EUROPA
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Si è tenuto lunedì 12 maggio 2025 presso l'Auditorium Verdi di Veronafiere Conference centre l’evento "On the road to URC 2025, Local and Regional Dimension". Un momento molto importante di confronto, organizzato da Italia e Ucraina, con la collaborazione e il supporto di Anci Nazionale e delle Anci regionali, in vista della Ukraine Recovery Conference (URC2025), al fine di sensibilizzare, creare slancio e consentire discussioni significative e risultati concreti a Roma a luglio, e per garantire che la dimensione locale e regionale possano apportare un contributo fondamentale al processo di ricostruzione.
Sulle principali sfide e opportunità nel percorso di ripresa dell'Ucraina è intervenuto anche Matteo Luigi Bianchi, Vicepresidente del Comitato Europeo delle Regioni e Coordinatore Dipartimento Europa ANCI Lombardia.
Bianchi nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di partecipare al confronto che guarda alla ricostruzione dell’Ucraina “partendo dal territorio, dal basso. Questo è un principio fondante della nostra esperienza europea di coesione e di decentramento”.
E sulla necessità di coinvolgere gli stakeholder e di una loro collaborazione, Bianchi ha aggiunto che “la ricostruzione dell’Ucraina non sarà sostenibile né resiliente se non sarà coprogettata con le comunità locali. La governance multilivello, che unisce governo centrale, regioni, città e società civile, è l’unico modello che può garantire un radicamento sociale degli interventi, trasparenza e fiducia, resilienza democratica perché città e regioni forti sono l’argine più solido contro derive autoritarie e instabilità”.
Per Bianchi sono due le condizioni essenziali per un coinvolgimento efficace: un quadro giuridico chiaro e garantito per le autonomie locali e risorse dirette e strumenti finanziari dedicati alle autorità locali e regionali. “Senza un riconoscimento costituzionale e legislativo forte, le comunità locali ucraine rischiano di rimanere semplici esecutori e non protagonisti. Il processo di decentralizzazione deve essere completato e reso irreversibile, anche nei territori oggi più colpiti” ha specificato Bianchi, mentre sul tema delle risorse ha sottolineato come non sia sufficiente la sola volontà politica, ma “servono fondi accessibili, trasparenti e capaci di attivare anche partenariati pubblico-privati”.
Per Matteo Luigi Bianchi “dobbiamo vedere le città ucraine non solo come vittime da ricostruire, ma come motori della rinascita democratica ed economica del Paese. E la cooperazione con le nostre città e regioni europee può essere la chiave di volta di questa sfida. Come Vicepresidente del Comitato delle Regioni, sono impegnato a fare in modo che i governi locali ucraini siano pienamente rappresentati nei processi di adesione all’UE e nei tavoli che decideranno il Recovery Plan ucraino”.
Ha chiuso il suo intervento ricordando il ruolo dei gemellaggi solidali tra i Comuni. “In Lombardia, diversi comuni – anche piccoli – hanno attivato, già nei mesi più duri della guerra, gemellaggi con città e comunità ucraine. Non solo per inviare aiuti umanitari, ma per costruire rapporti duraturi. Questa rete dal basso può diventare una piattaforma stabile, che accompagni l’Ucraina anche nel suo percorso europeo”.
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