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TEMI: WELFARESERVIZI SOCIALI
L’Auditorium Testori di Palazzo Lombardia ha ospitato l’evento "Insieme per una Lombardia inclusiva e sostenibile – Il ruolo degli Ambiti nella programmazione delle politiche sociali", che ha rappresentato il primo incontro ufficiale tra tutti i 91 Ambiti sociali lombardi con l’assessore regionale alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, che ha voluto convocare i rappresentanti territoriali coinvolgendo il Dipartimento Welfare di ANCI Lombardia, rappresentato dalla Presidente Sara Santagostino, per illustrare le buone prassi lombarde e raccogliere proposte utili a migliorare i modelli di governance e co-progettazione.
L'Assessore regionale Elena Lucchini, presentando l'iniziativa, ha spiegato che "rappresenta la prima tappa di un percorso di ascolto, dialogo e confronto per condividere il metodo di lavoro che ci consentirà la miglior messa a terra della programmazione sociale territoriale. L’approccio di Regione Lombardia è come sempre volto alla consueta e fattiva collaborazione tra istituzioni, per questo, incontrando anche i rappresentanti delle nostre ATS e ASST ho voluto sottolineare l’imprescindibile legame tra sistema sociale e sistema sociosanitario che ci porta a lavorare e agire insieme, in modo integrato e coordinato". Per l'Assessore "la sfida più urgente è legata all’attuazione della riforma nazionale sulla disabilità, un’innovazione che la nostra Regione, grazie alla sua articolata e flessibile rete sociale e al pilastro del terzo Settore saprà cogliere pienamente potenziando l’alleanza tra istituzioni e attori sociali”.
Prendendo la parola, Sara Santagostino ha voluto rivolgere il suo "grazie per il momento di incontro e di reciproco ascolto".
La Presidente del Dipartimento welfare ha considerato che "di integrazione si parla da tanto tempo, ma facciamo ancora fatica a lavorare nell'ambito delle politiche e degli interventi sociosanitari, anche se oggi viene data davvero l'opportunità ai territori di mettersi in gioco in maniera diversa. Siamo in un contesto sociale molto particolare, dove il processo di individualizzazione è strutturato e forte; noi, come amministratori locali, dobbiamo rispondere ai tanti territori diversi, che presentano tante fragilità, perché è fragile un metropoli come Milano ma sono fragili anche i centri lontani, come le comunità montane o i Comuni lontani dai grandi agglomerati."
Secondo Santagostino, "dobbiamo lavorare in un'ottica di welfare di comunità, soprattutto da quando i cittadini vivono una dinamica di individualizzazione, dove si presentano ai nostri sportelli portando i loro problemi e chiedendo risposte. Dobbiamo rivedere questa impostazione, darci l'opportunità di ascoltarci reciprocamente per avere occasioni per dare una risposta a quello che è un bisogno di una comunità, considerando se nei territori ci sono risposte". Pertanto, "diventa necessario darci strumenti che ci permettano di dirci se stiamo sulla stessa barca o se ci dividiamo", facendo tesoro del fatto che "le emergenze come il Covid e la guerra in Ucraina ci hanno mostrato che sappiamo leggere i bisogni emergenti e dare risposte immediate, perché i Comuni e i territori si sono mossi."
Per la rappresentante di ANCI Lombardia, servono "nuovi strumenti e di nuovi servizi. Ci sentiamo però spesso dire che la coperta è corta ma se dobbiamo curare e prevenire dobbiamo spendere, anche se dobbiamo capire cosa è la prevenzione. Se però ci limitiamo a dire che la coperta è corta, perdiamo di vista il contesto di sviluppo delle politiche sociali, perché in tutto il territorio della Lombardia c'è qualcosa di buono e da mettere in comune e da cui si può imparare. Allora dobbiamo chiedere alle ATS e alle ASST che le cabine di regia diventino luoghi di confronto e che vengano utilizzati gli strumenti a disposizione per stare ai tavoli che già esistono, perché non serve aggiungerne altri."
Sul fronte del controllo e dei monitoraggi delle politiche, per Santagostino "dobbiamo trovare degli strumenti tecnico contabili che non vadano ad aggravare ulteriormente il lavoro, perché non sono solo gli enti locali ad avere il problema dal punto di vista del personale ma è anche un problema degli ambiti che sono in difficoltà".
Infine "sulla complementarietà del terzo settore si parla tanto, è partita la riforma, ma dobbiamo stare attenti perché a volte le riforme sono difficili da perseguire. Quindi, se la vogliamo, deve essere una complementarietà vera e dobbiamo capire cosa è e come realizzarla" ha concluso Santagostino.
Durante l'evento sono state presentate anche tre buone prassi dai territori: da Sercop Ambito Rhodense è stata illustrato il SISDA - sistema integrato servizi domiciliari anziani; dall’Ambito Territoriale Saronno l'esperienza "Le radici e le Ali" che promuove percorsi di autonomia per persone adulte con disabilità e dall’Ambito Territoriale di Crema è stato illustrato il percorso verso un nuovo modello di governance per il rafforzamento tecnico e politico del territorio.
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