Istruzione
A 25 anni dal settembre 2000, quando è stata avviata in Italia l’autonomia scolastica, prevista da una serie di provvedimenti assunti nella fase finale degli anni ’90 del secolo scorso, per rispondere alla domanda di decentramento amministrativo e per valorizzare il ruolo dei territori nell’erogazione del servizio scolastico, ANCI Lombardia ha promosso un confronto con Comuni e Istituzioni, per evidenziare luci e ombre della riforma e valutare proposte e opportunità per il futuro.
I lavori della giornata, guidati da Gianpiera Vismara, Coordinatrice del Dipartimento Istruzione di ANCI Lombardia, sono stati aperti da Giacomo Ghilardi, Vicepresidente vicario di ANCI Lombardia, che ha considerato come “oggi non celebriamo un semplice anniversario ma cerchiamo di fare un bilancio: il primo settembre 2000 le scuole hanno raggiunto l’autonomia, con un percorso dallo Stato al territorio, dal centro alle periferie, dando un ruolo nuovo a Regioni e Comuni, con il trasferimento di nuove funzioni che han visto i Comuni diventare protagonisti”.
“Dal 2000 sono passati 25 anni, siamo passati attraverso riforme, sono cambiati i tempi, i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze, i genitori, gli insegnanti e le insegnanti” ha sostenuto Ghilardi, evidenziando che “ora è il momento di fare un bilancio politico, per capire cosa va e cosa non va”, perché se “i Comuni hanno sempre sostenuto i cambiamenti”, oggi, “dobbiamo dirlo con chiarezza, il vero nodo sono le risorse perché non bastano i fondi per l’inclusione scolastica e per i servizi”.
Ghilardi ha continuato evidenziando “il problema dello spopolamento, del dimensionamento e della tenuta delle aree interne, temi sui quali si misura la tenuta del Paese”, pertanto “la scuola deve diventare presidio contro l’abbandono e la dispersione ma anche i Comuni devono aiutare a far sì che la scuola possa continuare”. E in questa prospettiva, ha concluso Ghilardi, “i lavori di oggi, con il convegno e i laboratori, vogliono essere un momento di costruzione di un’agenda politica per la scuola del futuro”.
“25 anni di Autonomia scolastica" - Il commento di Giacomo Ghilardi
In videocollegamento è intervenuta anche il Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, che ha evidenziato il “bisogno di innovare e rinnovare i nostri servizi, possiamo fare di più e meglio e dobbiamo farlo insieme perché c’è bisogno di risposte condivise, che possano permettere ai Comuni di programmare”.
Elena Carnevali, Sindaca di Bergamo e Delegata ANCI all’Istruzione, ha portato la voce dei colleghi sindaci evidenziando che “noi siamo fortemente convinti, come amministratori, che la scuola è il luogo del sapere, della crescita, dell’autonomia, del radicamento dei valori etici e dell’avvio di percorsi in un contesto caratterizzato da profondi mutamenti”.
“Dopo 25 anni possiamo però dire che la riforma dell’autonomia è incompiuta, perché non sempre sono seguiti i provvedimenti che avrebbero messo a regime la riforma”, ha considerato la delegata ANCI, perché “sono state trasferite le funzioni amministrative ai Comuni senza il supporto normativo ed economico”, pertanto “l’impressione che si ha è che nel tempo si è voluto assegnare compiti alle singole scuole autonome senza supportarle delle risorse umane, giuridiche e finanziarie”.
Secondariamente Carnevali ha posto l’attenzione sul fatto che “la costruzione del modello di autonomia, spesso anche nella volontà di costruire relazioni sicuramente positive, dà un po’ l'impressione che si traduca in una forma un po’ difensiva”; inoltre, si deve considerare che “un’effettiva collaborazione con gli enti locali deve passare per la condivisione di responsabilità e risorse, perché sappiamo che il concetto di comunità educante è necessario per superare le criticità e le fragilità, le complessità territoriali”.
Concludendo Carnevali ha voluto porre l’attenzione su tre pilastri sui quali si incardina l’autonomia scolastica: “la diffusione capillare delle scuole; la capacità delle scuole autonome di fare reti per fronteggiare le fragilità e il valore simbolico delle scuole come presidio dei valori costituzionali”.
“25 anni di Autonomia scolastica" - Il commento di Elena Carnevali
L’autonomia scolastica in Lombardia
Ha quindi preso la parola Luciana Volta, Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia, che ha ricordato come con la riforma, “per la prima volta alle scuole è stata data l’opportunità di definire la propria identità, nel rapporto con i territori e le famiglie, e, in 25 anni, le scuole hanno saputo sviluppare metodologie didattiche nuove e stringere relazioni con diversi attori”. In questo modo “l’autonomia ha dato forza al concetto di comunità educante” ha sostenuto Volta, considerando come siano tre i punti di forza della autonomia scolastica: “la personalizzazione dell’offerta formativa, fondamentale per sviluppare i talenti degli studenti; la dimensione di rete, perché l’autonomia non ha portato isolamento; il rafforzamento delle professionalità”.
