegno per un welfare di prossimità che sappia ascoltare e accogliere: vogliamo uffici, scuole e comunità locali che siano spazi sicuri e inclusivi”.
“La ricerca parla chiaro: la balbuzie, riconosciuta dal DSM-5 tra i disturbi del neurosviluppo, impatta sulla sfera emotiva e relazionale, esponendo bambini e ragazzi a un rischio di bullismo e isolamento fino a tre volte superiore e condizionando le scelte scolastiche e professionali degli adulti”, aggiunge Chiara Comastri, responsabile scientifica dell’associazione LEA e psicologa. Protocollo e Manifesto permettono di spostare il focus dalla difficoltà verbale alla cultura dell’ascolto e delle buone pratiche replicabili”.
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