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Regolamento alloggi, Funaro: “Bene regole in ambito Ue, ma serve più flessibilità a Città”

15 Ottobre 2026

La delegata Anci alle politiche abitative è intervenuta in audizione presso la Commissione Politiche Ue del Senato sulla proposta di regolamento europeo

“Anci giudica positivamente la possibilità di avere una regolamentazione in ambito europeo delle locazioni brevi, che abbiamo richiesto più volte come Associazione, anche a livello nazionale. Ed infatti l’incremento dei flussi turistici sta determinando, soprattutto in alcune città, trasformazioni urbanistiche profonde con effetti sui quartieri, in particolare nei centri storici, e sulla gestione dei servizi pubblici locali. Non a caso esistono già regolamentazioni del fenomeno a livello di singole Città”. Così Sara Funaro, sindaca di Firenze e delegata Anci alle politiche abitative, intervenuta in audizione presso la Commissione Politiche Ue del Senato sulla proposta di regolamento europeo, che istituisce un quadro di misure a salvaguardia della disponibilità di alloggi e della loro accessibilità economica (consulta il documento Anci).
Al centro delle osservazioni dell’Anci c’è la definizione eccessivamente rigida delle aree in cd ‘tensione abitativa’. “La proposta europea prevede per l’intervento regolatoria delle singole realtà locali una soglia del rapporto tra prezzo delle abitazioni e reddito medio disponibile pari o superiore a 8, un aumento del rapporto nei dieci anni precedenti e la previsione che la tensione abitativa non si attenui nei tre anni successivi. Questi eccessiva rigidità rischia di escludere dal potere regolatorio Città in cui il disagio abitativo è grave, ma segue un andamento statistico diverso. Serve invece un quadro normativo più flessibile, basato su un paniere più ampio di indicatori.”
Un altro punto critico riguarda l’obbligo di dimostrare che le locazioni brevi o gli usi degli immobili residenziali diversi dalla residenza principale abbiano influito negativamente sulla disponibilità o sull’accessibilità economica degli alloggi per almeno i tre anni precedenti.
“Un test causale così stringente – ha spiegato la delegata Anci – può limitare il potere decisionale delle autorità locali, costringendole ad attendere che il danno sia dimostrabile prima di intervenire. Questo indebolisce la possibilità di agire in via preventiva, soprattutto nei quartieri in cui le trasformazioni sono molto rapide”.
Funaro ha rimarcato inoltre che “gli oneri probatori e amministrativi richiesti dalla proposta europea, che impongono alle amministrazioni di dimostrare la tensione abitativa, il nesso causale, la necessità e la proporzionalità delle misure, oltre all’inefficacia di alternative meno restrittive, può essere gestibile per amministrazioni di grandi dimensioni ma particolarmente difficile per i Comuni più piccoli, con minori capacità analitiche”. Questione a cui si aggiunge “la necessità di chiarire che restano salve tutte le regolamentazioni già vigenti delle locazioni a breve termine approvate dalle Cittá”.
La Sindaca di Firenze ha chiesto infine che la Commissione nell’espressione del parere apporti i seguenti correttivi: chiarire che restino salve tutte le regolamentazioni già vigenti delle locazioni a breve termine già approvate dalle Città; introdurre maggiore flessibilità nella definizione di tensione abitativa sostituendo o integrando la soglia unica del rapporto prezzo/reddito con un paniere più ampio di indicatori rilevanti a livello delle singole Città; attenuare il requisito triennale consentendo un’azione preventiva laddove prove solide dimostrino un rischio grave ed imminente per la disponibilità o l’accessibilità di alloggi.

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