La dirigente non ha nascosto che “persistono dei divari territoriali, tra nord e sud e tra aree centrali e aree interne”, e che rimangono la difficoltà delle risorse e del personale, ma come si può rinnovare l’autonomia nei prossimi 25 anni? Per Volta “lavorando su 4 punti: sull’autonomia intesa come responsabilità condivisa; sulla leadership educativa; sulla valorizzazione delle persone; sull’innovazione e l’inclusione”. Concludendo Volta ha sostenuto che “l’autonomia ha dato frutti importanti, anche se il cammino non è finito ed è tempo di una stagione nuova, perché l’autonomia non è un fine ma una condizione per costruire una scuola nuova, forte, che è necessaria per costruire il futuro del nostro Paese”.
Tramite video è intervenuta Simona Tironi, Assessore all'Istruzione, Formazione, Lavoro di Regione Lombardia, che ha ricordato come “la nostra Regione ha sempre considerato l’Autonomia scolastica come una responsabilità condivisa, in particolare con i Comuni”, ora “questi 25 anni ci lasciano un grande percorso ma anche una grande responsabilità per costruire un sistema scolastico inclusivo, innovativo e vicino alle nostre comunità, temi sui quali Regione Lombardia sarà sempre impegnata”.
Su questo tema è intervenuta anche Biagia Cuba, della Direzione Generale Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia, che ha evidenziato come la Regione “ha inteso l’autonomia scolastica come responsabilità condivisa”, in questo senso sono state avviate molte collaborazioni, come con ANCI Lombardia”.
I percorsi integrativi
Dalla Regione è intervenuto Alessandro Fermi, Assessore all’Università, Ricerca e Innovazione, per il quale l’autonomia scolastica ha rappresentato “un passaggio fondamentale che ha attivato i territori e, in particolar modo, i Comuni, impegnandoli in uno sforzo per il quale va a loro tutto il nostro ringraziamento. Dopo venticinque anni, si fatica a pensare al sistema precedente, e questo fa capire che il salto in avanti ha portato a dei grandi benefici”.
Federica Picchi, Sottosegretario con delega a Giovani e Sport di Regione Lombardia, ha aggiunto che in questo ambito è stato possibile attivare “progettualità utili sia a promuovere che a prevenire, questo viene fatto sul territorio con l’aiuto fondamentale di ANCI Lombardia”.
Il ruolo dei Comuni
Le riflessioni sul ruolo dei Comuni nell’autonomia scolastica sono state avviate da Anna Scavuzzo, Vicesindaca di Milano e componente del Dipartimento Istruzione di ANCI Lombardia, e, considerando le diversità tra grande metropoli e piccoli Comuni, ha evidenziato che “non abbiamo bisogno di avere uno strabismo su questi temi ma dobbiamo trovare delle piattaforme di collaborazione”. Per Scavuzzo “l’autonomia scolastica non è la solitudine del dirigente scolastico ma un mezzo per costruire piattaforme condivise”, pertanto, “riuscire a condividere motivazioni e scelte, ci aiuta a comprendere meglio, così dobbiamo trovare modi e spazi affinché sia possibile sempre più fare una pianificazione e non arrivare all’ultimo”. La Vicesindaco ha concluso evidenziando che “essere autonomi non significa essere soli, ma aderire a un sistema di corresponsabilità, anche per capire l’impatto delle politiche e degli investimenti sui territori”.
Dal capoluogo si è passati al borgo con Gloria Gini, Presidente del Dipartimento Piccoli Comuni di ANCI Lombardia, che ha ricordato come “l’autonomia scolastica ha interessato tutti i Comuni, anche se i piccoli centri si sono trovati più degli altri in difficoltà, per carenza di risorse ma anche di bambini, fenomeno questo che ci allarma sempre più perché le nascite diminuiscono e serve un intervento immediato”, perché “per un Comune perdere la scuola non è solo perdere un servizio ma significa perdere un elemento identitario”.
In conclusione è intervenuta Paola Frassinetti, Sottosegretario di Stato all’Istruzione e al Merito, che ha passato in rassegna l’operato del Governo sul tema dell’istruzione, evidenziando l’importanza della collaborazione tra i diversi attori coinvolti e considerando, in particolare, come “il calo demografico è molto evidente e si percepisce nella chiusura delle scuole”.
Le conclusioni della giornata di lavoro sono state affidate al Presidente del Dipartimento Istruzione di Anci Lombardia, Andrea Recalcati. “L’obiettivo odierno è stato quello di mettere a confronto i diversi attori del mondo della scuola. Questo momento di confronto non finisce oggi, anzi apriamo un percorso, e sono certo che molti amministratori ci daranno una mano sui tanti temi emersi, come l’utilizzo degli spazi comunali. Il nostro lavoro continua per fare sintesi dei contenuti emersi oggi, per capire i punti di forza e le criticità dei Comuni. Tra le proposte emerse vi è quella di realizzare una serie di incontri per mettere in luce le esperienze positive sui territori e non solo le criticità”.
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