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AMBIENTE

Tutela della biodiversità, Binelli: “Problema globale che richiede conoscenza concreta del territorio. Ruolo dei Comuni strategico”

10 Giugno 2025

Webinar organizzato da Legambiente Lombardia e ANCI Lombardia

TEMI: AMBIENTE

Il tema della custodia come strumento per la tutela della biodiversità e la valorizzazione del patrimonio naturale locale è stato al centro del webinar che si è tenuto nella mattina di giovedì 22 maggio, organizzato da Legambiente Lombardia e ANCI Lombardia dal titolo: “Custodire la biodiversità come opportunità di valorizzazione del territorio” nell’ambito del progetto LIFE NatConnect2030, di cui è capofila Regione Lombardia. Durante l’incontro è stato messo in evidenza il ruolo centrale dei Comuni nella promozione di modelli di sviluppo sostenibile e nella protezione degli ecosistemi, spesso minacciati dall’espansione delle attività umane,

Per Anci Lombardia è intervenuto Fabio Binelli, Coordinatore del Dipartimento Servizi Pubblici Locali, Ambiente, Politiche Agricole, Green Economy: “Sappiamo che per il nostro pianeta la perdita di diversità è uno dei punti critici che sono stati evidenziati a livello planetario per il prossimo futuro, anzi forse il più critico tra tutti, ancor più del cambiamento climatico o dell'inquinamento. Un problema a livello globale la cui soluzione richiede che si conosca e si abbia coscienza della biodiversità e una conoscenza concreta del territorio che spesso appartiene ai soli cittadini che risiedono sul territorio e indirettamente anche alle istituzioni che rappresentano quei cittadini. In questo senso il lavoro che oggi presentiamo presuppone un coinvolgimento diretto dei Comuni di custodia della biodiversità, ma vuole anche essere un modo per valorizzare il proprio territorio. La custodia è importante ai fini della preservazione dell'ambiente naturale, ma può anche essere lo spunto per creare intorno a questa diversità del territorio e degli esseri viventi che vivono in quel territorio, per avviare un momento di valorizzazione del territorio. È il caso delle esperienze che alcuni comuni piemontesi hanno fatto a partire dalla conoscenza della propria biodiversità, che oggi presentiamo e che potrebbero essere da spunto anche per i Comuni lombardi; ci auguriamo che questo modo di vedere la propria realtà possa trasferirsi anche ai nostri comuni. Buona parte già lo fanno, ma forse attraverso questo progetto potrà diventare un modo più sistematico di affrontare questo tema. Ringrazio quindi Regione Lombardia e Legambiente per averci dato questa opportunità”.

“NatConnect è un progetto di rete di cui Regione Lombardia è capofila, un progetto molto grande che mette insieme 15 partner su un territorio che copre oltre 20 milioni di abitanti” ha spiegato Cristina Bollini, Project Manager di LIFE NatConnect2030 di Regione Lombardia, che ha presentato il progetto e si è soffermata in particolare sul concetto di biodiversità. “Un progetto veramente molto esteso – ha aggiunto - che parte dell'esperienza precedente ‘LIFE gestire 2020’. LIFE NatConnect2030 è rivolto al nord Italia e si occupa di tante cose, in particolare del ripristino della biodiversità, tema all'ordine del giorno dal momento che l’anno scorso è entrato in vigore il regolamento per il ripristino della natura a livello comunitario. Come rete ci occupiamo anche del cambiamento climatico, del controllo dell'espansione delle specie aliene invasive, di attività di comunicazione. I Comuni sono attori molto importanti, ma soprattutto è importante la competenza che hanno a livello territoriale. La biodiversità è fondamentale perché ha una relazione con tutto ciò che ci fa vivere e ci garantisce la salute, penso alla farmaceutica, moltissimi principi attivi anche per malattie molto gravi arrivano da soluzioni che la biodiversità ha già trovato dimostrando quanto strettamente siamo dipendenti dalla biodiversità. Si calcola che metà del prodotto interno lordo globale è fortemente dipendente dalla biodiversità, infatti oltre ai cambiamenti climatici l'altra emergenza a livello planetario è proprio quella della biodiversità. Per questa ragione è molto importante aderire a questi progetti come quello che stiamo portando avanti con Legambiente, per approfondire il tema e vedere come coinvolgere il territorio dei nostri Comuni e la cittadinanza. Vedere quindi come tante piccole azioni locali possano contribuire a una rete che è molto più vasta”.

Per Legambiente Lombardia è intervenuta la Responsabile Ufficio Progetti, Simona Colombo, che è entrata nel merito del filo conduttore di tutto il progetto ovvero la condivisione la collaborazione nel prendersi cura della natura.  “Prenderci cura della natura vuol dire prenderci cura di noi stessi che siamo all'interno della natura e viviamo questo ecosistema insieme ad altre specie. Il progetto che presentiamo oggi coinvolge ben quattro regioni e 102 gestori in tutto. L’obiettivo è quello di integrare tutte quelle realtà molto territoriali che si occupano di valorizzazione del territorio e degli habitat, metterle in rete e confrontarsi”

Durante l’incontro sono state presentate alcune esperienze di Comuni in cui il recupero e la tutela della biodiversità si sono trasformati in strumenti di rilancio e valorizzazione delle comunità locali in termini turistici e culturali. Tra le esperienze di comuni custodi della biodiversità, sono state presentate le testimonianze dei Comuni piemontesi di Camagna Monferrato, Terruggia e di Pecetto Torinese.

Rivedi la registrazione del webinar - https://youtu.be/KWykoBumtcg

Il progetto LIFE NatConnect 2030

Partner del progetto, oltre a Regione Lombardia capofila, sono: Regione Piemonte, Regione Emilia-Romagna, Regione Veneto, Provincia Autonoma di Trento, Autorità di Bacino del fiume Po, Agenzia Interregionale per il fiume Po, WWF Italia, LIPU – Lega Italiana Protezione Uccelli, Legambiente Lombardia Onlus, Ente regionale per i servizi all’ agricoltura e alle foreste (ERSAF), Fondazione Lombardia per l’ambiente, Ente Parco Regionale Veneto Delta del Po, Ente di Gestione per i Parchi e la Biodiversità – Delta del Po Emilia Romagna, Comunità Ambiente e Consiglio di Bacino Brenta (affiliato)

Obiettivo del progetto è il consolidamento di un sistema di gestione integrato della rete Natura 2000 per garantire il raggiungimento degli obiettivi di conservazione delle Direttive Habitat e Uccelli.

L’area di progetto ospita una ricca fauna selvatica e più di 840 siti Natura 2000, in un territorio di 100.000 Kmq, caratterizzato dalla presenza dell’Arco Alpino e del fiume Po e con oltre 24 milioni di abitanti (una delle aree più densamente popolate d’Europa).

Le 5 linee strategiche alla base del progetto sono:

- ripristino ecologico di habitat e specie di interesse conservazionistico
- rafforzare gli elementi di connessione della rete ecologica
- mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici
- riduzione dell’impatto delle specie aliene invasive
- rafforzare la governance di rete natura 2000 e delle aree di connessione



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